Auto © il Deutsch-Italia

Auto © il Deutsch-Italia

Secondo i dati del Kraftfahrt-Bundesamt (BKA), l’Ufficio federale dei veicoli a motore (in pratica la nostra Motorizzazione) sono circa 46,5 i milioni di auto registrate in Germania (63,7milioni in totale sono i veicoli circolanti, compresi camion, rimorchi per auto e motocicli). Il che vuol dire che il numero di automobili è aumentato di 1,1milioni di veicoli a partire dal 1° gennaio rispetto all’anno precedente (mentre l’aumento dei veicoli in genere è stato dell’1,7 per cento).

Questo dato è in controtendenza con quello rilevato da uno studio effettuato lo scorso anno dall’Università di Duisburg-Essen, secondo cui il parco macchine circolante in Germania vedeva un’età media delle vetture di 9,3 anni. Nel 2000 tale età era di 6,9 anni e ora, sembra, i tedeschi ritornano a comprare auto nuove. Tuttavia i dati possono essere anche un po’ interpretati. Nella prima metà del 2017 il numero di acquirenti privati era stato “solo” del 34,6 per cento (nel 2006 era stato del 47,4 per fare un raffronto con gli “anni d’oro”). Secondo il professor Ferdinand Dudenhöffer dell’Università tedesca, questo calo era dovuto al fatto che l’entusiasmo per le auto nuove stava calando, «perché i miglioramenti alla fine annoiano».

diesel

Diesel

Il grande malato del settore è stato di sicuro il comparto del diesel, colpito dallo scandalo che tanto ancora sta facendo parlare di sé. Lo scorso anno le auto con propulsione a diesel vendute rappresentavano il 41,3 per cento del totale (nel 2016 erano il 46,9), mentre quest’anno sono il 32,8 per cento, contro un 65,5 per cento di quelle a benzina. Dai primi di gennaio sulle strade della Germania c’è stato un aumento del 58,3 per cento di veicoli elettrici (53.861 auto) e del 43,1 per cento di quelli ibridi (236.710 auto). La percentuale di quelli cosiddetti “ibridi plug-in” è cresciuto del 112 per cento, arrivando fino a circa a 44.419 veicoli circolanti. A farla da padrone in quest’ultimo settore è senz’altro la Toyota, il terzo produttore di auto al mondo, che ha visto un aumento globale di vendite del 3,4 per cento nel mondo, ma di ben il 14 per cento in Europa. L’ibrido ha avuto una quota significativa di questo successo: nel 2017, la casa giapponese ha aumentato le vendite di questo tipo di ben il 45 per cento in Europa.

Auto ibrida Toyota © il Deutsch-Italia

Auto ibrida Toyota © il Deutsch-Italia

E come si spiega allora questa, almeno apparente, ripresa delle vendite nel mercato tedesco? Almeno in parte, secondo il professore, è anche dovuto ai concessionari, che sono i “migliori” clienti di se stessi. Nel 2017, infatti, ben il 30,6 per cento delle nuove immatricolazioni era andato sul conto dei rivenditori o dei produttori (nel 2006 era solo il 24,6 per cento), mentre un altro 23 per cento su quello delle aziende. È un trucchetto da sempre fatto dai produttori di auto, che contabilizzano nelle vendite anche il cosiddetto usato a chilometri zero. Pochi giorni di presenza presso il concessionario e poi le auto vengono vendute con sconti che possono arrivare dal 20 fino anche al 35 per cento sul costo originale. I clienti privati hanno capito che c’è questa abitudine e spesso acquistano proprio queste auto per risparmiare.

Quel che appare chiaro è che, nonostante gli incentivi alle vendite, la vendita delle auto diesel pare segnata. Molte città si stanno organizzando per impedirne la circolazione nei centri cittadini e la soluzione dell’ibrido (benzina e elettricità) pare al momento la più papabile per il prossimo futuro, in attesa che le batterie elettriche diventino più efficienti e che la diffusione delle colonnine di ricarica delle stesse prenda veramente piede in tutto il Paese.

Fra i venditori la Volkswagen è stato il marchio più venduto, con il 21,5 per cento, seguito da Opel con il 9,8, e Mercedes con il 9,4. Il marchio di importazione più forte è stato Skoda con una quota del 4,4 per cento.

.

Come si guida un’auto ibrida

© Youtube playmatte87

Print Friendly, PDF & Email