Controlli di polizia © il Deutsch-Italia

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Non è una novità quella della malavita araba presente nella Capitale tedesca. Ai clan arabi e al loro business criminale è stata dedicata addirittura una serie televisiva trasmessa per la prima volta nella primavera del 2017, che si chiama “4 blocks” (4 isolati), ed ha riscosso parecchio successo. La serie racconta la storia di un ragazzo libanese di 26 anni che vive a Neukölln, un quartiere di Berlino, che cerca di allontanarsi dalla malavita organizzata e che diventa amico di un poliziotto in borghese. Per la “Berliner Zeitung” quella araba assomiglia alla mafia italiana degli anni ‘60 in America.

Fatto sta che, qualche giorno fa, 40 inquirenti della polizia criminale federale si sono presentati alla porta di alcuni dei maggiori componenti di un clan: dodici gli indirizzi perquisiti, tutti sparsi tra Berlino e il Brandeburgo, la regione della Capitale tedesca. Tutte proprietà acquisite grazie agli affari criminosi. Alla fine sono stati settantasette gli immobili confiscati, per un totale di 10milioni di euro. La più grande operazione della polizia tedesca contro la mafia araba di Berlino mai fatta finora.

Neukölln © il Deutsch-Italia

Neukölln © il Deutsch-Italia

A capo della banda c’era in particolare una famiglia, denominata come “R”, già conosciuta dalla polizia tedesca per la fantasia adottata nel portare a termine alcuni colpi. Nell’ottobre del 2014 erano infatti entrati in una banca di Berlino e si erano fatti chiudere dentro, scassinando più di cento cassette di sicurezza e racimolando più di dieci milioni di euro. Prima di andarsene avevano maldestramente dato fuoco a del gas, facendo esplodere la filiale: risultato uno dei malfattori si ferì gravemente perdendo del sangue. Proprio grazie a quest’ultimo particolare gli investigatori riuscirono a risalire all’identità dell’uomo, e la polizia italiana lo riconobbe al suo arrivo all’aeroporto di Roma Fiumicino, mentre arrivava dalla Turchia, lo arrestò e lo consegnò alla Germania. È sempre la famiglia “R.”, tra l’altro, ad essere considerata responsabile di uno dei colpi più spettacolari che sono stati portati a termine negli ultimi anni a Berlino, e cioè il furto della Goldmünze dal Bode-Museum. Era considerata la moneta d’oro per eccellenza per via del suo peso (ben 100 chili) e grandezza. Il suo valore era stato calcolato in circa tre milioni e mezzo di euro. Ebbene, a quanto pare, i ladri l’avrebbero fusa per smerciare l’oro.

Quella “R.” è una tra le più importanti, ma di sicuro non è l’unica ad operare nella Capitale tedesca. In realtà, a Berlino ci sono più o meno 20 clan arabi di criminalità organizzata, cui appartengono più o meno 500 componenti: secondo gli inquirenti, tuttavia, non tutti i membri sono dei criminali. Il loro quartier generale è a Neukölln, dove si sono suddivisi le strade. Secondo gli investigatori, i componenti di questi clan lasciano il loro quartiere solo se devono, ma poco volentieri.

Controlli di polizia a Neukölln © il Deutsch-Italia

Controlli di polizia a Neukölln © il Deutsch-Italia

La criminalità organizzata appartiene ormai alla quotidianità di Berlino: arabi, turchi e africani, operano prevalentemente nella parte occidentale della città, mentre russi, asiatici e europei dell’Est operano nella parte orientale, quella che una volta era la Berlino Est. Berlino non è l’unica zona d’azione, ci sono anche la zona industriale della Ruhr, Brema e Bassa Sassonia.

Lo scoglio più difficile per gli inquirenti è la struttura internamente forte e isolata di queste famiglie: interessante soprattutto perché i tedeschi sono un popolo individualista. «La famiglia è tutto e il resto è nulla». Così gli studiosi descrivono la struttura di questi clan. Per sopravvivere, la famiglia deve rimanere unita a tutti i costi.

Heinz Buschkowsky (SPD), l’ex sindaco storico del quartiere di Neukölln, si è detto preoccupato per la difficoltà di arrivare al giudizio finale. «I testimoni vengono ridotti al silenzio con minacce e con la forza. Anche se vengono arrestate otto persone, non è detto che alla fine si arrivi ad otto processi», spiega. «Non è una mera questione di soldi, e queste famiglie dispongono dei migliori avvocati di Berlino», ha poi chiosato.

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I clan arabi a Berlino

© Youtube Doku-Wissen N-tv

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