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Bisogna essere sinceri. I trasporti pubblici romani dell’ATAC saranno senz’altro tra i peggiori fra le grandi città europee, ma sicuramente è fra i più economici: 250 euro l’anno. A Milano il servizio offerto dall’azienda pubblica ATM è di 330 euro per 365 giorni di viaggio, ma la qualità è senz’altro superiore (pur tenendo presenti le dovute differenze di grandezza delle due città e del numero di utenti). A Parigi un abbonamento annuale varia a seconda delle zone cittadine, ma si va dai 717 euro fino agli 827. Sicuramente non a buon mercato, ma il sistema di metro e treni parigini è fra i migliori al mondo e se lavorate come dipendente la metà può essere rimborsata dal datore di lavoro. A Vienna si paga un euro al giorno, ossia 365 euro se si effettua il pagamento in un’unica soluzione (altrimenti si arriva a 396 euro).

In Germania? Il costo varia da Land a Land, da città a città, ma prendendo ad esempio la capitale, Berlino, il costo dell’abbonamento annuale (zona A e B) dei mezzi pubblici gestiti dalla BVG (Berliner Verkehrsbetriebe) è di 761 euro, che calano a 722 se si paga con addebito bancario diretto. Il costo, anche in questo caso, potrebbe sembrare elevato, ma, nonostante le lamentele degli utenti tedeschi, il servizio offerto è tra i migliori in assoluto, oltre che essere fra i più estesi al mondo.

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Ebbene, venerdì scorso, il ministero tedesco dell’Ambiente, dopo un incontro avuto con i sindaci di Bonn, Essen, Herrenberg, Mannheim e Reutlingen, ha annunciato di voler promuovere la mobilità in queste città attraverso un finanziamento di complessivi 128milioni di euro. In pratica si vuole sperimentare la possibilità di far pagare agli utenti solo il famoso euro al giorno. In realtà si tratta del tentativo di mantenere la promessa fatta a febbraio scorso alla Commissione europea di provare il trasporto gratuito in cinque città modello in cambio della rinuncia, da parte dell’Istituzione europea, di esporre denuncia contro la Germania e quei comuni tedeschi che non hanno rispettato le norme europee in materia di inquinamento atmosferico.

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Allo scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica e ossidi di azoto, il tribunale amministrativo federale ha anche stabilito che le città dovrebbero essere autorizzate a imporre divieti di guida alle auto diesel se i valori limite non possono essere limitati in modo diverso. Amburgo ha già emesso divieti in merito, Stoccarda e altre città vogliono seguirne l’esempio. Oltre agli abbonamenti vantaggiosi il ministero federale dell’Ambiente, assieme a quello dei Trasporti, vogliono sperimentare nuovi concetti di mobilità. Oltre alla riduzione delle tariffe dei mezzi pubblici sono infatti previste iniziative collaterali, come quella che si vorrebbe applicare a Reutlingen, dove nel prezzo dell’abbonamento sarà compresa anche l’iscrizione gratuita al servizio di car sharing “teilAuto”. Oppure quella che si vuole mettere in pratica ad Essen dove i sottoscrittori di abbonamenti, facendone uno di 30 mesi otterranno oltre a corse in car sharing gratuite anche un buono taxi al mese. Anche Mannheim vuol tagliare di un terzo i costi dei biglietti e Herrenberg di ben il 50 per cento.

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A Vienna l’esperimento dell’abbonamento annuale a un euro va avanti dal 2012, ma i costi aggiuntivi operativi di 331milioni di euro sono andati a carico della città e degli utilizzatori dei biglietti singoli e settimanali.

In ogni caso le sovvenzioni tedesche previste devono ancora essere approvate dalla Commissione europea. Al momento ci sarebbero solo 123 dei 128milioni di euro previsti, e di questi 70 andrebbero per il trasporto locale o per espanderlo, mentre 5,6milioni per altre misure collaterali: ad Herrenberg si vogliono fare aree dove il limite di velocità sarà di 30 km/ora. A Mannheim si vorrebbe proibire ai veicoli che effettuano consegne di entrare in centro, costruendo degli appositi centri di raccolta delle merci in luoghi più periferici (resta da capire come verranno consegnate nel cosiddetto “ultimo miglio”). A Reutlingen ed Essen si vogliono costruire più piste ciclabili.

Qualunque sia il motivo reale per cui tutte queste iniziative, se ci sarà l’approvazione da parte della Commissione e se verranno realizzate, in ogni caso saranno le benvenute.

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A Vienna 365 euro da 6 anni

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