Barry Lyndon © WikiKiwi dal Dvd

Barry Lyndon © WikiKiwi dal Dvd

La leggenda (avrà una parte di verità?) narra che l’allora quasi 41enne regista statunitense Stanley Kubrick nell’ormai lontano 1969, in quanto ricattato dalla CIA a causa del fatto che il fratello Raul faceva parte del partito comunista, avesse accettato di mettere in scena uno spettacolare tipo di film, assieme al suo “mago” per gli effetti speciali Douglas Trumbull: si trattava dello sbarco sulla Luna. L’anno prima il regista aveva infatti girato il suo capolavoro assoluto 2001: A Space Odyssey e, sempre secondo la leggenda, sarebbe stato dunque la persona più adatta per inscenare il primo sbarco dell’uomo sul nostro satellite, avvenuto per l’appunto il 20 luglio del ’69 (l’allunaggio, mentre Amstrong metterà piede sul suolo lunare il giorno dopo).

Bene, sempre la leggenda vuole che come “compenso” per la messa in scena sarebbero state promesse al regista delle preziosissime lenti utilizzate dalla Nasa per le sue riprese, e che Kubrick avrebbe in seguito utilizzate per girare un altro dei suoi capolavori, Barry Lyndon. Tali lenti avevano un marchio inconfondibile, famoso in tutto il mondo anche ai giorni nostri, quello di Carl Zeiss.

Carl Zeiss

Carl Zeiss

Carl era il quinto figlio di dodici (sei deceduti) di un giocattolaio artigiano, Johann Gottfried August Zeiss, originario di Rastenberg, un piccolo paesino della Turingia, e di Johanna Antoinette Friederike, figlia del podestà di Buttstädt, un altro piccolo paese nelle vicinanze. Nacque nel 1816 e, dopo aver fatto studi di filologia e storia presso il ginnasio di Weimar, si trasferì a Jena, dove ricevette il suo apprendistato presso il meccanico di corte e docente privato presso l’Università Friedrich Körner. Dopo l’apprendistato si interessò di studi d’ingegneria meccanica e, tra il 1838 e il 1845, frequentò Stoccarda, Darmstadt, Vienna e Berlino proprio per approfondire la materia. Infine tornò a Jena, dove la burocrazia tedesca, come oggi a dire il vero, non facilitava molto il compito per avere permessi commerciali. Pertanto per aggirare alcuni ostacoli si iscrisse all’Università frequentando lezioni di matematica e di chimica. Fu così che nel maggio del 1846 inviò una richiesta alla direzione regionale di Weimar per la concessione della costruzione di uno studio meccanico a Jena. Passarono dunque lunghi mesi di attesa per una decisione delle autorità che arrivò finalmente nel novembre di quell’anno e il giorno 17, ossia 172 anni fa esatti, con la tanto sospirata licenza per la produzione e vendita di strumenti meccanici ed ottici in mano, fondò il suo laboratorio di meccanica divenuto in seguito leggendario. A coronare tale passaggio fondamentale ci fu anche la richiesta della cittadinanza.

Microscopio Zeiss 1879

Microscopio Zeiss 1879

Il capitale iniziale investito fu di 100 talleri, che fu utilizzato da Carl per costruire e riparare ogni sorta di strumenti fisici e chimici, in particolare microscopi che per la qualità e l’economicità sbaragliarono ben presto la concorrenza, oltre che per rivendere nel suo piccolo negozio occhiali, telescopi, microscopi, strumenti da disegno, termometri, barometri, bilance tutti acquistati all’estero.

L’attività di Carl Zeiss, almeno all’inizio, ebbe un vero e proprio boom, tanto da permettergli di trasferirsi in un laboratorio più grande e di assumere del personale. Successivamente le vicende economiche subirono un forte calo, ma il suo lavoro resistette comunque per la qualità e la fama che per quest’ultima si era oramai creato. Zeiss non fu un uomo che tendeva particolarmente a comparire e reinvestì gran parte dei suoi guadagni nella sua azienda. Era talmente meticoloso nel suo lavoro da distruggere personalmente con un martello i microscopi costruiti dai suoi assistenti che non risultavano essere perfetti. Dopo lunghi esperimenti i suoi strumenti ottici raggiunsero risultati tali da essere adottati dalle maggiori comunità scientifiche dell’epoca. Nel 1886 si festeggiarono, esattamente 40 dopo dalla fondazione dell’azienda, i 10mila microscopi costruiti. Di lì a due anni però, il 3 dicembre del 1888, Carl Zeiss morì a causa di ripetuti colpi apoplettici. Molti dei successi delle ottiche di Zeiss si devono ad un altro ottico, suo collaboratore, Ernst Karl Abbe, al quale lo stesso Zeiss non lesinò mai riconoscimenti pubblici e che nel 1889 fondò la Carl-Zeiss-Stiftung, che si dedica tutt’oggi a promuovere opportunità per scoperte scientifiche ed ingegneristiche.

Sia che la leggenda sia vera, sia che sia falsa, Kubrick aveva una giusta venerazione per queste ottiche che, fino ai giorni nostri, sono sinonimo di qualità e precisione impareggiabili.

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Una delle scene eccezionali di Barry Lyndon che sarebbero state possibili grazie alle speciali lenti Zeiss

© Youtube Misesian

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