Sono ben 45milioni ogni anno i pulcini che nascono in Germania negli allevamenti intensivi e nel mondo il loro numero supera, a quanto sembra, i 4miliardi. Purtroppo la loro vita, oltre ad essere breve, vede una fine decisamente crudele: vengono infatti selezionati da uomini adibiti a tale compito, mentre passano su un tapis roulant, e da questi gettati in barili o contenitori. Quelli che non muoiono schiacciati dal peso dei loro compagni di sventura o per soffocamento, vengono successivamente gettati, molto spesso ancora vivi, talvolta dopo essere stati gasati, in grandi trita carne. Alcuni vengono invece venduti ai negozi di animali per farne cibo per predatori (ad esempio serpenti o rapaci). Il motivo di tutto ciò è dovuto al fatto che i maschi, al contrario delle femmine, sono poco “appetibili” per l’industria della carne (ingrassano infatti meno rispetto a queste ultime) e non sono utili, ovviamente, per la produzione delle uova.

PulciniDa anni le associazioni animaliste combattono affinché a tale barbarie venga posta una fine. Finalmente sembra che il ministero tedesco dell’Alimentazione e dell’Agricoltura (BMEL) abbia accolto tale istanza, finanziando un progetto da 5milioni di euro che consente di determinare quale sia il sesso del futuro nascituro presente nelle uova di gallina. Tale procedura, che va sotto il nome di “Seleggt”, è stata sviluppata in collaborazione con l’Università di Lipsia ed è stata presentata alla stampa lo scorso mese di novembre. Il procedimento consiste nel praticare con un laser un piccolo forellino, di appena 0,3 millimetri, sul guscio dell’uovo permettendo così di prelevare una piccolissima quantità di liquido che, a contatto con un marcatore chimico, permette di determinare il sesso del futuro nascituro. Il tutto avviene nell’arco di un secondo, grazie al macchinario creato dalla ditta olandese HatchTech.

uova rotteIn pratica il processo brevettato “Seleggt” può determinare il sesso di un pulcino appena nove giorni dopo che un uovo è stato fecondato. Le uova maschili vengono trasformate in mangimi per animali, permettendo così solo a quelle con i pulcini femmine di schiudersi alla fine di un periodo di incubazione di 21 giorni. Ludger Breloh, responsabile del progetto nel gruppo “REWE”, s’è detto molto soddisfatto del risultato ottenuto: «Abbiamo tutti lo stesso obiettivo, ovvero porre fine alla raccolta dei pulcini nella catena di approvvigionamento», ha dichiarato. Ha inoltre sottolineato che il suo primo successo è arrivato quando si è rivolto agli scienziati dell’Università di Lipsia, dove il professor Almuth Einspanier aveva sviluppato un marcatore chimico – simile a un test di gravidanza – in grado di rilevare un ormone presente in grandi quantità nelle uova di sesso femminile. Mescolato con il liquido delle uova fecondate a nove giorni, il marcatore cambia in blu per un maschio e in bianco per una femmina, con un tasso di accuratezza del 98,5 per cento.

Soddisfazione è stata espressa in merito anche dal ministro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura Julia Klöckner (CDU), la quale ha dichiarato che «grazie a questo procedimento la Germania è diventata un pioniere in tale settore».

L’esperimento è iniziato all’inizio dell’anno e le prime uova con il marchio “Respeggt” sono comparse a novembre sugli scaffali di 223 supermercati delle catene “REWE” e “Penny” a Berlino, ma per la fine del 2019 dovrebbero essere presenti in tutta la Germania. Il costo aggiuntivo, rispetto ad una normale confezione di uova, è di circa 10 centesimi. Un prezzo del tutto accettabile, visto lo scopo a cui è destinato.

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La fine dell’uccisione dei pulcini

© Youtube REWE Group

La terribile fine dei pulcini maschi

© Youtube Manuel Zollier

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