In Germania la Legge fondamentale, in pratica la nostra Costituzione, all’articolo 7 comma 4, regolamenta l’istituzione delle scuole private. In genere si è portati a pensare che gli istituti privati permettano di ricevere un’educazione di qualità superiore e per questa ragione sono disposti a spendere, a volte con sacrifici, alcune centinaia di euro al mese (in Germania in genere le rette vanno dai 170 ai 300 euro mensili), per permettere ai propri figli di beneficiare di questi presunti vantaggi. Ma le cose stanno realmente così? Stando ai dati diffusi da uno studio commissionato all’Università di Duisburg-Essen dalla Friedrich Ebert Stiftung non si direbbe.

Nel Paese ci sono circa 5.800 scuole private (ultimi dati disponibili dell’anno scolastico 2015-2016), di cui quasi 3.600 sono scuole generali, e 2.180 sono scuole professionali. Il che corrisponde a circa l’11 per cento di tutte le scuole di istruzione generale o al 25 per cento di tutte le scuole professionali. Sempre nell’anno scolastico 2015-2016, 743.534 studenti (8,9 per cento del totale) hanno frequentato una scuola privata di istruzione generale, mentre 238.481 (9,6 per cento) una scuola professionale. Questo vuol dire che dei circa 10,8 milioni di alunni tedeschi uno su undici frequenta una scuola privata. Per fare un confronto nel 1992 la percentuale degli alunni frequentanti le scuole private era di circa la metà, ossia il 4,8 per cento del totale. Le scuole private sono in parte finanziate dai singoli Stati federali, in percentuali che variano da Land a Land, mentre il resto è dato dalle rette di cui abbiamo parlato sopra.

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Ebbene, secondo lo studio commissionato, non ci sarebbe una sostanziale differenza di preparazione tra gli alunni delle scuole private e di quelle pubbliche. I dati presi in considerazione sono stati quelli del confronto delle prestazioni di circa 67.000 studenti, ed in particolare si è esaminata la capacità degli stessi in merito a lettura e ortografia del tedesco, nonché comprensione della lettura in lingua inglese. Gli studenti della scuola pubblica si sono rivelati migliori nella lettura dei testi inglesi rispetto a quelli della scuola privata. Questi ultimi, al contrario, sembrerebbero essere migliori nelle competenze all’ascolto del tedesco e della comprensione dei testi inglesi. In particolare i ricercatori Klaus Klemm, Petra Stanat e Lars Hoffmann ritengono che tali tipi di differenze possano afferire a diversi fattori, fra cui il bagaglio culturale dei genitori, il sesso e lo sfondo socio-economico in cui gli alunni sono cresciuti.

Proprio per esaminare tali differenze sono state formate delle cosiddette “coppie gemelle”, ossia scolari con lo stesso background, ma provenienti dai due differenti tipi di scuole. In genere a frequentare quelle pubbliche sono molti bambini-ragazzi che provengono da famiglie con un basso livello d’istruzione e che sono socialmente svantaggiate. Non è un caso se nelle scuole pubbliche ben il 38,1 per cento dei bambini ha almeno uno dei due genitori nato all’estero, mentre in quelle private tale percentuale diminuisce di quasi 10 punti, arrivando al 28,3 per cento. Nelle secondarie tale divario si accresce, passando da circa il 30 per cento nelle scuole pubbliche a poco meno del 19 per cento in quelle private. Più in generale il 24,2 per cento degli alunni degli istituti pubblici ha un background migratorio, contro il 17,7 per cento in quelli privati. Le ragazze sono poco più della metà nelle scuole private secondarie e superiori (53,3 per cento), mentre in quelle pubbliche la distribuzione di genere è simile (eccezion fatta per le primarie e le scuole “speciali”, dove i maschi sono leggermente di più).

Gli studiosi, in base ai dati raccolti, si sono posti un quesito: come dovrebbero i giovani di diversa estrazione sociale ed etnica imparare a capirsi se non condividono esperienze? A questa domanda potrà forse dare risposta il neo ministro dell’Istruzione Anja Karliczek (CDU) che di mestiere, fino al 14 marzo scorso, faceva l’imprenditrice. Vedremo che impronta vorrà dare al futuro della scuola tedesca.

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Lettura di Leopoldo Innocenti

Le scuole private tedesche sono migliori di quelle pubbliche?

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