Andreas Giesel © CC BY-SA 4.0 Nicola WC

Andreas Giesel © CC BY-SA 4.0 Nicola WC

C’è polemica a Berlino nella giunta comunale. Vede contrapposti da una parte il sindaco Michael Müller (SPD) e il senatore Andreas Geisel (SPD), oltre al senatore dei Verdi Dirk Behrendt, dall’altra altre fazioni degli stessi partiti, come il socialdemocratico Sven Kohlmeier e il collega Frank Zimmermann. Oggetto del contendere? La depenalizzazione del reato di “utilizzo del mezzo pubblico senza biglietto”. In pratica gli Schwarzfahrern, o “portoghesi” come si direbbe da noi. Attualmente infatti in Germania la multa per chi è colto in fragranza di reato è di 60 euro (dal 2015), ma dopo la terza volta che si è colti in fallo si finisce diretti in prigione.

Il volume di soldi persi in tutta la Germania si aggira sui 250milioni all’anno. Nella sola Berlino, durante il 2017, la BVG (Berliner Verkehrsbetriebe) la società dei trasporti locale, ha registrato un danno economico di circa 20miloni di euro. «Con quella cifra», ha sottolineato il portavoce dell’azienda Markus Falkner, «potremmo acquistare 40 nuovi autobus a due piani». Il dato dei viaggiatori “a sbafo” nella Capitale è tuttavia calato negli ultimi anni. Nel periodo tra gennaio e settembre di quest’anno “solo” il 3,14 per cento degli oltre 7milioni di passeggeri controllati nelle U-Bahn non aveva il biglietto, e nelle S-Bahn erano il 2,59 per cento su un totale di 10,4milioni persone controllate. A commettere il “reato” sono in prevalenza giovani tra i 18 e i 29 anni (uno su cinque del totale), mentre la fascia di censo che evade di più è quella con un reddito netto mensile che va dai 1.500 ai 2.000 euro netti. Chi percepisce un reddito da minijob, invece, tende a non evadere così spesso.

Fahrkarte © il Deutsch-Italia

Fahrkarte © il Deutsch-Italia

Non tutte le società di trasporto si regolano allo stesso modo riguardo l’applicazione della sanzione in termini penali e “tolleranza zero”. La BVG, ad esempio, arriva ad applicarla dopo tre controlli durante un periodo di due anni, mentre ad Amburgo e Monaco la HVV e la MVV la applicano dopo tre volte in un anno. In ogni caso la polemica è dovuta anche ai costi che la detenzione comporta. Ogni notte in cella equivale ad un esborso per il contribuente tedesco di circa 150 euro per una permanenza media che va dai 30 ai 60 giorni nelle patrie galere. Lo scorso anno a Berlino su 48.378 sanzioni si è arrivati alla condanna di 6.932 persone e di queste 362 hanno “alloggiato” nel carcere di Plötzensee.

Come rimediare allora al problema? Alcuni propongono di portare il costo del biglietto ad 1 euro, come a Vienna. Nella Capitale austriaca infatti il pagamento annuale di 365 euro ha comportato un aumento di viaggiatori da 375.000 a 650.000. Attualmente nella Capitale tedesca invece il costo annuale, per la fascia più ristretta cittadina (A e B) è di 728 euro (se si paga in un’unica soluzione, 761 se si paga mensilmente). C’è chi è favorevole, ma mantenendo la sanzione di carattere penale come disincentivo ad approfittare dei servizi cittadini. Secondo Sven Kohlmeier i costi della detenzione sono un esborso accettabile: «Uno Stato costituzionale costa sempre denaro», ha dichiarato. Contrario alla depenalizzazione s’è dichiarato anche Lars Wagner, portavoce della VDV (Verband Deutscher Verkehrsunternehmen), l’Associazione delle società di trasporto tedesche. Infine c’è chi, come Burkhard Dregger (CDU), propone di convertire la galera con l’impiego dei condannati ad offrire il loro impegno per lavori di utilità pubblica, mantenendo pertanto il reato in un ambito del penale (in quello semplicemente amministrativo la cosa non sarebbe possibile).

Atac © il Deutsch-Italia

Atac © il Deutsch-Italia

Da noi a Roma la pena comminata dall’Atac, la locale azienda dei trasporti, ai trasgressori è solo amministrativa per un totale di 54,90 euro se si paga entro 5 giorni dalla contestazione. La cifra sale a 104,90 se si paga entro 60 giorni, a cui vengono aggiunti altri 12 euro se non si è ritirato il verbale nel momento della contestazione.

Tutto molto bello, ma il buco nelle casse delle aziende di trasporto italiane è enorme. Su circa 5miliardi di viaggiatori all’anno si calcola che un quinto non paghi il biglietto. Nella nostra di Capitale un passeggero su tre viaggia senza titolo di viaggio, stessa cosa a Bari. A Reggio Calabria l’evasione è pari al 25 per cento, a Napoli al 17, a Firenze al 14. Si salvano Torino, Milano e Genova che dichiarano un’evasione poco al di sopra del 5 per cento (ma che viene stimata in circa al doppio). Secondo l’Asstra, l’associazione che riunisce un migliaio di aziende del trasporto pubblico e privato il danno economico di tale evasione ammonta a circa mezzo miliardo all’anno. Stando a tali cifre, forse, il reato penale andrebbe introdotto da noi.

.

Più controlli sui bus berlinesi

© Youtube stbtram

Print Friendly, PDF & Email