G7 © U.S. Department of State

È iniziato un anno importante per l’Italia, chiamata a impegni di rilievo internazionale. Dal primo gennaio 2017 essa ha assunto la presidenza del G7, il gruppo che comprende le sette economie più avanzate al mondo. E sempre da questo mese, è entrata a fare parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dove avrà un seggio per i prossimi 180 giorni.

I vertici del G7 si susseguiranno fino al mese di novembre, secondo il calendario diffuso dall’esecutivo italiano. Il summit più importante si terrà a Taormina, in Sicilia, il 26-27 maggio, e vedrà riuniti i Capi di Stato e di governo. L’altro rilevante appuntamento è il G7 dei ministri delle Finanze, in agenda a Bari l’11-13 maggio, al quale parteciperanno anche i Governatori delle banche centrali e il presidente della Bce, Mario Draghi.

Oltre all’Italia, fanno parte del “gruppo dei Sette” Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Canada e Stati Uniti. Tra il 1998 e il 2014, il G7 è stato aperto anche alla Russia, diventando G8. Mosca è stata esclusa a seguito delle sanzioni comminate dopo l’annessione della Crimea, che ha scatenato la crisi Ucraina, considerata illegittima da Europa e Usa e, da ultimo, per l’intervento in Siria.

Tiberio Graziani © Ria Novosti

Il summit potrebbe essere per Putin l’occasione per chiedere il rientro della Russia nel gruppo, forse sperando anche nella politica di distensione planetaria che il nuovo inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, ha promesso di volere attuare. Infatti, Mosca ha già cominciato a tastare il terreno partendo dai rapporti tra Italia e Russia. Con che occhi ci guarda Gentiloni? L’agenzia “Ria Novosti”, l’ha chiesto a Tiberio Graziani, presidente dell’“Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie” (IsAG), che si è detto ottimista. Le relazioni tra Roma e Mosca tenderanno verosimilmente a migliorare, risponde Graziani. Tuttavia avverte: “bisognerà tener conto dell’influenza che Washington, dopo il 20 di gennaio, data dell’insediamento dell’Amministrazione Trump, eserciterà sui suoi alleati nel più ampio contesto delle relazioni tra l’Occidente e la Federazione russa.”.

Paolo Gentiloni © RIA Novosti. Eugene Biyatov

Il Presidente dell’“IsAG” non nasconde le difficoltà. Spiega che, l’Italia dovrà barcamenarsi tra: a) l’interesse nazionale, per il quale una rinnovata intesa con Mosca sembra essere auspicabile, anche a fronte dei rilevanti benefici economici e commerciali; b) le sollecitazioni provenienti da Bruxelles, che tenteranno di orientare Roma sulla via delle sanzioni ed, infine, c) l’influenza statunitense che, ad oggi, appare sempre più possibilista nell’intraprendere un posizione più equilibrata nei rapporti bilaterali con Mosca.

Si tenga a mente che l’agenzia di informazione russa “Novosti, conosciuta con il nome in inglese “Ria Novosti” (Russian Information Agency Novosti) è dal 1941 l’agenzia di stampa di Stato, ragion per cui le affermazioni del presidente Graziani acquistano il valore del messaggio condiviso, si rivestono di ufficialità dopo la pubblicazione.

Wolfgang Büchele © Sputnik C.Himmighoffen ost-ausschuss.de

Naturalmente bisognerà vedere, quale sarà la posizione della Germania nei confronti delle sanzioni contro la Russia. Angela Merkel non potrà non tenere in conto, come ha scritto la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, che a causa delle sanzioni, nel biennio 2014-2015 la manifattura tedesca ha perso 13,5miliardi di euro e 60mila posti di lavoro. Gli imprenditori tedeschi che lavorano con la Russia e i Paesi dell’Europa dell’Est non mancano occasione per esortare il Governo a riesaminare la vicenda. Perché, “È arrivato il momento di avere dei dubbi”, ha dichiarato il presidente del “comitato economico tedesco” Wolfgang Büchele, e ha concluso lapidario: “la somma delle perdite causate dalle sanzioni all’economia europea, inclusa la Russia, è a nove zeri”.

Stando così le cose, è scontato che la Russia confidi sull’“aiuto” italiano nelle conclusioni tedesche. Tuttavia lo scenario europeo rimane inquietante, da quando il presidente statunitense uscente Barack Obama ha dato il via a una imponente operazione militare ai confini della Russia. Il nome è “Atlantic Resolve”. Quasi cinquemila soldati, oltre quattromila carri armati, e altri mezzi militari si stanno dislocando. Cosa intende fare? Non si sa. Silenzio anche da parte dei leader europei, nessuna reazione ufficiale.

Vladimir Putin © Kremlin.ru

E quindi non è un caso che Tiberio Graziani, presidente dell’“IsAG”, riappaia – 2 gennaio – sull’edizione internazionale di “Sputniknews, con l’intervista alla “Ria Novosti, alla quale aggiunge una critica mirata alla decisione di Obama – “provocatoria” la definisce – di espellere i 35 diplomatici russi. Per la cronaca va ricordato che l’agenzia di “Sputniknews, forte di sito web e di radiobroadcast, si declina in trenta lingue tra cui quelle parlate nei Paesi a ridosso della Russia, in aree sensibili (l’arabo, il pashtu di afghani e pakistani, il serbo dei correligionari ortodossi per il legami con i sempre turbolenti Balcani), oltre naturalmente all’inglese, francese, italiano, spagnolo, portoghese. Sicché è in grado veicolare messaggi dovunque.

E dunque, la risposta mediatica russa in Occidente si avvale anche della “forza” di Sputnik (letteralmente “compagno di viaggio”), come il primo satellite mandato in orbita dai sovietici nel 1957. Il network nasce per volontà di Putin ed l’ennesima dimostrazione di quanto egli stia investendo perché la Russia torni da protagonista della politica mondiale. Naturalmente, come avveniva per la “Tass”, durante gli anni della Guerra Fredda, anche “Sputniknews” è scrutato con scrupolosa attenzione in Occidente, nel tentativo di divinare quali possono essere le future mosse del capo del Cremlino. Sicché “l’attenzione” dei russi per l’Italia, presidente del G7, non è passata inosservata. Vedremo in che misura i Governi di Italia e Germania ne terranno conto.

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Putin così commentava nel luglio del 2015 il G7. Sarà ancora così in futuro?

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