La Fondazione tedesca Warentest ha esaminato la qualità di 30 marchi di acqua minerale a media effervescenza più vendute in Germania. Solo 11, quindi circa una su tre, è risultata essere di buona qualità, mentre 18 hanno raggiunto la sufficienza con la dicitura “soddisfacente”.

Diversi i problemi rilevati durante l’esame effettuato: sono infatti stati rinvenuti residui di scarti provenienti dal settore agricolo e industriale, oltre a quelli delle acque reflue domestiche e residui di plastica provenienti dalle bottiglie stesse che la contengono.

La cosa sorprendente è che per “soddisfacente” si intende il fatto che sono stati rilevati “solo” 0,5 microgrammi di cromo esavalente, cancerogeno, per litro, contro gli 0,3 ammessi per legge. Inoltre in cinque marchi sono stati rinvenute tracce di dolcificanti, prodotti di degradazione dei pesticidi e inibitori di corrosione (olii o vernici). In molti campioni, inoltre, è stata rinvenuta l’acetaldeide, sostanza tossica e cancerogena, che viene prodotta durante la produzione di materie plastiche.

I tedeschi bevono in media 150 litri di acqua minerale all’anno. I marchi che sono risultati migliori durante il test effettuato sono stati quelli a basso costo Vitaqua, venduta da Edeka, e Saskia, venduta da Lidl. Poi sono risultate di buona qualità Frankenbrunnen e Gerolsteiner. I primi due marchi costano 13 centesimi al litro, mentre i secondi due, che sono risultati ricchi di calcio e magnesio, circa 50. Oltre ai primi due grandi magazzini sono state prese in considerazione acque minerali vendute in altri gruppi di grande distribuzione, e più esattamente Kaufland (con il marchio K-Classic), Aldi Nord (con Quellbrunn) e Aldi Süd (con Aqua Culinaris) e Rewe (con il marchio Sì!).

Una nota negativa per il cromo esavalente, in particolare, è stata assegnata al marchio “Naturalis”, venduta da Netto e proveniente dalla cittadina brandeburghese di Baruth, ma con il marchio originale di provenienza dell’italiana Fonte Guizza. Ma la misurazione di 0,5 microgrammi per litro in essa contenuta è comunque considerata “tollerabile” dalla Fondazione. Quest’acqua è risultata essere anche la peggiore in quanto a sapore. In generale altre sostanze sono state considerate pericolose: “In particolare sono dannosi per la salute i residui riscontrati di olii e vernici”, ha detto Ina Bockholt della Warentest. Sei dei campioni testati, inoltre, contenevano germi, dannosi per chi ha un sistema immunitario debole.

In Italia, secondo quanto riportato in una recente inchiesta della trasmissione Report, ogni anno in acque minerali si spendono mediamente 3,5 miliardi di euro, e si imbottigliano 14 miliardi di litri. Il che fa del Belpaese il secondo consumatore mondiale dopo il Messico, con un consumo pro capite di ben 200 litri. Nessun’acqua minerale è uguale all’altra e la differenza la fanno i componenti del terreno dove sgorga la sorgente.

I risultati dei test che sono stati fatti fare dalla trasmissione televisiva dal prestigioso British Geological Survey in Gran Bretagna, su un campione di 32 marchi sui 186 più famosi presenti in Italia, non sono stati del tutto incoraggianti. Oltre a trovare elevati valori di berillio (per il quale non esiste alcuna legge che ne limiti la presenza nelle acque) su alcuni campioni, è stata rilevata anche la presenza di manganese che nelle acque potabili è limitato per legge a 50 microgrammi per litro, mentre nelle minerali, misteriosamente, vede un limite di ben 500 microgrammi per litro. Così come l’alluminio, che nelle potabili deve essere massimo in quantità di 200 microgrammi per litro, mentre nelle minerali non è previsto alcun limite alla sua presenza. Stessa differenza per il fluoruro che per le potabili è previsto in quantità di 1,5 microgrammi, mentre nelle minerali è di 5 microgrammi. In buona sostanza due pesi e due misure. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inoltre stabilito come limite dell’arsenico nell’acqua da bere un valore di 10 microgrammi per litro, ma tale valore non è indicato nelle acque minerali, così come quello del cadmio e del rame.

“Chiare, fresche et dolci acque”, scriveva il Petrarca nel suo Canzoniere. Ma erano altri tempi.

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Chiare, fresche et dolci acque. Report

Chiare, fresche e dolci acque (minerali ricche di elementi nocivi alla salute) – Report, 05.06.2017 from Margherita Caminita on Vimeo.

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