C’era una volta la bambola di pezza, quella in panno lenci, quella molto ricercata fatta in porcellana, poi fu la volta di Barbie, la bambola di plastica dalle sembianze di una fotomodella, idolo e sogno di generazioni di bambine e, forse, delle loro mamme.

Ora i tempi sono cambiati e la tecnologia la fa da padrona, anche nei giocattoli. Ed è così che un’azienda statunitense, la Vivid, ha lanciato sul mercato nel 2014 una bambola dal nome “Cayla”. Particolarità del giocattolo è di essere “tecnologico”, essendo dotata al suo interno di un microfono, un altoparlante e di un trasmettitore Bluetooth che le consente di collegarsi ad Internet. Tramite un’App, “My friend Calya”, scaricabile da cellulare o tablet è possibile collegarsi direttamente alla bambola ed interagire con essa. Ad esempio è possibile fare delle domande a cui, dopo una breve attesa dovuta al collegamento in Rete ad un database, si riceverà una risposta pertinente. Ovviamente la tecnologia non è perfetta ed occorre porre le domande in modo semplice e chiaro, ma senz’altro le bambine (o bambini) che giocano non badano alla perfezione come gli adulti. Dunque poco importa.

My Friend Cayla © CC BY-SA 4.0 Alienpalien

Ebbene la cosa sorprendente è che in Germania di Calya non solo è stata proibita dall’Agenzia federale che sopraintende alle reti, la produzione, l’importazione e la distribuzione, ma anche la proprietà del prodotto ed è stato dato ordine di distruggere la bambola qualora se ne fosse già in possesso. Questo perché, secondo l’Agenzia, Calya violerebbe la Sezione 90 della legge sulle telecomunicazioni, in quanto si tratta di una sorta di dispositivo di spionaggio.

Barbie

Secondo gli esperti infatti la bambola potrebbe essere usata per scopi illegali di “ascolto” delle conversazioni di quanti si trovino nel raggio d’azione del suo microfono, perché la tecnologia di trasmissione è facilmente intercettabile. Inoltre si può attivare il medesimo meccanismo totalmente all’insaputa di quanti ne sono in possesso, “non essendovi”, al contrario di altri giocattoli simili, ha ricordato lo studente di legge di Saarbrücker, Stefan Hessel che si è interessato del caso, “password, crittografia o altri meccanismi di sicurezza”, come un pulsante di attivazione.

Ovviamente è stato obiettato dai produttori del giocattolo che la loro bambola non è il solo meccanismo che trasmette dati che potrebbe essere intercettato da possibili malintenzionati. Tuttavia quelli dell’Agenzia hanno ribattuto che, pur essendo la cosa vera, per altri apparecchi, come caso di cellulari, si tratta di trasmettitori che non sono in alcun modo “camuffati”, cioè non dissimulerebbero le potenzialità per le quali sono stati creati.

Calya era stata considerata fra i migliori giocattoli del 2014 e sicuramente, ad un costo di poco superiore ai 60 euro, ha reso e continuerà a rendere felici i bambini di mezzo mondo. Ma non quelli tedeschi, perché un principio è un principio, e la legge va comunque rispettata. Poco importa se si è comunque tenuti sotto controllo con diecimila altri tipi di dispositivi quotidianamente.

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My friend Calya

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