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Sono quasi vent’anni, ormai, che Berlino organizza, per il weekend di Pentecoste, il Carnevale delle culture (Karneval der Kulturen, KdK): con una sfilata di 70 carri, e 300 bancarelle che offrono specialità culinarie internazionali, il Carnevale è diventato ormai una vera e propria tradizione a livello europeo.

Protagonista dell’evento è Kreuzberg, nel centro di Berlino, un quartiere che è riuscito, negli ultimi decenni, a trasformare il suo anticonformismo in una moda ben integrata nella società della giovane Capitale tedesca. Per buona parte chiuso al traffico, il quartiere si riempie di chioschi di grande interesse gastronomico, che offrono piatti tipici provenienti da ogni parte del mondo, dal Senegal al Cile, passando per Finlandia, Italia e Bulgaria. La via principale prepara la scena alle decine di carri allestiti in perfetto stile carnevalesco: con maschere, vestiti tipici e tanta musica, i ballerini di tutta Berlino danno forma a una delle parate meglio organizzate e più vive di tutta la Germania.

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Per quel che riguarda i contenuti, il Carnevale di Berlino nasce senza nessuna direzione politica definita, e riesce a mantenere la propria indipendenza ideologica ancora oggi, dopo tanti anni, poiché quasi interamente sponsorizzato dal comune. Per alcuni degli organizzatori, tuttavia, la manifestazione è “un’interpretazione creativa dei temi di rilevanza politica e sociale”, tra cui i diritti delle donne, la tutela dei mari, l’abbattimento dei muri e la necessità di costruire ponti, in tutti i sensi. Una buona parte dei responsabili del Karneval vuole dimostrare che “la città appartiene a tutti”, e lo fa dando la possibilità a ogni singola cultura di essere protagonista, almeno per un giorno, nella città e di manifestare con orgoglio il proprio valore.

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Temi importanti, quindi, ma anche talmente ampi, e affrontati in maniera talmente dionisiaca, da permettere comunque di festeggiare e ballare. Ed è questa, forse, la bellezza del carnevale di Berlino: la capacità di mescolare festeggiamenti e consapevolezza sociale in maniera naturale. Chi vi partecipa ne è sì influenzato, ma sottilmente, con la stessa impercettibile efficacia con cui un programma televisivo manipola i propri spettatori.

Non possiamo dimenticare, inoltre, che gli anni hanno conferito al Carnevale l’importanza di una tradizione, e si può senz’altro dire che oggi faccia parte dei segni distintivi della città di Berlino. La prima edizione del Carnevale delle culture ha avuto luogo nel 1996: cinquantamila visitatori e qualche decina di carri, nessuno avrebbe mai detto che la manifestazione sarebbe entrata così velocemente nella lista delle maggiori manifestazioni europee, insieme al carnevale londinese di Notting Hill, e al Zomercarnaval, che si svolge a Rotterdam. Chi si considera berlinese, non può far altro che accettare il Carnevale come parte della propria identità.

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Quest’anno, in particolare, i più di 4 mila organizzatori si aspettavano più di un milione di ospiti: numeri grossi, che hanno richiesto una precisa organizzazione e hanno costituito una grande sfida per la sicurezza tedesca. Ed è proprio a causa dell’elevato numero di visitatori che la polizia, quest’anno, ha impiegato più agenti del solito. Secondo un portavoce, a preoccupare maggiormente le forze dell’ordine erano gli attacchi di panico fra i visitatori, che avrebbero potuto causare pericoli movimenti massicci e improvvisi di grosse quantità di gente. Compito degli agenti, quindi, regolare il traffico umano e bloccare determinate strade al raggiungimento del 75 per cento della capacità massima, e cioè 2 persone a metro quadro. A difendere da eventuali attacchi di questo tipo, invece, numerosi camion idranti in posizioni strategiche lungo la strada.

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In conclusione, possiamo dire che Berlino può essere orgogliosa del suo Carnevale, ed è con le parole di una giornalista del quotidiano “Berliner Morgenpost”, uno dei più conservatori della Capitale, che anche noi ci rivolgiamo a chi non sappia apprezzarlo: «Sicuramente i berlinesi tendono a provare fastidio nei confronti delle numerose manifestazioni della Capitale, soprattutto da queste che costringono a grosse interruzioni sulle strade e lunghe code nel traffico [..] Negativo, quindi? No. Chi non vuole rimanere bloccato con l’auto si deve informare prima oppure, semplicemente, utilizzare i mezzi pubblici. Ma, soprattutto, deve rallegrarsi ed essere orgoglioso che Berlino abbia tanto da offrire, che non sia mai noiosa, e che piaccia a così tante persone in tutto il mondo. Già questo, di per sé, dovrebbe essere un motivo per festeggiare».

Il Carnevale finirà quest’oggi. Approfittatene.

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Un momento del Carnevale

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