Moavero Milanesi - Maas © il Deutsch-Italia

Moavero Milanesi – Maas © il Deutsch-Italia

In politica è importante comunicare, per chiarirsi, confrontarsi e, ove possibile, trovare soluzioni. Questo è quanto hanno provato a fare ieri il ministro italiano degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi e il suo omologo tedesco Heiko Maas (SPD), durante un faccia a faccia tenutosi in tarda mattinata a Berlino.

Al centro del colloquio c’è stata, ovviamente, la questione della recente decisione temporanea dell’Italia di voler chiudere i porti all’attracco delle navi che partecipano alla missione delle Nazioni Unite “Sophia” (Eunvfor Med). La decisone aveva causate non poche polemiche nei giorni scorsi, con titoli di giornali allarmati. D’altro canto era stato lo stesso ministro Moavero Milanesi, in una lettera indirizzata all’Alto rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini, a fare sapere all’Unione Europea che l’Italia non era più intenzionata ad applicare le attuali disposizioni che individuano esclusivamente il nostro Paese come luogo di sbarco dei migranti portati in salvo sulle navi militari che partecipano alla missione.

Quello che molti ignorano, però, è che la missione dell’Onu dovrebbe occuparsi principalmente del controllo dei contrabbandieri nel Mediterraneo, oltre alla formazione della Guardia costiera libica e monitorare l’embargo sulle armi delle Nazioni Unite sulla Libia. Nel contesto degli obblighi legali, tuttavia, le navi della UE raccolgono soprattutto e ripetutamente i rifugiati che si trovano in difficoltà. Vengono poi sbarcati sempre e solo in Italia. Pertanto anche il nostro Primo ministro, Giuseppe Conte, aveva contattato il capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente del Consiglio dell’Unione Europea Donald Tusk esponendogli l’intenzione italiana di voler porre termine a questa consuetudine.

Pertanto l’incontro con Maas ha rivestito un’importanza particolare. Il Ministro tedesco ha infatti dichiarato che «Italia e Germania in futuro lavoreranno fianco a fianco». Ha poi sottolineato come l’Unione Europea sia come una casa e che l’Italia ne sia uno dei costruttori fondanti. «A volte, su qualche tema, ci si può trovare in disaccordo, soprattutto su tematiche di carattere finanziario, ma le difficoltà possono essere superate. Nell’Unione bisogna cooperare, anche se c’è dello scetticismo», ha sottolineato il politico socialdemocratico.

© damiano meo – archivio fotografico fondazione migrantes

L’assicurazione italiana di non voler chiudere i porti alle navi di “Sophia”, ha tranquillizzato l’establishment tedesco: «I Paesi mediterranei hanno nella Germania un forte alleato. L’Italia è stata abbandonata, ed ora ci aspettiamo che tutti i Paesi dell’Unione rispettino le regole. È importante che Sophia vada avanti e ci siamo dati 5 settimane di tempo per specificare una soluzione a livello europeo», ha proseguito Maas.

Siccome però è importante ribadire i concetti e non farli sfumare nel calderone delle belle parole, il nostro ministro degli Esteri ha rimarcato: «I temi sul tavolo sono di primaria importanza per l’Europa. Il tema delle migrazioni è epocale. Sarà studiato nella Storia come uno dei momenti focali dell’umanità. Diversi sono i movimenti migratori imponenti. Sono fenomeni che riguardano l’Europa nel suo insieme. Queste persone cercano di arrivare in Europa, non in una particolare nazione. Il tragitto è funestato da trafficanti di esseri umani che approfittano di persone che vogliono sfuggire a varie difficoltà. Quindi esiste un dovere dell’Europa di dare una risposta unita a queste persone. Quanti sbarcano in Europa non dovranno farlo solo in Italia. Ho constatato con piacere a questo proposito una convergenza di visioni con Maas».

Prioritario per il nostro Paese è affrontare il problema degli arrivi. Solo una volta che questo sarà fatto si potrà poi pensare agli altri problemi inerenti i movimenti dei profughi tra i vari Paesi dell’Unione. Il riferimento al ministro degli Interni federale Horst Seehofer  (CSU) è stato evidente. A tal proposito sempre ieri alcuni funzionari tedeschi si sono recati a Roma per discutere la cosa con le autorità del nostro Paese, ha confermato il Maas.

Ora Roma e Berlino sembrano essersi chiarite in merito. Che ne penseranno le altre 25 capitali?

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L’operazione Sophia

© Youtube EUSecurityandDefence

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