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“Fatta la legge, trovato l’inganno” è un proverbio molto noto anche in Germania. Qualche mese fa parte della stampa tedesca, quella particolarmente vicino all’industria automobilistica, aveva già accennato a un congegno in grado di neutralizzare le pericolose emissioni di biossido di azoto (NO2) dei motori diesel, che fino a due anni fa erano la punta di diamante dell’industria automobilistica tedesca. La notizia non aveva trovato molto credito presso l’opinione pubblica, anche se in cuor suo nessun tedesco aveva mai seriamente creduto che gli americani con la loro denuncia del “dieselgate” avessero definitivamente chiuso l’era di questo sì straordinario motore, grande invenzione della tecnologia automobilistica tedesca di per sé, ma micidiale per la salute quando presente in milioni di esemplari circolanti in una città. Negli Usa alla Volkswagen il diesel truccato è costato sinora oltre 25 miliardi di euro di penalità.

La speranza è sempre l’ultima a morire, si dice, e così anche dopo lo scandalo molti automobilisti non avevano rinunciato all’idea che in un modo o nell’altro i tecnici avrebbero saputo fare un miracolo. Ed è così che lo stesso presidente del gruppo Bosch di Stoccarda, Volker Denner, ha sorpreso un po’ tutti annunciando la messa a punto di una tecnica rivoluzionaria in grado di eliminare le negative caratteristiche ambientali del motore diesel.

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Diesel riabilitato?

Michael Krüger della Bosch © youtube faz

Ai giornalisti invitati a una conferenza stampa svoltasi negli ultimi giorni di aprile Volker Denner aveva infatti comunicato, con visibile soddisfazione, che «il diesel potrà ora riprendere la sua corsa completamente riabilitato». Accanto a lui una VW Golf GTI diesel, sul cui cofano spiccava in lettere cubitali la cifra “13”, a significare che l’auto emetteva soltanto tredici milligrammi di NO2 per chilometro. Il che vuol dire che è pari a meno di un decimo dell’emissione di 120 milligrammi previsti dalle leggi dell’Unione Europea che, però, sinora, sono sistematicamente superati da tutti i diesel. «Finito – così ha concluso il presidente della Bosch – non sarebbe il motore diesel, bensì invece soltanto il dibattito sulle sue negative caratteristiche ecologiche». I nostri lettori ricorderanno che Bosch è lo stesso gruppo che molti anni fa aveva avuto un ruolo decisivo nella messa a punto di quell’ingannevole software che sui banchi di prova attestava emissioni in regola con i limiti previsti dalle leggi europee e che però, subito dopo, messo su strada li superava pericolosamente. Alla stampa che chiedeva spiegazioni, la Bosch aveva detto allora che il software era stato sviluppato su richiesta dell’industria automobilistica tedesca, e che lo scorretto uso che in seguito “VW and Co.” ne avevano fatto non la riguardava.

Comunque sia, le auto diesel della prossima generazione – questo è il giudizio espresso dal numero uno della Daimler, Dieter Zetsche, presente alla conferenza stampa a Stoccarda – non saranno più un problema, bensì una parte importante della soluzione della moderna circolazione automobilistica. Perché le nuove auto diesel che saranno prodotte dal 2020 e che saranno equipaggiate con la nuova tecnologia ibrida diesel, secondo il gruppo di Stoccarda, saranno libere di circolare nelle grandi città, contribuendo così alla soluzione dei problemi causati all’ambiente dal traffico motorizzato. Sono dichiarazioni molto impegnative e che comunque dovranno essere prossimamente confermate nei confronti di un’opinione pubblica più volte in passato ingannata e delusa, e che in questo momento sta pagando un conto piuttosto salato e al quale l’industria automobilistica tedesca si rifiuta ancora di partecipare.

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Conferma dell’ADAC

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La nuova norma di emissione che porta la sigla “Euro 6d-temp” trasforma il motore diesel in un eccellente campione di rispetto ambientale, assicura Reinhard Kolke, capo del reparto collaudo dell’Automobilclub tedesco ADAC. «Un vero capolavoro d’ingegneria che al catalizzatore del motore diesel assicura un costante afflusso dell’additivo Ad Blue», sostiene l’ingegnere. Dunque, una tecnologia nota da almeno vent’anni e che da qualche tempo trova amplia applicazione nei mezzi pesanti da trasporto, cioè nei camion. Sinora, però, i produttori tedeschi di autovetture avevano deciso, per pure ragioni di costo e di spazio, di non utilizzarla nelle autovetture, dando invece l’incarico alla Bosch di “inventare” il famigerato software. In un’intervista concessa al mensile “Manager Magazin”, Kolke precisa che l’episodio del dieselgate conferma l’esigenza di uno Stato forte in grado di controllare il comportamento dell’industria e d’intervenire con la necessaria energia nel caso di necessità.

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Ottimismo prematuro

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La notizia lanciata dalla Bosch, che così com’è stata riportata dalla stampa equivarrebbe a una seconda invenzione del motore diesel, giunge in piena crisi dieselgate e questa circostanza non può non indurre la stessa stampa e l’opinione pubblica a nutrire molte cautele sulla veridicità del carattere “rivoluzionario” di questa nuova tecnologia. La Bosch precisa di non aver inserito alcun nuovo elemento tecnico nel sistema dell’afflusso e dell’accensione del carburante diesel, ma di aver soltanto assicurato un più intelligente coordinamento della sua tradizionale componentistica. Tanto intelligente, che quando nel 2020 entreranno in circolazione le nuove auto diesel “Euro 6d-temp” esse si dimostreranno assolutamente all’altezza delle esigenze nel traffico, esattamente come lo sono oggi le moderne auto a benzina. Ci si limita, a ogni buon conto, a precisare che i nuovi motori diesel equipaggiati con il moderno sistema del “Thermomanagement” Bosch, che sarà prodotto anche dalla Continental, avranno il loro costo. Non solo sotto l’aspetto tecnico, in quanto i nuovi diesel saranno dotati di catalizzatore Ad Blue (qualche centinaio di euro in più, non meglio precisati), ma sotto quello del maggior consumo di carburante diesel, anche questo non meglio quantificato. Questo è un aspetto che anche l’esperto dell’ADAC non manca di evidenziare, precisando che tra qualche anno il tema delle emissioni di NO2 sparirà dalle cronache, a patto di una sufficiente diffusione di autovetture ibride, vale a dire dotate di due motori, uno elettrico per il traffico in città, e uno a diesel per il traffico in autostrada.

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Solo cilindrate medio-alte

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I motori diesel del futuro non saranno motori a buon mercato, però avranno l’inestimabile vantaggio di assicurare il rispetto di qualsiasi divieto di carattere ambientale alla circolazione. A parte l’aumento del consumo del carburante diesel, la Bosch precisa anche che i nuovi motori non saranno adatti per auto di piccole dimensioni, e che al massimo potranno essere montati in vetture grandi come una Golf. Ciò non è una novità, e la Volkswagen l’aveva già sottolineata alla presentazione della nuova Polo che è equipaggiata con il solo motore a benzina. In seguito anche in versione elettrica, una volta che il gruppo Volkswagen, insieme con altri produttori tedeschi, avrà deciso dove costruire, in Germania o in un altro paese UE, una fabbrica per la produzione delle necessarie batterie.

Svenja Schulze © CC BY-SA 3.0 Gerd Seidel (Rob Irgendwer) WC

È il caso di ricordare ai nostri lettori che la Daimler di Stoccarda agli inizi degli anni Novanta aveva spiegato alla stampa le ragioni che l’avevano indotta a decidere la costruzione della piccola vettura Smart. Il motivo era la possibilità che un prossimo governo tedesco potesse decidere di proibire a una sola persona di muoversi nel centro di una grande città a bordo di vettura con un motore di 3000 cm3. Sono passati tre decenni da allora e, come ben sappiamo, la potente lobby politica ha impedito questa e anche molte altre necessarie decisioni di carattere ambientale. Il nuovo ministro federale dell’Ambiente Svenja Schulze (Spd) ha dichiarato che i produttori tedeschi «devono darsi una mossa e finirla di bloccare i risarcimenti». Loro hanno causato il problema e sono loro che devono pagare il conto (circa 2.000 euro) per le modifiche necessarie. Che sia la volta buona che la politica si sganci dagli interessi delle case automobilistiche?

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Il nuovo meccanismo della Bosch che dovrebbe ridurre le emissioni di NO2 dei motori diesel

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