Una brutta bronchite di due settimane ha molto da insegnare a un italiano residente in Germania da anni che ancora non si sia ammalato seriamente: come comportarsi con il datore di lavoro, a che scadenze prestare attenzione, chi chiamare in caso d’emergenza o se il medico di famiglia non è disponibile, cosa dire al telefono, cosa si paga e cosa no, cosa aspettarsi da un pronto soccorso.

Per cominciare, è d’obbligo avvisare prontamente il datore di lavoro che non si sta bene e non si andrà a lavorare, dunque prima di andare dal medico per un controllo e per farsi fare il certificato medico, o Attest. In seguito, si hanno tre giorni di tempo per andare dal medico di fiducia e richiedere il certificato di inabilità lavorativa, un documento di colore giallo dal nome problematico – Arbeitsunfähigkeitsbescheinigung, abbreviato in AU – da far avere al datore di lavoro entro il quarto giorno dall’inizio della malattia, salvo diverse disposizioni contrattuali. In aggiunta, per vedersi garantito il diritto allo stipendio nei giorni di malattia, o Entgeltfortzahlung, è necessario informare la propria assicurazione sanitaria inviandole per posta il secondo Arbeitsunfähigkeitsbescheinigung che il medico ci avrà dato (o assicurarsi che se ne occupi l’ambulatorio).

Nella migliore delle ipotesi, i giorni di malattia indicati dal medico saranno sufficienti per la guarigione e la faccenda si concluderà in breve per la felicità del datore di lavoro, tenuto a versare lo stipendio al malato fino alla sesta settimana di malattia – termine oltre il quale, invece, a farsi carico dei costi è l’assicurazione sanitaria. Se questo però non fosse il caso e la malattia peggiorasse, magari proprio nel fine settimana, quando i medici di famiglia non sono raggiungibili, bisognerebbe chiamare un numero d’emergenza che per i casi gravissimi è il 112 e in tutti i casi in cui il malato non può uscire di casa varia da Land a Land. Nel caso di Berlino, l’omonimo tedesco della guardia medica si chiama KV (Kassenärzliche Vereinigung) e offre assistenza a domicilio in tempi brevi tutti i giorni, 24 ore su 24. Chiamando lo 030 31 00 31 si entra in contatto con un centralinista che si informerà sullo stato del paziente e chiederà in che quartiere, a quale indirizzo e a quale piano vada mandato il medico (non va dimenticato di specificare se il nome al campanello corrisponda al proprio, cosa non scontata in Germania). Specie a chi non parla bene il tedesco sarà utile sapere in anticipo quali informazioni vengono richieste.

Sarà la stessa guardia medica, una volta fatta la visita a domicilio, a consigliare o meno che il malato vada in pronto soccorso (Rettungsstelle) per ulteriori accertamenti. In questo caso, si occuperà in prima persona di attivare un’ambulanza, che, salvo casi di urgenza estrema, arriverà nell’arco di due ore. Ricordiamo che né il personale ospedaliero né la guardia medica possono rilasciare il certificato per il lavoro, che andrà quindi richiesto al medico di famiglia in orario di ambulatorio.

Costi: ad eccezione dei massimo 10 euro per il trasporto in ambulanza all’ospedale più vicino (con possibili variazioni a seconda dell’assicurazione sanitaria), le visite dal medico, quelle a domicilio e l’eventuale pronto soccorso con esami annessi non hanno alcun costo aggiuntivo rispetto al mensile che ogni residente in Germania deve pagare alla propria assicurazione.

Differenze con l’Italia: in caso di malattia, in Germania al malato non si impone la reclusione, obbligata invece in Italia specie nelle fasce orarie in cui aspettarsi la visita del medico fiscale. La ratio è che il malato debba fare tutto ciò che gli consenta un rapido recupero delle condizioni di salute, quindi – salvo divieti del medico – può fare la spesa, passeggiare, andare a mangiare il gelato, andare al cinema… Una possibile motivazione aggiuntiva è la natura meno salda delle relazioni interpersonali in Germania rispetto all’Italia, che porterebbe il malato a doversi arrangiare nelle faccende quotidiane anche in malattia senza poter contare sull’aiuto di familiari o vicini di casa, in Italia, questo, dato quasi per scontato.

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Tre cose da sapere durante la malattia

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