Teheran

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“Dal 2006, con la risoluzione n° 1737, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una serie di risoluzioni in cui si chiede all’Iran di cessare l’arricchimento dell’uranio a fini di proliferazione nucleare. Tali risoluzioni sono state progressivamente accompagnate da misure restrittive allo scopo di convincere l’Iran ad ottemperare alle richieste”. Così si legge sul sito del Consiglio sulla sicurezza dell’Unione Europea che ha fatto propria tale risoluzione. Il 16 gennaio 2016 (data di attuazione dell’accordo) il Consiglio ha revocato tutte le sanzioni economiche e finanziarie dell’UE relative al nucleare nei confronti dell’Iran. La revoca è avvenuta dopo che a Vienna la AIEA (International Atomic Energy Agency), l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di regolare la produzione di energia nucleare, ha annunciato che l’Iran ha rispettato gli impegni presi lo scorso 14 luglio con la firma dell’accordo sul nucleare con i paesi del cosiddetto “5+1″, cioè i membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU con potere di veto (Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Russia e Cina) più la Germania.

Sigmar Gabriel © Metropolico.org Flickr CC BY-SA 2.0

Sigmar Gabriel © Metropolico.org Flickr CC BY-SA 2.0

Sono passati nove mesi da allora e il Vice cancelliere Sigmar Gabriel si è recato domenica notte nella Repubblica islamica dell’Iran per promuovere i rapporti con la Germania da un punto di vista economico e politico. In discussione ci sono le questioni politiche del diritto all’esistenza di Israele e le esecuzioni capitali aumentate in modo esponenziale nella Repubblica islamica. Ma è anche il primo grande viaggio di affari dalla fine delle sanzioni. “Non ci aspettiamo miracoli”, ha dichiarato, “ma abbiamo bisogno di portare a casa dei progressi”.

E progressi ne ha fatti il ministro dell’Economia tedesco. Oltre 120 uomini di affari lo hanno accompagnato in questa sua visita, dove si è incontrato con il suo omologo Ali Tayebnia, concludendo contratti. La Bundesbank aiuterà la Banca centrale iraniana a modernizzare i sistemi di pagamento. Mitsubishi Germania modernizzerà una centrale elettrica a gas, inoltre sarà fatta una fabbrica di mattoni e saranno forniti sistemi industriali di raffreddamento. In questo scambio commerciale sono coinvolte piccole e medie imprese. Grandi aziende come la Siemens saranno impegnate in opere come la modernizzazione ferroviaria iraniana (prevista la fornitura di 50 locomotrici). Il problema più grande è il finanziamento di grandi investimenti. Non c’è nessuna grande banca disposta ad assumersi il rischio del credito. Il problema è determinato dalla possibilità del ritorno delle sanzioni. Il Governo federale sta cercando di disinnescare il problema attraverso i canali diplomatici con Washington. Il Segretario di Stato, Matthias Machnig, s’incontrerà con Gabriel questa settimana proprio per discuterne. Gli esiti sono aperti. Da un punto di vista politico il cardine rimane Israele. Non corre buon sangue fra i due Stati, come è ben noto. L’Iran è accusato di dare man forte agli Hezbollah (l’organizzazione paramilitare libanese, acerrima nemica di Israele). Ma si sa, la diplomazia può fare miracoli.

Rouhani-©-CC-BY-SA-3.0-Kremlin.ru

Rouhani-©-CC-BY-SA-3.0-Kremlin.ru

L’Iran ha grandi speranze circa le relazioni con Berlino. “Il viaggio del Vice cancelliere ha dato il segnale che abbiamo istituito un nuovo capitolo nei rapporti economici bilaterali”, ha detto Gholam Hossein Shafei, Vice presidente della Camera di commercio iraniana.

L’Italia, una volta tanto, aveva già anticipato gli altri Paesi (assieme alla Francia) nel riallacciare i rapporti economici-politici con il Paese mediorientale. A gennaio era stato il Presidente Rohani a fare la prima visita ufficiale (quella della famosa visita ai Musei capitolini, dove erano state coperte le statue per non offendere il senso del pudore dell’ospite), concludendo 30 accordi commerciali. Ad aprile il Presidente del Consiglio Renzi si era recato in visita ufficiale a Teheran “portando a casa” altri 6 accordi per il valore complessivo di 3,5miliardi di euro in commesse per le Ferrovie.

I tedeschi se ne devono essere accorti e per questo stanno andando come un treno. Che costruiranno loro per giunta.

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L’annuncio della fine delle sanzioni

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