I cuddle partiesle feste per coccolarsi – sono nati negli Stati Uniti nel 2004 su iniziativa di Reid Mihalko e di Marcia Baczynski. I due ideatori hanno organizzato il primo incontro presso il proprio appartamento di Manhattan per un piccolo gruppo di amici, desiderosi di esprimersi vicinanza fisica in un ambiente protetto da sguardi indiscreti. Che il fenomeno abbia avuto origine proprio a New York, la città con il più alto numero di single degli Stati Uniti, forse non è un caso.

In poco tempo, i raduni si sono moltiplicati, oltrepassando non solo i confini federali, ma anche nazionali. Oggi cuddle parties e workshop vengono organizzati in Canada, Australia, Finlandia, Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Hong Kong e Sud Africa.

Studi scientifici attestano che farsi le coccole mantiene sani. E’ stato provato che la produzione di ormoni della felicità, rilasciati durante gli scambi di gesti affettuosi, rafforza non solo il sistema immunitario, ma aiuta anche a rilassarsi e a aumentare la propria autostima. Come afferma la co-ideatrice degli eventi, i cuddle parties non sono solo un’occasione per farsi le coccole, ma anche per riflettere sui processi comunicativi, sui propri confini – corporali e mentali – e, naturalmente, sulla percezione.

Toccare e farsi toccare con affetto e senza secondi fini è però lo scopo principale di questi raduni in cui il sesso è tabù, tanto che dal contatto sono escluse tutte le zone erogene. «Gli incontri devono fornire uno spazio per uno scambio di tenerezze rilassato, svincolato da ogni legame con l’erotismo», ha affermato Rosi Doebner, responsabile dei corsi a Berlino. Che durante i workshop possano nascere delle simpatie reciproche, da coltivare poi in privato, non lo si può né lo si vuole impedire. Gli appuntamenti – siano essi a San Francisco o a Brisbane – non vanno però intesi come dei momenti per “rimorchiare”, nonostante la partecipazione dei single sia più alta rispetto a quella di chi è già in coppia. “Si tratta semplicemente di soddisfare una necessità basilare dell’essere umano. Il fatto che non si sia sempre pronti ad affrontare una relazione, non vuol dire che si rifuggano le coccole”. Se si è disposti a pagare – le quote sono variabili, a seconda del posto – i Kuschelparties offrono lo spazio per soddisfare tale bisogno. Ma c’è anche chi questo tipo di dimostrazioni di affetto le interpreta come una offesa alla sfera dell’intimità. È questo il motivo per cui a St. Gallen, in Svizzera, molti fedeli si sono schierati contri questi eventi, organizzati in una delle chiese della città. I seminari sono stati banditi.

Forse però i fedeli di St. Gallen non sanno che un elemento fondamentale degli incontri consiste nella capacità di poter comunicare un rifiuto. Per l’armonico svolgimento dei workshop, è importante che ogni partecipante impari a rispettare i limiti propri e quelli degli altri, sentendosi libero di negare un contatto, nel caso in cui non si senta a proprio agio. Anche per questo, prima di entrare nel vivo dello scambio di affettuosità, vengono svolti degli esercizi sia per conoscere gli altri partecipanti che per esercitare la propria capacità a declinare un gesto di affetto.

A Berlino e Francoforte i Kuschelparties sono stati fondati nel 2005. Sicuramente il loro successo in Germania è anche dovuto ai molti single che vivono sul territorio nazionale. Secondo i dati diffusi dal portale “Statista” negli ultimi venti anni il numero di famiglie single in Germania è aumentato costantemente. Soprattutto la percentuale di uomini nei single più giovani (fino a 49 anni) è straordinariamente alta. Nel 2017 erano più di 17milioni. «La nostra è una società in cui il contatto più che cercato viene scansato», ha affermato Doebner. Quello che lei afferma per la Germania, Baczynsk lo pensa degli Stati Uniti, dove a suo parere la touch-culture – “la cultura del contatto” e della vicinanza- è molto bassa. Viene spontaneo pensare che questo possa essere un tratto comune a tutti quei Paesi in cui i cuddle parties si sono affermati. Ma chissà che nei prossimi anni, gli eventi non si estendano anche ai Paesi che – nel sentire comune – sono definiti più “calorosi”.

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I Kuschelparty

© Youtube TheRomanvideos

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