Finalmente aprirà l’aeroporto. No, non stiamo parlando di quello nuovo di Schönefeld, che tante critiche, schernimento e problemi ha causato alle autorità di Berlino (non ultimo il fatto che costrinse alle dimissioni l’ex sindaco della città Wowereit) per i continui rinvii della sua apertura definitiva (preventivata per il 2012 e che, forse, sarà per i primi mesi del 2019). Stiamo invece parlando di quello dismesso di Tempelhof, che era stato utilizzato per ospitare i Flüchtlingen, cioè i profughi, arrivati a centinaia di migliaia in tutta la Germania dal settembre del 2015, e presenti in massa anche nella Capitale. Il vecchio aeroporto era stato infatti destinato all’inizio del 2016, come palestre e altri edifici pubblici, all’accoglienza temporanea di parte dei nuovi arrivati.

Ebbene, come annuncia il “Tagesspiegel”, uno dei quotidiani più seguiti della città, per la prossima estate dovrebbero essere definitivamente trasferiti in alloggi prefabbricati i circa 620 rifugiati ancora presenti nei suoi hangar. Potranno così riprendere le consuete attività aperte al pubblico che, dopo la sua chiusura definitiva come aeroporto alla fine del 2008, svoltasi a seguito del referendum fra gli abitanti del quartiere dove sorge (Tempelhof-Schöneberg), nel 2010 presero il via, soprattutto utilizzando i suoi hangar come spazi espositivi. Nel 2015 vi si svolse la prima gara di Formula E su un circuito di circa 2.500 metri, ricavato dalle pista di stazionamento della vecchia struttura. Oggi l’area aeroportuale è stata destinata a parco pubblico, dove centinaia di famiglie si recano per passeggiare o fare sport all’aria libera.

L’area dell’aeroporto potrà nuovamente essere destinata per mostre o eventi aziendali. Non è più necessaria come centro di accoglienza per nuovi rifugiati”, ha dichiarato Holger Lippmann, direttore del Tempelhof Projekt GmbH, l’azienda che dal 2011 gestisce l’impianto. Presto verrà sgomberato l’hangar n° 7, e entro l’estate dovrebbero liberarsi anche i posti letto occupati dagli ancora presenti 620 rifugiati e dai circa 100 posti per i senza tetto.

Così a giugno dovrebbe tornare la Formula E, che contribuirà a rimpinguare le vuote casse dell’azienda che gestisce l’impianto. Alcune aziende hanno chiesto risarcimenti per gli eventi che non si sono potuti tenere negli spazi, come era stato preventivato”, ha sottolineato Lippmann. Tali risarcimenti sono dell’ordine di centinaia di migliaia di euro. Solo la “Formula E”, i “Lollapalooza” (evento musicale molto seguito dai giovani, ve ne avevamo parlato qui) e la Fiera della moda “Bread and Butter” (che ha un contratto in essere fino al 2019) si sono astenuti dal chiedere risarcimenti per i mancati eventi.

La storia dell’area dell’aeroporto risale addirittura ai primi del Novecento quando, nel 1909 per l’esattezza, fu utilizzato da Armand Zipfel, prima, e Orville Wright poi per le prime dimostrazioni di volo. Nel 1920 era un campo di parata, poi nel 1923 divenne definitivamente un aeroporto. La Lufthansa venne fondata a Tempelhof il 6 gennaio 1926. Poi, su progetto di Albert Speer, l’architetto preferito di Hitler, fu ristrutturato nel 1941 (i lavori iniziarono nel 1936). Nel 1945, dopo la conquista da parte dei sovietici, fu da questi ultimi consegnato alle forze americane, che ne fecero un simbolo famoso in tutto il mondo in seguito al famoso ponte aereo di rifornimenti messo in atto tra il giugno del 1948 e il maggio del 1949, a causa del blocco sovietico della città. La riunificazione tedesca aprì il traffico di Tempelhof ai voli dei non-alleati il 3 ottobre 1990. L’aeronautica militare statunitense lasciò Tempelhof nel giugno 1993.

Ora, a quanto sembra, i suoi hangar torneranno nuovamente a vedere circolare berlinesi e turisti al loro interno, facendo rivivere nuovi fasti a quelle gloriose mura.

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Flughafen Tempelhof

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