Mourad Laachraoui

Mourad Laachraoui

Sono due le risposte che riassumono tutto dramma di Mourad Laachraoui, olimpionico di taekwondo e col fratello terrorista. È quando gli chiedono:

È arrabbiato con suo fratello Najim?

«No. Quello che ha fatto è terribile, ma sono arrabbiato soprattutto con le persone che lo hanno portato a farlo».

Le manca Najim?

«Mi manca come fratello. Ma non per quello che ha fatto».

Brussels_suspects_CCTVNajim Laachraoui – il fratello – aveva 24 anni quando la mattina del 22 marzo scorso partecipò agli attentati di Bruxelles nei quali, con due diverse esplosioni all’aeroporto di Zaventem e nella metropolitana di Maalbeek, morirono 31 persone e altre 270 rimasero ferite. Fin dall’inizio delle indagini Najim era stato indicato come l’artificiere, e accusato di fabbricare le bombe per lo Stato Islamico ed aver prodotto quelle usate nell’attentato.

L’olimpionico Mourad Laachraoui invece ha appena 21 anni, ed è un atleta di taekwondo. Partirà con i colori belgi tra qualche giorno per partecipare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Il settimanale Der Spiegel ha colto l’occasione dell’evento, per pubblicare un lungo articolo che racconta la storia di due fratelli: Mourad e Najim Laachraoui, appunto.

Mourad la mattina del 22 marzo si trovava nel laboratorio della sua scuola, la Haute École Économique et Technique, poco lontano dall’aeroporto di Zaventem. Fu un suo compagno a mostrargli dal telefonino la notizia dell’esplosione. Poi, verso mezzogiorno, Mourad lesse la notizia che i primi attentatori erano stati identificati. Uno di loro si chiamava Najim Laachraoui: era suo fratello. In un primo momento, scrive lo Spiegel, Mourad non disse niente agli altri studenti. Ma anche loro avevano già letto la notizia: «Ehi, Mourad, uno ha il tuo cognome, è tuo cugino, forse?», gli chiesero scherzando.

Miguel Discart © CC BY-SA 2.0

Miguel Discart © CC BY-SA 2.0

Durante una conferenza stampa poco dopo gli attentati, Mourad Laachraoui disse di essere «spaventato e addolorato» per quello che suo fratello aveva fatto e ricordò che «la famiglia non si sceglie». I fratelli Laachraoui sono cresciuti insieme nella stessa casa a Bruxelles, nel quartiere Schaerbeek. Il padre, originario del Marocco, non voleva che i suoi figli girassero senza far niente per le strade, così li iscrisse in una palestra di taekwondo. «Lo sport è la mia educazione», dice Mourad. Mourad cominciò a gareggiare all’età di 14 anni, suo fratello Najim, poco più grande di lui, invece abbandonò lo sport. Si fece crescere la barba, cominciò a frequentare una moschea nel nord di Bruxelles e si radicalizzò all’Islam.

Il 17 febbraio del 2013, Najim – all’insaputa della famiglia – prese un aereo per Antalya, in Turchia. Il giorno dopo chiamò i suoi genitori da un numero di telefono siriano. Due settimane dopo, il padre si rivolse alla polizia per dire che il figlio si trovava in Siria. Qui divenne un militante dello Stato Islamico occupandosi di sorveglianza degli ostaggi. Nel marzo del 2014 venne emesso un mandato di cattura internazionale contro di lui.

Rio 2016 © CC BY-SA 3.0 Cyro A. Silva

Rio 2016 © CC BY-SA 3.0 Cyro A. Silva

Mourad ha detto di aver visto l’ultima volta suo fratello nel 2013. Quando il giornalista che l’ha intervistato gli ha chiesto se sapesse che si trovava di nuovo a Bruxelles lui ha risposto: «Non lo sapevo. Non sapevamo nulla fino all’attentato». Mentre Najim pianificava gli attacchi, Mourad era impegnato in giro per il mondo nei tornei sportivi. Aveva gareggiato in Russia, negli Emirati Arabi e in Corea del Sud. Poi è arrivato il 22 marzo.

Lo Spiegel, racconta la sofferenza di Mourad, che non soltanto ha dovuto accettare il fatto di avere come fratello un fanatico attentatore, ma ha anche dovuto dimostrare che lui non c’entrava niente. Infatti, nelle settimane dopo l’attacco, alcuni studenti lo evitarono e la polizia inviò una mail ai suoi insegnanti chiedendo di fare in modo che non venisse molestato. «Ci hanno consigliato di cambiare il nostro cognome. Ma questa non è una soluzione: è il mio nome, il nome di mio padre». Dopo gli attentati, lo scorso maggio Mourad ha vinto una medaglia d’oro ai Campionati Europei di Montreux, in Svizzera. Durante la cerimonia di premiazione, ha chiuso gli occhi, poi ha mostrato la sua medaglia d’oro alle telecamere, ha firmato autografi e rilasciato interviste. E ha detto di voler dedicare la vittoria alla sua famiglia. Tutto lascia pensare che volerà a Rio de Janerio con lo stesso proposito.

 

Mourad Laachraoui, medaglia d’oro ai campionati europei

 

Ed il fratello Najim

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