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La mitica crema alle nocciole lanciata sul mercato da Michele Ferrero nel 1964 con il nome di Nutella (nel 1951 era uscita sul mercato con il nome di SuperCrema), e commercializzata anche in Germania a partire dall’anno dopo, sembra quasi far parte di una moderna Weltanschauung tedesca, un modo di vivere e di nutrirsi. Soltanto cosí si spiegano, almeno in parte, le perplessità e l’indignazione di molti consumatori tedeschi, reali o simulate che siano, di fronte ai recenti cambiamenti, tutto sommato piuttosto marginali, che la Ferrero ha deciso di apportare nella ricetta della Nutella.

Ma chi mai ha avuto la scellerata idea di modificare la composizione della Nutella, un prodotto vincente in tutti i mercati mondiali, senza prima informare i consumatori? È un po’ questo il tenore delle reazioni del comune uomo della strada in Germania nell’apprendere che la Centrale del consumatore di Amburgo (Verbraucherzentrale Hamburg e.V.) aveva reso noto che la Ferrero, per la prima volta da molti anni a questa parte, aveva “segretamente” modificato la composizione della ricetta della famosa crema spalmabile. Un’iniziativa che la Ferrero di Francoforte, dopo il sorgere delle prime scadalizzate proteste, s’era subito affrettata a spiegare definendola come il risultato della decisione di stabilire un nuovo rapporto percentuale tra le varie componenti della ricetta. Si tratterebbe, comunque, soltanto di un leggero ritocco, precisa la Ferrero, una Feinjustierung come si direbbe in tedesco, e che però nella sostanza non avrebbe affatto modificato in termini degni di nota le apprezzate caratteristiche della crema più richiesta al mondo.

Più chiara e meno grassa

In realtà qualche consumatore tedesco s’era già accorto che qualcosa era cambiato, a giudicare dal colore leggermente più chiaro della Nutella ultimamente acquistata. Un’ impressione corretta – aveva poi precisato la Centrale del consumatore di Amburgo – perché, in base alle più recenti analisi, nella crema risultava aumentata in termini percentuali sia la polvere di latte, passata dal 7,5 all’8,7 per cento, sia anche il contenuto dello zucchero, salito dal 55,9 al 56,3 per cento. Come logica conseguenza del modificato equilibrio di queste due componenti il colore della Nutella era divenuto visibilmente più chiaro. L’aspetto un po’ scandaloso della vicenda, secondo i consumatori e le stesse organizzazioni che li rappresentano in Germania, sarebbe che la Ferrero si riufiti di precisare di quanto sia diminuito nella Nutella il contenuto di nocciole. Così dicendo, s’ignora o si fa finta di ignorare che la Ferrero non è obbligata a fornire questo tipo d’informazione. La ricetta della Nutella è segreta, al pari dei prodotti di simile grandi imprese che operano su scala mondiale, come Coca-Cola, Maggi o Red Bull. A parte il colore, chi ultimamente ha avuto modo di fare un confronto tra le due Nutella, prima e dopo il ritocco della ricetta, si è comunque subito accorto che la nuova versione, oltre che più difficile da spalmare sul pane perché più densa, è anche leggermente più dolce della Nutella prodotta fino a qualche mese fa, con il risultato che il maggior contenuto di zucchero attenua leggermente il gusto della nocciola. Una Nutella più dolce può senz’altro far piacere ai bambini, ma non sempre a un consumatore adulto con un palato educato a percepire e a godere il sapore naturale di ció che mangia.

Nutella “sehr gut”

A questo punto sorge spontanea la domanda come mai Ferrero abbia deciso di cambiare una ricetta alla quale ultimamente la ben nota “Stiftung Warentest” aveva assegnato il voto “sehr gut”, premiandone espressamente “aspetto, odore e gusto”. Resterà ora quindi da vedere se la Nutella manterrà il suo primato nella classifica riconosciutole lo scorso anno dalla più nota e più stimata organizzazione tedesca in difesa dei consumatori, che gode del sostegno finanziario dello Stato tedesco. Se lo sono chiesti anche i redattori di “Galileo”, la trasmissione del canale televisivo “ProSieben” dedicata ai temi delle novità scientifiche, i quali in un servizio dedicato alla vicenda avrebbero avanzato il sospetto che il cambiamento della ricetta, con più latte in polvere a scapito di una ridotta presenza di nocciole decisamente più care, abbia unicamente avuto il fine di assicurare alla Ferrero maggiori utili. Si tratta naturalmente soltanto di un’ipotesi, che eventualmente soltanto una precisa presa di posizione della Ferrero potrebbe chiarire. Un’ipotesi quest’ultima comunque da escludere in quanto, come abbiamo giá sottolineato, la ricetta della Nutella è assolutamente “top secret”. Sarebbe come immaginare che i manager di Parma vadano a raccontare alla stampa nei particolari i segreti della produzione del Parmigiano Reggiano. Ne consegue che i manager della Ferrero non potranno che limitarsi a dare delle indicazioni assolutamente marginali sulle modifiche apportate alla ricetta senza spiegare il perché l’abbiano fatto.

Polemica destinata a spegnersi

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Per il resto tutto procederà come prima. Ci sarà chi dirà che la “nuova” Nutella gli piace di più, e ci sarà anche chi deluso dal cambiamento dirà di essere già passato a un prodotto della concorrenza. Già, la concorrenza sempre pronta a colpire. La delusione e in parte lo degno che traspare da alcuni articoli sulle vicenda potrebbero anche essere stati promossi da una certa concorrenza tedesca, che sicuramente non si è mai rallegrata del grande e vistoso successo di questo prodotto alimentare italiano sul grande e importante mercato della Germania. Per capirlo è sufficiente dare un’occhiata alla collocazione dei vasi della Nutella quasi generalmente esposti nei ripiani inferiori degli scaffali dei negozi alimentari, mentre più in alto sono esposti ben visibili i prodotti della concorrenza piuttosto nutrita con nomi come Rapunzel Samba Dark, Ovomaltine Crunchy Cream, Bio Gourmet, MinusL, Choco Nussa, Nocciolata, Ja!Nuss-Nougat-Creme, Zentis Nusspli, Nudossi Haselnuss-Nougat e molte altre. La Nudossi è nota anche come la Nutella dell’Europa dell’Est, perché veniva prodotta già ai tempi della DDR. Alcune sono più care della Nutella ed hanno un contenuto di nocciole molto alto, come la Samba Dark, altre sono generalmente più a buon mercato, come Choco Nussa o Nuss-Nougat-Creme.

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L’ultimo pesante attacco a firma tedesca contro la Ferrero risale agli ultimi mesi dello scorso anno, quando la presidente della Commissione per la difesa dei consumatori, Renate Künast, accusò la Ferrero di sfruttare il lavoro minorile servendosi in Romania di un subfornitore che a sua volta si serviva per la confezione delle uova Kinder di famiglie che facevano lavorare anche i loro bambini. Una tesi avvallata dal quotidiano britannico “The Sun”, che in seguito si rivelò in buona parte inattendibile, perché anche in Germania si ha la stessa consuetudine tollerata (tre ore di lavoro al giorno) sia dallo Stato sia dalle Chiese cattolica e protestante.

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La ricetta della Nutella è cambiata?

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