La digitalizzazione: è uno dei cavalli di battaglia della Cancelliera Angela Merkel (Cdu), e non a torto.

Ma cosa si intende con digitalizzazione? In informatica è creare, strutturare e riorganizzare le informazioni, indipendentemente dalla loro origine o formato, per renderle disponibili in modo semplice e rapido. Digitalizzare significa concretamente convertire tutto quello che è stato stampato su carta o impresso su pellicola in un documento digitale, cioè comprensibile ad un computer.

In un ambito aziendale significa progettare e gestire in modo integrato e collaborativo i processi interni (per esempio, che coinvolgono più funzioni nella stessa organizzazione) ed esterni (verso clienti o fornitori), idealmente attraverso la condivisione delle logiche di gestione di ciascun processo e delle principali informazioni che lo caratterizzano (in forma elettronica strutturata ed elaborabile).

L’Ifo, il centro di ricerca economica di Monaco di Baviera, ha fatto un sondaggio su un campione di 4.000 persone circa quanto i tedeschi ritengano importante che la scuola in Germania si digitalizzi. Ebbene il 63 per cento dei tedeschi intervistati ritiene che sia molto importante che almeno il 30 per cento del tempo impiegato per l’insegnamento avvenga attraverso un computer. Due anni fa erano solo il 48 per cento, segno questo che si inizia a comprendere l’importanza dell’argomento per il futuro delle nuove generazioni.

L’80 per cento ritiene importante che il Governo federale fornisca alle scuole accesso ad Internet a banda larga, connessione wi-fi e computer, mentre contrari si sono detti solo il 14 per cento degli intervistati. Il 67 per cento ritiene poi che lo Stato debba fornire agli alunni un pc o un portatile, e il 65 che i genitori dovrebbero poter essere informati con i professori, circa i test e i risultati degli stessi dei propri figli, attraverso canali digitali. L’81 per cento (circa 4 genitori su 5) ritiene che sia importante che gli insegnanti si aggiornino in materia digitale durante il periodo d’insegnamento.

Altra cosa è invece la soddisfazione dimostrata rispetto alle istituzioni scolastiche. Solo il 24 per cento degli intervistati s’è infatti detto soddisfatto delle scuole, nei tre anni precedenti erano invece tra il 28 ed il 30 per cento. In generale, per un’81 per cento, ritengono che lo Stato dovrebbe spendere di più per le scuole. Solo tre anni fa erano dieci punti percentuale in meno. Indice del fatto che le esigenze di rinnovamento sono più sentite oggi che nel recente passato. Inoltre la maggioranza schiacciante, ben l’87-91 per cento, vorrebbe esami finali uniformi fra le varie tipologie di scuole superiori.

Gli alunni di oggi sono i cittadini del domani e un uso consapevole della tecnologia può sicuramente facilitare l’inserimento nel mercato del lavoro. In ambito sociale la digitalizzazione favorirebbe non poco lo sviluppo del sistema Paese, non solo in Germania, ma anche da noi. In Italia nell’ambito della Pubblica amministrazione (Pa), ad esempio, l’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano ha calcolato che sono oltre 600miliardi i fogli, e 45miliardi i documenti di “affari”, che potrebbero essere dematerializzati. Una decisa accelerazione verso un’“Italia digitale” permetterebbe alla Pa italiana di ottenere risparmi per circa 20 miliardi di euro ogni anno, e alle imprese di risparmiarne altri 20, di miliardi, nei loro processi di interazione con la Pubblica amministrazione stessa, oltre a circa altri 160miliardi nei processi interni e di relazione verso clienti e fornitori. Si potrebbero liberare creatività e capacità di innovazione che, invece, sono oggi imbrigliate nell’esecuzione di attività a scarso o nullo valore aggiunto. Quasi 10miliardi di ore ogni anno sono “perse” in compiti a basso valore.

Da noi in Italia, oltre a dotazioni e infrastrutture insufficienti in molti settori della Pa, c’è ancora grande diffidenza circa l’utilizzo di strumenti digitali, in ogni campo. Questo, si dice, anche perché la nostra è una popolazione anziana che non ha dimestichezza con gli strumenti informatici. Vero. Ma bisognerebbe guardare anche al futuro ed iniziare proprio dai più piccoli, garantendo loro la capacità e la possibilità di operare nel mondo che li attende. Per farlo, però, occorrono visioni del futuro ben costruite e persone competenti che sappiano accompagnare la società in un cambiamento inevitabile ed affascinante, oltre ad una classe politica che abbia la volontà di mettere in atto questo processo.

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La Cancelliera Merkel sulla digitalizzazione

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