Il concetto di sicurezza è molto cambiato in questi ultimi anni. Soprattutto dall’11 settembre del 2001, data fatidica dopo la quale molte cose non sono più le stesse in tutto il mondo, anche in quelle parti dove, di solito, non si era tanto avvezzi a parlare di pericolo pubblico, paura e insicurezza.

Gli attentati sono un fatto ben noto in alcune aree del pianeta, ad iniziare dal Medio e lontano Oriente o dall’Africa, dove il conto dei morti va a fare parte delle statistiche per i giornali o poco più. Recentemente però, anche nel “tranquillo” Occidente si è iniziato a constatare come non solo di numeri si tratti. Parigi, Bruxelles, Nizza, Berlino, Londra sono tutti tristi tasselli di una scia di terrore con la quale ci stiamo un po’ lentamente abituando a convivere.

Tuttavia una nuova tipologia di forma di violenza sta purtroppo emergendo sulla scena sociale, ed è quella rappresentata dall’attentato perpetrato dal presunto colpevole, Sergej W., contro il pullman dei giocatori del Borussia Dortmund lo scorso 11 aprile. È una forma del tutto nuova di delitto, come ha sottolineato Christian Schröder, esperto del campo penale legato ai mercati finanziari in Germania. Il 28enne russo-tedesco avrebbe infatti programmato lucidamente a tavolino l’attentato per poter guadagnare dal prezzo delle azioni che aveva comprato poco prima dell’attentato, comodamente seduto alla scrivania della sua camera, nello stesso hotel dove alloggiava la squadra di calcio. Più morti ci fossero stati, più lui avrebbe guadagnato. In pratica voleva compiere un omicidio per avidità e questo preoccupa non poco la polizia criminale e il suo presidente Holger Münch. E ne ha ben donde perché questa forma di reato va ad unirsi a quella ampia già presente sul territorio tedesco.

Secondo un rapporto statistico presentato ieri dal ministro degli Interni tedesco Thomas de Maizière (Cdu), sono in aumento i reati in Germania. Quelli violenti sono stati nel 2016 ben 193.542, ossia il 6,7 per cento in più rispetto all’anno precedente. In particolare sono aumentate le lesioni gravi del 9,9 per cento, raggiungendo la ragguardevole cifra di 140.033 casi. I crimini violenti, come aggressione o violenza sessuale, sono cresciuti del 6,7 per cento. È aumentato il numero degli indagati giovani, ma anche degli immigrati. Fra questi ultimi sono presenti nella statistica solo quanti ancora non sono stati accettati ufficialmente nel Paese o che non vivono da anni perfettamente integrati. Rispetto alla popolazione totale in Germania la quota di immigrati è meno del due per cento (aumentata per il numero dei profughi arrivati dal 2015). Molte delle vittime dei migranti che delinquono sono migranti a loro volta. A quanto pare ci sono differenze significative tra i singoli Paesi di origine: maggiori sono i crimini commessi da quanti provengono da Algeria, Marocco e Tunisia, invece che dalla Siria o dall’Iraq. Una parte dei nuovi immigrati, quasi un terzo, ha reiterato numerosi reati: il cinque per cento ne ha commessi almeno per sei volte. Non sono compresi nel numero i reati come l’immigrazione clandestina. Fra i più frequenti, invece, ci sono i borseggi, le lesioni pericolose e fisiche, lo stupro e la violenza sessuale nonché i furti in appartamento. Nel complesso, nel 2016 la polizia ha registrato 6.372.526 reati in tutti i settori, con un aumento dello 0,7 per cento.

Altra preoccupazione per è rappresentata dalla possibilità di attacchi terroristici operati con droni. In particolare sono considerati obiettivi sensibili gli aeroporti o i luoghi di raduno di massa, come gli stadi o i posti per raduni per i grandi concerti.

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L’attentatore di Dortmund

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