Danno corridoio del Vasari © Luca Frascione

Danno al corridoio del Vasari © Luca Frascione

Un camion danneggia una colonna del “Corridoio Vasariano” degli “Uffizi” e fugge. Successivamente è stato rintracciato il conducente. A Firenze è soltanto l’ultimo di una lunghissima serie di incidenti, sfregi, vandalismi, saccheggi, furti che hanno una cadenza quotidiana, sebbene non arrivino alle cronache nazionali. «Il danno è importante, sicuramente alcune decine di migliaia di euro», ha ribadito subito dopo il direttore degli “Uffizi Eike Schmidt. «Nell’impatto» – ha spiegato – «si è spaccata la pietra serena che è alla base, ma dal primo sopralluogo sembra che la struttura interna della colonna non abbia subito conseguenze. Ora dobbiamo prima di tutto mettere in sicurezza il luogo. Di certo chi era alla guida del mezzo non può non essersi accorto di cosa è successo» e suggerisce di «ripensare all’accesso delle auto nella zona» La zona in questione è “Ponte Vecchio” (l’unico ponte di Firenze che non venne fatto saltare dai tedeschi nel 1944, nel corso della Seconda guerra mondiale. Ciò grazie anche al console tedesco a Firenze Gerhard Wolf, il quale nel dopoguerra ottenne per questo ed altri meriti la cittadinanza onoraria della città, e che è ricordato con una targa apposta sul ponte medesimo).

La targa in onore del Console Wolf © J. Pigat per "il Deutsch-Italia"

La targa in onore del console Wolf © J. Pigat per “il Deutsch-Italia”

“Ponte Vecchio”, uno dei simboli di Firenze, è uno dei ponti più famosi al mondo, sopravvissuto a guerre, ad alluvioni ed è oggi provato dal traffico e dai mezzi pesanti che nel centro storico della città rappresentano un serio problema. A Venezia un appello che travalica i confini italiani è stato lanciato più volte per i danni creati dalle navi da Crociera all’ecosistema. I fumi e gli scarichi dei motori di tali navi sono, infatti, causa di forte inquinamento nella città lagunare. Le navi entrano ed escono dalla bocca di porto del Lido, passando per ben due volte nel “Bacino di San Marco” e nel “Canale della Giudecca”, il cuore storico di Venezia a 150 metri dal “Palazzo Ducale”. Sono lunghe più di 300 metri, larghe 50 e alte 60. In pratica dei mostri. Anche a Firenze numerosi appelli contro il traffico e lo smog si sono levati da più parti, ma finora senza successo.

Eike Schmidt © CC BY-SA 4.0 Ulisse Albiati WC

Eike Schmidt © CC BY-SA 4.0 Ulisse Albiati WC

Nel Capoluogo toscano il primo dell’anno è stato di quelli “con il botto”, questa volta mediatico, da parte del Direttore tedesco degli “Uffizi”. Il suo appello, diffuso dai maggiori media nazionali ed internazionali, è stato rivolto alla sua Patria, la Germania: “Restituite il quadro rubato dai nazisti”. Infatti solo la riproduzione di una foto in bianco e nero degli Archivi “Alinari” del “Vaso di Fiori”, appartenente alle collezioni di “Palazzo Pitti” fin dal 1824 e realizzato dall’artista olandese Jan van Huysum, pittore di nature morte di grandissima fama, è stata inserita nella “Sala dei Putti” dello storico museo. La scritta “rubato”, in tre lingue, correda la foto medesima. Una didascalia ricorda che il dipinto fu sottratto a Firenze dai soldati della Wehrmacht durante la Seconda guerra mondiale. «Saremo ben lieti di rimuovere questa memoria fotografica» – spiega Schmidt (tedesco) «quando agli Uffizi sarà restituito l’originale». Ha poi osservato: «A causa di questa vicenda che intacca il patrimonio delle Gallerie degli Uffizi, le ferite della Seconda guerra mondiale e del terrore nazista non sono ancora rimarginate. La Germania dovrebbe abolire la prescrizione per le opere rubate durante il conflitto e fare in modo che esse possano tornare ai loro legittimi proprietari», sottolineando che «per la Germania esiste comunque un dovere morale di restituire quest’opera al nostro museo, e mi auguro che lo Stato tedesco possa farlo quanto prima, insieme, ovviamente, ad ogni opera d’arte depredata dall’esercito nazista». Come si diceva, l’appello in poche ore è stato ripreso dai media più importanti al mondo. Alcuni politici lo hanno “cavalcato”, e alcuni fiorentini hanno previsto il rientro dell’opera entro maggio.

Il tweet del ministtro Bonisoli

Il tweet del ministtro Bonisoli

Nello stesso giorno il ministro dei Beni e delle Attività culturali del governo Conte, Alberto Bonisoli, twittava al Getty Museum di prendere atto delle chiare motivazioni della Corte di Cassazione italiana, invitandolo a restituire l’“Atleta vittorioso”, attribuito a Lisippo, all’Italia, rinnovando l’impegno del Governo a far tornare questa importante testimonianza del nostro patrimonio. Sui social si sono scatenate contemporaneamente tante richieste, petizioni, appelli per opere da far tornare nel nostro Paese. Un inizio dell’anno sotto l’insegna del “restituiteci il nostro patrimonio artistico un tempo sottratto”. Un 2019 con copertura mediatica totale per gli Uffizi, con il botto metaforico e reale.

 

 

Il Vaso di Fiori
Il dipinto in questione è un capolavoro di Jan van Huysum (Amsterdam 1682-1749), pittore di nature morte di grandissima fama: si tratta di un olio su tela (cm 47 x 35), appartenente alle collezioni di Palazzo Pitti fin dal 1824, quando fu acquistato dal granduca lorenese Leopoldo II per la Galleria Palatina appena fondata. Per oltre un secolo restò esposto nella sala dei Putti, insieme ad altre nature morte olandesi realizzate dai massimi artisti del ‘600 e ‘700, tra i quali Rachel Ruysch e Willem van Aelst; nel 1940, quando all’inizio della Guerra la reggia fu evacuata, il quadro venne portato nella villa medicea di Poggio a Caiano. Nel 1943 fu spostato nella villa Bossi Pucci, sempre a Firenze, fino a quando soldati dell’esercito tedesco in ritirata lo prelevarono insieme ad altre opere per trasferirlo a Castel Giovio, in provincia di Bolzano. La cassa in cui si trovava “Il Vaso di Fiori” di Palazzo Pitti venne aperta: l’opera trafugata finì in Germania, dove se ne persero le tracce. Ricomparve solo decenni dopo, nel 1991, poco dopo la riunificazione tedesca: da allora, vari intermediari hanno tentato più volte di mettersi in contatto con le autorità in Italia chiedendone un riscatto. Una richiesta di tale assurdità che recentemente, dopo l’ultima oltraggiosa offerta, la procura di Firenze ha aperto un’indagine: il quadro infatti è già di proprietà dello Stato Italiano, e pertanto non è alienabile né acquistabile. (fonte Museo degli Uffizi)

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L’appello del direttore degli Uffizi Eike Schmidt

© Youtube Uffizi TV

Tutte le foto nella Gallery sono © Elena Tempestini per “il Deutsch-Italia”
La foto di copertina è © Marco Osti per “il Deutsch-Italia”

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