Una giornata indubbiamente piena di avvenimenti quella di ieri. La prima visita del Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni, reduce da un intervento al cuore subito appena una settimana fa a Roma di rientro da un viaggio in Francia, alla Cancelliera tedesca Angela Merkel. Nello stesso giorno l’incontro del ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, con quello tedesco dell’Economia Sigmar Gabriel, sempre a Berlino. La Capitale tedesca, insomma, come punto d’incontro fra Italia e Germania,

Molti gli argomenti sul tavolo della discussione: dal terrorismo internazionale, all’uscita oramai ufficiale della Gran Bretagna dall’Unione Europea, come annunciato dalla Premier britannica Theresa May, dai problemi bancari italiani alla disputa innescata dal ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt circa le eventuali emissioni truccate da parte della casa automobilistica “italo-americana” FCA, di cui, secondo Berlino, le autorità italiane sarebbero state a conoscenza. Insomma molta carne al fuoco, come si suol dire.

Antonio Tajani © CC BY-SA 2.0 David Plas

Ma non basta. Martedì sera è stato infatti eletto al quarto scrutinio il nuovo Presidente del Parlamento europeo, il rappresentante del PPE, il Partito Popolare Europeo, il 63enne Antonio Tajani. Uno scontro tutto italiano quello dell’elezione del più alto rappresentante del Parlamento di Bruxelles. L’altro candidato papabile era infatti Giovanni Pittella, 58 anni, del partito socialdemocratico europeo. È stata, quella del rappresentante dei circa 500 milioni di cittadini europei, una nomina molto burrascosa. Aveva infatti visto all’inizio un accordo fra il tedesco Manfred Weber, Presidente del gruppo del PPE e lo stesso Pittella, per la nomina di un rappresentante del partito popolare dopo i lungi anni di presidenza del socialdemocratico tedesco Martin Schulz, diretto chiaramente al rientro nell’agone politico nazionale del suo Paese. L’accordo in seguito era saltato e per questa ragione si era arrivati allo scontro tra due italiani per la carica a Bruxelles.

Ovviamente i giornali tedeschi hanno dato, come tutti gli altri quotidiani internazionali, la notizia dell’avvenuta elezione. Ivi compresa l’edizione online di “Der Spiegel”, che ha però aggiunto un a dir poco caustico commento a firma di Peter Müller. Il collega tedesco ha ritenuto di dover giustamente tessere le lodi dell’operato del suo connazionale Martin Schulz, dando però poi un giudizio, per così dire, “preventivo” della futura presidenza italiana. Le parole esatte usate da Müller sono state: “I due candidati italiani (l’articolo era di poco prima dell’avvenuta elezione di Tajani) s’immaginano il loro lavoro come quello di mettere firme, andare alle cerimonie, fare bella figura ai cocktail”. Al di là di qualsiasi considerazione di buon gusto, dispiace constatare che quello che a buona ragione è stato a lungo uno dei più quotati settimanali internazionali abbia ultimamente l’abitudine di esprimere giudizi quantomeno preventivi, basati cioè su mere supposizioni dovute a simpatie e non su fatti (che ovviamente speriamo che smentiscano in futuro tali supposizioni). E questo non soltanto rivolto alle vicende che ci vedono coinvolti noi italiani direttamente. Stesso comportamento è stato riservato al neo eletto Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Per il resto i colloqui fra Gentiloni e la Cancelliera sono stati all’insegna della codialità. Frau Merkel è stata come al solito molto gentile con l’ospite che incontrava per la prima volta in veste ufficiale di Presidente del Consiglio. Ha dichiarato tutta la sua disponibilità per aiutare l’Italia in seguito all’ennesimo terremoto che ha colpito ieri mattina la Penisola, come del resto già aveva fatto concretamente in occasione di quello dell’agosto scorso, prendendo la responsabilità della ricostruzione dell’ospedale di Amatrice. I due si sono parlati poi di migranti, che devono essere più equamente distribuiti fra i Paesi dell’Unione, di frontiere europee, che devono poter rimanere aperte senza creare barriere, e di digitalizzazione delle imprese, soprattutto le piccole e le medie di cui Italia e Germania sono così ricche. Su un solo punto Gentiloni ha ribattuto con una certa insistenza: l’Europa non deve essere solo un Unione che bada alle virgole dei bilanci, ma anche alla solidarietà ed altri valori. La Cancelliera non ha commentato. Deve non aver colto il passaggio durante la traduzione.

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La Cancelliera Angela Merkel e il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Berlino

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