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Dopo aver allargato la sua galassia a tre prestigiose aziende italiane, Lamborghini, Ducati e Italdesign, il Gruppo Volkswagen, nella fattispecie la sua consociata di punta Audi, medita una parziale (si spera) clamorosa marcia indietro. Secondo l’agenzia di notizie economiche finanziarie “Reuters” la casa di Ingolstadt avrebbe deciso di disfarsi della Ducati, la prestigiosa azienda produttrice di motociclette di alta gamma con sede a Borgo Panigale (Bologna).

Secondo autorevoli fonti autonome citate dall’agenzia, l’Audi avrebbe dato mandato alla banca d’affari Evercore di verificare le possibili opzioni di acquisto da parte di eventuali interessati. Nessun commento da parte Audi, che aveva acquisito la Ducati cinque anni fa rilanciandola notevolmente sul piano della produzione, con un indubbio successo commerciale, anche grazie alla produzione di alcuni nuovi modelli premium.

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Per la verità l’acquisto della Ducati era stato portato a termine per volontà dell’ex numero uno del Gruppo Volkswagen, Ferdinand Piëch, che aveva sempre nutrito una grande passione verso le “rosse” di Borgo Panigale. Ma all’interno del gruppo tedesco non erano state poche le resistenze all’operazione. La caduta del “patriarca” Piëch, che recentemente si è disfatto di quasi tutto il suo patrimonio nell’azionariato del Gruppo di Wolfsburg, e la necessità di fare cassa dopo l’enorme buco finanziario provocato dal Dieselgate, potrebbero essere alla base di quella che – no comment o smentite ufficiali a parte – sembra ormai una decisione acquisita.

Se l’attività di produzione e commerciale della Ducati hanno notevolmente profittato degli investimenti e del know-how importato da Audi, con soddisfazione delle stesse maestranze italiane, ciò non si può dire, invece, dell’impegno in pista, nel MotoGP, tradizionale fiore all’occhiello della “rossa”, da sempre paragonata – e non solo per il colore – alla Ferrari. Dopo il divorzio di Valentino Rossi, poi tornato alla Yamaha, ed i buoni risultati nel 2015 e 2016 della coppia Andrea Dovizioso – Andrea Iannone, l’inizio di questa stagione agonistica, con lo stesso Jannone e del cinque volte campione del mondo, lo spagnolo Jorge Lorenzo, è stato, come ha scritto la Gazzetta dello Sport, “da incubo”. E probabilmente gli sviluppi, attesi nelle prossime settimane, della situazione aziendale non favoriranno un miglioramento neppure nel settore sportivo.

Peccato, perché dopo anni di travagli, cambi di proprietà, difficoltà di ogni genere, la Ducati – il cui prestigio è rimasto intatto tra gli appassionati di tutto il mondo – sembrava aver trovato con l’Audi stabilità in tutti i sensi. C’è soltanto da sperare che questo non sia un campanello d’allarme per altre realtà del gruppo Volkswagen in Italia. Se la Lamborghini sembra al riparo da ogni rischio, così potrebbe invece non essere per l’Italdesign di Moncalieri, l’ex carrozzeria di prestigio ormai “orfana” del suo creatore, il maestro del car design Giorgetto Giugiaro.

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La gloriosa Ducati. Quale il suo futuro?