Chemnitz © youtube Daily Mail

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“Germania, si raccomanda la massima cautela, soprattutto in prossimità di manifestazioni – rischio scontri”: dopo i fatti di Chemnitz, il Governo svizzero ha invitato ufficialmente i propri cittadini alla prudenza in caso di viaggi o permanenze in territorio tedesco. L’avvertimento è apparso qualche giorno fa sul sito del ministero degli Esteri, e a molti è sembrato ridicolo ed eccessivo. Eppure le notizie degli ultimi giorni non sono ancora riuscite a screditarlo.

Lo scorso 26 agosto un trentacinquenne tedesco è stato ucciso a coltellate a Chemnitz, in Sassonia, nella parte centro-orientale della Germania. A essere sospettati del crimine sono due giovani immigrati, un siriano e un iracheno, e la polizia li ha trattenuti da subito in custodia cautelare. Il fatto ha suscitato un grande scalpore mediatico: ad approfittarne sono stati i partiti ultraconservatori locali, che hanno presentato l’accaduto come un sintomo della presunta politica migratoria sbagliata di Angela Merkel (CDU).

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Ed è così che il partito nazionalista Alternative für Deutschald (AfD) e le organizzazioni di estrema destra Pegida e Pro Chemnitz si sono adoperati per organizzare una serie di eventi e manifestazioni, riscuotendo un discreto successo anche fuori dalle fila degli ultraconservatori. Ad essere coinvolti sono stati infatti tutti quei cittadini scioccati dai fatti recenti e stanchi, più in generale, della criminalità. Le proteste hanno permesso a tanti di dare sfogo alla rabbia e alla frustrazione nei confronti di una politica d’immigrazione, quella della Cancelliera, che ha già fatto tanto discutere e che sicuramente molti tedeschi non capiscono né apprezzano. L’iracheno, tra l’altro, sarebbe già dovuto essere espulso dalla Germania tempo fa: una ragione in più a sostegno delle tesi degli organizzatori.

La Sassonia è una regione dell’ex- Germania orientale, dove alle legislative del 2017 i nazionalisti di Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania) hanno guadagnato più del 20 per cento dei voti, ritrovandosi secondi soltanto ai cristianodemocratici di Angela Merkel. Ricordiamo che l’AfD, alle ultime politiche, ha acquistato il suo potere come partito di protesta in seguito alla crisi migratoria del 2015: tramite questo voto, i cittadini hanno espresso il loro disappunto e i loro timori nei confronti di una politica d’immigrazione troppo aperta e, apparentemente, poco ordinata. È così che si è affermato come terzo partito nazionale in Germania. Chemnitz, in particolare, è la terza città della Sassonia, per grandezza e importanza: che tutto questo sia successo proprio qui non è quindi un caso.

Manifestazioni anti AfD © il Deutsch-Italia

Manifestazioni anti AfD © il Deutsch-Italia

Durante l’ultima manifestazione organizzata da AfD e Pegida si è effettivamente arrivati ad alcuni episodi di violenza, niente di estremo, ma la tensione cresce. In particolare, la violenza dei manifestanti di estrema destra di Chemnitz si è rivolta alla stampa: i giornalisti sono stati accusati di raccontare i fatti in maniera distorta e si è cercato di impedire loro di fare il proprio lavoro. Secondo quanto riportato dallo “Spiegel online”, alcuni giornalisti sono stati insultati e addirittura attaccati dai manifestanti, le loro riprese sono state impedite: a difendere i giornalisti è intervenuta, in diversi casi, la polizia.

Ed è da più di una settimana, ormai, che manifestazioni e contromanifestazioni si avvicendano nella cittadina sassone, tanto che le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza. Durante i cortei qualcuno ha addirittura usato il saluto hitleriano. Non mancano, tuttavia, le sfilate degli antifascisti e delle associazioni politiche di sinistra, che leggono nel fatto di Chemnitz una strumentalizzazione da parte dei nazionalisti. Anche il resto della Germania ha dimostrato la propria solidarietà, a una parte e all’altra, e in diverse altre città ci sono stati cortei e contromanifestazioni a questi ultimi.

Una situazione di effettiva tensione, quindi, che spiegherebbe i timori del ministero degli Esteri svizzero. Ricordiamo tuttavia che la Germania è una nazione stabile, e la questione dell’immigrazione è all’ordine del giorno da diversi anni, un dibattito forse sentito più intensamente che in altri Paesi dell’Unione Europea, ma comunque sotto controllo. Un’escalation di violenze, in questo senso, è estremamente improbabile. E non ci resta che sorridere, quindi, all’avvertimento dei nostri vicini svizzeri.

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Un concerto contro la “destra” di Chemnitz

© Youtube “Die Welt”

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