L’Oktoberfest non ha certo bisogno di pubblicità, i visitatori da tutto il mondo sciameranno anche quest’anno a milioni sui Wiesn. E ovviamente tutta l’economia di Monaco e di gran parte della Baviera, che direttamente o indirettamente dipende dal turismo, aspetta questo momento per un extra business consistente. Anche un tipo di economia, non proprio sommersa, perché assolutamente legale, ma, insomma, non certo tale da entrare nelle pubblicità ufficiali dell’agenzia del turismo locale: quella delle “luci rosse”. Ecco dunque che sulla “Bild” di ieri, nell’edizione di Monaco di Baviera, è apparsa un’intera pagina pubblicitaria, molto “colorata” ed anche più che esplicita nelle sue rappresentazioni, per reclamizzare due note “istituzioni” cittadine, due “case di tolleranza” – come si chiamavano in Italia fino alla metà del secolo scorso, prima della Legge Merlin che le chiuse – o bordelli, tanto per essere chiari. In Germania si usa, per definirli, anche la parola un po’ più accettabile nei salotti: “Laufhaus”, ovvero “la casa ove si passeggia”… Chiaro il concetto?

Due di queste “Laufhaus, che peraltro fanno capo alla medesima proprietà, hanno dunque inserito il piccante paginone. Fin qui nulla di (troppo) strano. Ma per richiamare clienti, oltre al tedesco, indovinate quale lingua straniera è stata scelta? L’italiano! Con due sintetici ed espliciti slogan a lettere tricolori: «Provate il meglio della città: 40 donne sono in attesa per voi!» e «Venite! Vedete! Provate! 50 Donne a Vs. Dispositione» (le sgrammaticature sono nel testo originale, n.d.r.).

La morale di tanta desolante, squalificante e offensiva iniziativa pubblicitaria per tutte le donne in genere, e per noi italiani in particolare, è, purtroppo, una sola: se è risaputo che sono proprio i visitatori provenienti dal nostro Paese gli stranieri in maggioranza all’Oktoberfest (il prossimo è soprannominato, per tradizione “il weekend degli italiani”, e arrivano non soltanto uomini, ma famiglie intere), è altrettanto chiaro che essi vengono visti – se non altro da chi sta dietro questo triste commercio – come i clienti potenziali più appetibili, inevitabilmente pronti a scatenare i loro più focosi istinti sessuali dopo le bevute di birra sotto i tendoni dei Wiesn. Un’immagine, quella dei “turisti puttanieri” (scusate la crudezza del linguaggio) della quale faremmo volentieri a meno.

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