U-boot 110

Quel che accadde il 9 maggio del 1941 al largo delle coste dell’Islanda fu uno di quegli eventi che cambiarono la Storia. In questo caso della seconda guerra mondiale. Infatti durante un’operazione (nota con il nome di  operazione Primrose) di attacco ad un convoglio di 38 navi alleate denominato OB-318 con truppe, munizioni e armi, destinato al fronte egiziano, l’U-Boot 110, comandato da Fritz Julius Lemp, rimase a sua volta vittima del contrattacco dei cacciatorpedinieri nemici. In particolare quello di una fregata e del suo capitano, John Baker Cresswell, fu l’intervento decisivo che portò alla riemersione del sommergibile tedesco che si era prontamente inabissato per evitare le bombe di profondità che tentavano di colpirlo. Una volta riemerso, Baker Cresswell ordinò il cessate il fuoco immediato e preparò una squadra d’abbordaggio, mentre Lemp aveva a sua volta ordinato di distruggere quante più attrezzature possibili prima che arrivasse il nemico. Ma qualcosa andò storto e quando arrivarono gli otto componenti della squadra inviata a bordo del sottomarino trovarono una bella sorpresa: la macchina “Enigma”, oggetto del desiderio delle truppe alleate, completamente integra.

Ma cos’era “Enigma”? Era una macchina elettro-meccanica per cifrare e decifrare messaggi sviluppata e brevettata da Arthur Scherbius, un ingegnere tedesco di Francoforte sul Meno, che nel 1918 fondò la società Scherbius & Ritter a Berlino. La macchina cifrante “Enigma” era inizialmente destinata al mercato commerciale. Ne furono realizzati diversi modelli e uno di essi venne adottato, con le opportune modifiche, dalla Marina Militare tedesca nel 1926 e nel 1929 dall’Esercito. La macchina aveva l’aspetto di una macchina da scrivere con due tastiere: la prima era inferiore, e la seconda, nella quale i tasti erano sostituiti da lettere luminose che si accendevano ogni qualvolta venisse premuto un tasto sulla tastiera effettiva, faceva sì che la sequenza delle lettere che si illuminavano desse come risultato il messaggio cifrato. Funzionava tramite tre dischi cablati, detti “rotori”, che nella versione per la Marina erano addirittura 5 e diventeranno 8 nella seconda versione che fu adottata dopo il 1942 chiamata “Triton”.

Alan Turing

Tutti i messaggi tra gli alti comandi tedeschi e i loro mezzi (addirittura anche le previsioni meteo) passavano attraverso la criptazione di “Enigma”. Agli alleati fino a quel momento non era mai riuscito di mettere le mani su una macchina che non fosse danneggiata a tal punto da renderla inservibile. Avevano provato a creare una macchina di decriptazione dei messaggi, creata dal matematico polacco Marian Rejewski chiamata “Bomba”, a cui lavorò anche il celebre matematico britannico Alan Mathison Turing. Con la cattura di “Enigma” il numero delle navi affondate da parte degli U-Boot tedeschi calò esponenzialmente, ma con l’introduzione del nuovo sistema di cifratura “Triton” il tonnellaggio del naviglio britannico affondato riprese a salire. Alla fine del 1942 le perdite sarebbero state di 1.006 navi per complessive 5.471.222 tonnellate. Lo stesso Turing (che morirà in circostanze misteriose nel 1954), aveva scoperto che l’introduzione di un solo disco in più nella nuova versione della macchina, amplificava di 26 volte la difficoltà di decriptazione dei messaggi.

In soccorso dei britannici arrivò il 30 ottobre 1942 la cattura dell’U-Boot 559 al largo della foce del Nilo, con un modello di questa macchina a bordo del tutto intatto. I tre marinai che salirono a bordo prima che il sommergibile affondasse non poterono portare via la macchina, saldamente ancorata al tavolo del telegrafista, ma riuscirono a recuperare il Wetterkurzschluessel (libro delle abbreviazioni meteorologiche) ed il Kurzsignalheft (libro per le segnalazioni rapide) che furono cruciali per risolvere i nuovi problemi di decriptazione dei messaggi.

Per chi volesse sperimentare al pc il funzionamento di “Enigma”, può farlo qui.

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Enigma, la macchina prodigio

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