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Il video è scioccante. Siamo nel quartiere chic di Prenzlauer Berg, a Berlino. Zona popolata da Hipster e da una giovane borghesia liberal amante del multiculturalismo da villaggio vacanze. In un viale alberato, costeggiato da palazzi eleganti, un giovane arabo viene ripreso mentre prende a cinghiate un ragazzo che porta la Kippah, il tipico copricapo ebraico. A riprenderlo è proprio il ragazzo colpito. Un gesto violento di antisemitismo che sorprende soltanto chi fino ad oggi non ha voluto vedere. Il ragazzo picchiato mantiene la calma mentre continua a filmare, ma dalla sua voce traspare tutta la paura e l’orrore per quella mattanza.

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A dicembre scorso una folla inferocita di un migliaio di islamisti vogliosi di Pogrom sfilò a Berlino sotto la porta di Brandeburgo, urlando morte agli ebrei e non successe nulla. Al contrario, alla televisione tedesca si susseguirono ospitate di musulmani sedicenti moderati che frignavano contro la crescente islamofobia rivendicando il loro ruolo di vittime. All’inizio dell’anno però la polizia ha dovuto ammettere, a denti stretti, che esiste un chiaro problema di antisemitismo crescente negli ambienti musulmani. Moschee, centri culturali islamici, scuole con alto tasso di studenti musulmani e famiglie arabe fomentano l’odio contro “l’eterno nemico ebreo”, al quale ultimamente si è aggiunto anche l’odio verso i cristiani, che secondo il ristretto immaginario islamista corrisponderebbero a tutti gli occidentali, definiti con spregio mangiatori di maiali.

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Tutta la sinistra, dai Verdi agli antifa, passando per la Spd e le onnipresenti femministe, ha sempre bloccato sul nascere ogni dibattito e ogni critica sul mondo musulmano, usando l’accusa di razzismo e islamofobia come una clava. Di fatto questa censura del pensiero critico operata dalle élite culturali tedesche ha funzionato come scudo protettivo per gli antisemiti, che in quegli ambienti hanno potuto prosperare indisturbati raggiungendo un’egemonia culturale tale per cui oggi nessuno osa andargli contro.

Il ruolo di tutor degli islamisti non viene esercitato solo dalla sinistra tedesca. Un po’ tutta l’area liberal europea che ha sostenuto e continua a sostenere l’immigrazione a piè sospinto, è da sempre impegnata a proteggere il mondo islamico da ogni critica ragionata, arrivando a paradossi come la difesa del velo imposto alle bambine o il rifiuto di parlare di infibulazione, matrimoni combinati e altri usi tribali intollerabili, che se fossero praticati da un gruppo etnico-religioso diverso avrebbero scatenato tutto il furore morale dei liberal.

Proprio in virtù del passato tedesco però, questa è un’onta che difficilmente potrà continuare a passare sotto silenzio. Se lo stato di diritto tedesco non vuole apparire impotente, se non addirittura complice, dovrà suonare la campana, forte e chiaro questa volta, e dichiarare tolleranza zero vero ogni forma di antisemitismo. Un sentimento d’odio assolutamente intollerabile, specialmente in questo Paese.

Ascolta il file audio

Lettura di Leopoldo Innocenti

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L’aggressione al ragazzo ebreo, ripresa da lui stesso

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Questa volta i media tedeschi hanno dato spazio all’episodio fin da subito

© Youtube “Die Welt”

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