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Cinque mesi dopo le elezioni, e a seguito di tante traversie, Berlino è finalmente pronta a ricominciare a governare la Germania. Ma chi sono i nuovi Ministri scelti per il quarto mandato della Cancelliera Angela Merkel? Un interessante articolo di Deutsche Welle si interroga su quanto effettivamente rappresentino la Germania.

Il Governo Merkel 2018 nasce da un patto di grossa coalizione fra i cristiano-democratici di Angela Merkel (CDU) e i socialdemocratici (SPD), i due maggiori partiti secondo i risultati delle elezioni dello scorso settembre. Nessuna novità, considerando che queste due forze governavano già per il precedente mandato della Cancelliera. Eppure, per comporre questo nuovo Governo sono serviti 171 giorni: alle ultime politiche, i cristiano democratici, insieme ai confratelli bavaresi cristiano sociali della CSU, e l’SPD hanno perso parecchi punti percentuali, dimostrando di non avere più la fiducia dei cittadini. La profonda crisi dei maggiori partiti tedeschi andrebbe inserita in un contesto europeo più ampio di crisi degli ideali, ma nel concreto ha semplicemente portato gloria ad un partito di estrema destra, l’Alternative für Deutschalnd, una fazione di protesta che presenta gli immigrati e i rifugiati come la causa di buona parte dei problemi della Germania. Trovare l’accordo di coalizione non è stato facile.

Franziska Giffey © SPD Berlin – Joachim Gern Wikimedia Commons

Il nuovo Governo, tra l’altro, è nato sotto la stella del compromesso: i socialdemocratici hanno costruito la loro campagna elettorale su un deciso “no” alla grossa coalizione con il partito di Angela Merkel. L’accettazione del patto con la CDU è costata la testa dei due big della campagna elettorale dell’SPD, Martin Schulz (ex-candidato Premier) e Sigmar Gabriel (ex-ministro degli Esteri). Pertanto entrambi gli schieramenti hanno deciso di giocare alcune carte particolari per riconquistare la fiducia del popolo tedesco.

Secondo l’interessante analisi che propone “Deutsche Welle”, il quarto Governo di Angela Merkel ha scelto quasi interamente tedeschi “doc” e originari della parte Ovest della Germania. Su sedici, solo un Ministro ha genitori che non siano tedeschi, e cioè Katarina Barley (SPD), di origini britanniche e già ministro per le Pari opportunità, che si occuperà ora della Giustizia. Le uniche due personalità a provenire dalla ex-DDR, invece, sono la Cancelliera stessa e la giovane Franziska Giffey (SPD), che si occuperà del ministero della Famiglia e delle pari opportunità, e che comunque ha vissuto poco della ex-Germania dell’Est. A 39 anni, Giffey ha già dimostrato le sue grandi capacità nella gestione di uno dei quartieri più problematici di Berlino: nella capitale tedesca ogni quartiere ha un proprio Consiglio dei delegati distrettuali e Giffrey è stata a capo di quello di Neukölln, dove la maggior parte dei residenti sono di origine non tedesche.

Karliczek Anja © CC BY-SA 3.0 AG Gymnasium Melle WC

Dei sedici membri del Governo, sette sono donne: non male come quota, certo, ma non si può dire che i partiti abbiano puntato sul “fattore rosa” per riconquistare i loro elettori. Oltre alla Giustizia e alle Pari opportunità, tra i principali Ministeri assegnati alle donne abbiamo la Difesa, l’Ambiente e l’Istruzione. Ursula von der Leyen (CDU) rimane alla Difesa, nonostante i diversi scandali che hanno toccato l’esercito tedesco in questi ultimi anni, tra cui gruppi di estrema destra tra le fila delle truppe e molestie sessuali: von der Leyen è una dei politici più vicini alla Cancelliera Merkel. Il ministro dell’Ambiente, Svenja Schulze (SPD), proviene invece dalla politica regionale del Nord Reno-Vestafalia, dove era segretario generale dei socialdemocratici, e pare voglia puntare sulle energie rinnovabili. All’Istruzione, invece, troviamo Anja Karliczek (CDU), una scelta che rappresenta, secondo la stampa, la più grande sorpresa dell’attuale Gabinetto federale: secondo l’autorevole Der Spiegel”, Karliczek è da diversi anni membro del Parlamento, ma si è sempre occupata solo di politica locale e nasce come imprenditrice. La maggior parte di ministri sono stati scelti per la loro esperienza politica, Karliczeck è un’eccezione che sorprende.

Svenja Schulze © CC BY-SA 3.0 Gerd Seidel (Rob Irgendwer) WC

Ad abbassare la percentuale delle donne nel Governo Merkel, è la scelta dei propri ministri della CSU, che non ha paura a mostrarsi come la parte più conservatrice del Governo Merkel 2018. Tre ministri, tre uomini, tutti originari della Baviera. In particolare, il ministro degli Interni, Horst Seehofer per la prima volta al Governo di Berlino. Seehofer si è già fatto notare in questi giorni per un’asserzione circa la non appartenenza dell’Islam alla Germania, cui Angela Merkel ha risposto smentendolo e spiegando che i 4 milioni di musulmani residenti su suolo tedesco non possono che appartenere al Paese.

Oltre alla decapitazione dei socialdemocratici, la grossa coalizione è comunque costata anche al partito di Angela Merkel: all’SPD sono andati infatti il ministero degli Esteri e quello dell’Economia, due fra le cariche più importanti nel Governo federale. Il nuovo ministro degli Esteri è infatti Heiko Maas (SPD), già ministro della Giustizia, mentre alle Finanze va Olaf Scholz (SPD), di professione giurista e già sindaco di Amburgo. Scholz sarà anche il Vicecancelliere; qualche giornale tedesco lo ricorda anche per il disastro della gestione del G20 di Amburgo del 2017.

Non resta ora che aspettare le prime mosse del nuovo governo: la strada per riconquistare l’elettorato non è semplice, ma ci sono ancora 4 anni prima di raccogliere i risultati. O meglio, 4 anni meno 171 giorni.

 

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Lettura di Leopoldo Innocenti

 

Il nuovo Governo Merkel

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Il giuramento della Cancelliera

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