radio_01Appena finita la seconda guerra mondiale fu subito chiaro che la convivenza fra le diverse nazioni che divisero la Capitale della Germania non sarebbe stata del tutto pacifica. Berlino era distrutta, ma la guerra in un certo senso continuava anche attraverso altri mezzi. Anzi si può dire che ne era appena iniziata una nuova proprio fra quanti avevano contribuito a fermare il nazismo, ponendo fine al conflitto mondiale.

Uno dei mezzi attraverso cui la propaganda, dell’una e dell’altra parte, decise di dare nuovo impulso al proselitismo fu certamente la regina dei mezzi di comunicazione: la Radio. Fu così che nel 1946, in Kufsteiner Straße, nel quartiere di Schöneberg, fu creata la Rias (Rundfunk im amerikanischen Sektor), ossia la radio nel settore americano (oggi si trova nell’edificio di Hans-Rosenthal-Platz). Fu fondata dalle autorità di occupazione statunitensi per fornire alla popolazione tedesca di Berlino e dintorni notizie e riassunti sulla situazione politica, in particolare durante il Blocco di Berlino, tra il giugno del ’48 e il maggio del ’49 (una delle crisi più importanti della guerra fredda quando l’Unione Sovietica bloccò tutti gli accessi stradali e ferroviari a Berlino Ovest).

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La Rias, oggi assorbita dalla Deutschlandradio Kultur, continuò la sua programmazione fino al 1993 con due canali radio, mentre dal 1988 al 1992 fu trasmessa anche in video. Agli esordi le trasmissioni avvenivano via cavo telefonico (in gran parte sotterraneo ed intatto dopo i bombardamenti cittadini), un po’ come la nostra “filodiffusione”, giacché mancavano dei trasmettitori terrestri. La stazione era sotto il diretto controllo dei Servizi d’informazione. La radio fu accusata dai sovietici, nel 1950, di essere uno strumento di propaganda atto a sobillare la popolazione del settore dell’Est.

radio_05Fatto sta che dopo la riunificazione delle due Germanie la sua esistenza fu seriamente messa in dubbio, forse proprio perché il suo compito era considerato esaurito. All’inizio dell’aprile del 1992 fu acquistata da Deutsche Welle, canale televisivo tedesco, mentre nel maggio dello stesso anno venne costituita una “commissione” tra la Repubblica federale di Germania e gli Stati Uniti per far continuare le trasmissioni. In ottobre il secondo canale radio venne privatizzato, pur trasmettendo sulle stesse frequenze. Il 31 dicembre del 1993 alle ore 23:55 ci fu l’ultima trasmissione della Rias, che aveva visto negli anni presentatori come Curth Flatow, Fred Ignor, John Hendrik, Lord Knud, Barry Graves, Nero Brandenburg, Desirée Persh, Ian McConnachie, Henry Gross, Juan Liebig, Uwe Golz, Andreas Dorfmann, Oliver Dunk, Gregor Rottschalk, Peter Kohagen, Christian Graf, Uwe Wohlmacher, Rik De Lisle, Dennis King, Konstantin Klein, Marjorie Hesse e Hans Rosenthal.

Uno dei motivi per i quali i tedeschi sono rimasti affezionati a questa radio, anche ora nell’epoca della digitalizzazione, è per la qualità dei suoi programmi e per l’assoluta mancanza di pubblicità durante le sue trasmissioni. Merce veramente rara in qualunque fonte e diffusione di cultura dei giorni nostri.

     

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