Adele e Ernst Albrecht © CC BY-SA 3.0 Axel Hindemith

È figlia d’arte, se così si può dire, essendo stato suo padre, Ernst Carl Julius Albrecht (Cdu), Primo ministro della Bassa Sassonia. Stiamo parlando del ministro della Difesa tedesco Ursula von der Layen (Cdu). Nata a Bruxelles, di nobili origini (il padre era pronipote del barone Ludwig Knoop), dopo aver vissuto a lungo all’estero ed essersi laureata in medicina presso l’Università di Hannover, entrò “tardi” nella politica attiva, divenendo prima ministro della Famiglia (2005-2009) e poi ministro del Lavoro e degli Affari sociali, entrambi i mandati sotto i governi presieduti dalla Cancelliera Angela Merkel. Nel dicembre del 2013 ricoprì la carica di ministro della Difesa, succedendo al compagno di partito Thomas de Maizière.

Con lei per la prima volta la Germania ha avuto un ministro della Difesa donna. E forse non si è mai trovata del tutto a suo agio in questo ruolo, evitando all’inizio dell’incarico di farsi fotografare vicino a determinate attrezzature militari e ignorando il linguaggio tecnico dell’ambiente in cui si era trovata ad operare. L’ambiente militare non è facile e i problemi cui ha dovuto far fronte il Ministro non sono stati pochi, ad iniziare dalla carenza praticamente cronica di personale nella Bundeswehr, le Forze Armate tedesche, da diverso tempo sotto organico. Poi ci sono state le accuse di voler rimandare le decisioni in merito agli appalti per l’acquisto di armi e attrezzature belliche, procrastinando le decisioni a dopo le prossime elezioni di settembre, lasciando il cerino probabilmente in mano al suo successore. Questo ad iniziare dalla controversa fornitura di corvette per la Marina, costruite dai cantieri della “Thyssen Krupp marine system” e della “Lürssen”, il cui appalto miliardario è lievitato nel corso del tempo, scatenando così le critiche da parte delle opposizioni, Verdi e Linke in testa. Il ministro Von der Layen è ben memore di altri acquisti non proprio eccezionali fatti da parte dei suoi predecessori, quali gli aerei da trasporto A400M (che l’hanno lasciata a terra durante visite ufficiali all’estero) e il primo lotto delle corvette K130, sempre commissionate alla Thyssen Krupp.

Poi c’è stato il problema degli scandali all’interno delle Forze Armate. Sopra agli altri i fatti della Caserma di Pfullendorf, dove si sono verificati abusi sessuali e umiliazioni a soldati di ambo i sessi da parte dei commilitoni, con la copertura dei superiori, e le discriminazioni e le molestie subite da un soldato presso Bad Reichenhall, cittadina bavarese.

Eppure aveva provato il Ministro a risollevare l’immagine delle Forze Armate, anche con una campagna pubblicitaria per l’arruolamento, con tanto di fiction su Youtube (per la quale peraltro fu aspramente criticata). Ha inoltre ampliato recentemente l’organico, aggiungendo un’altra arma oltre le usuali (Esercito, Marina e Aeronautica) completamente dedicata alla guerra cybernetica, per la quale ha ricevuto altre critiche anche da alcune parti della Bundesweher stessa, temendo forse una perdita di controllo del comando ed un calo di risorse.

Saranno tutta questa serie di episodi messi assieme che l’hanno irritata, fatto sta che il Ministro ha aspramente criticato le Forze Armate nella trasmissione “Berlin Direkt, andata in onda il 30 aprile scorso sulla rete televisiva nazionale Zdf. Ha usato parole ben chiare, affermando che c’è “un problema di atteggiamento e una mancanza di leadership all’interno delle Forze Armate, a diversi livelli”, oltre a un “frainteso spirito di corpo”, in particolare riferimento alle coperture offerte da parte dei vertici militari agli episodi sopra citati e ai fatti recenti che hanno visto un 28enne estremista di destra (Franco A.) che aveva fornito una doppia identità come rifugiato siriano, ed era stato sospettato di preparare un attacco terroristico. “Abbiamo bisogno di un dialogo molto più aperto ed ampio. Molto può essere tollerato, ma non l’estremismo politico di destra o quello religioso”, ha detto chiaramente la von der Layen. I commenti riguardo a queste sue affermazioni sono stati numerosi su tutti i giornali, rimarcando oramai una sorta di separazione netta fra gli alti strati militari e il loro “comandante in capo”, che rende certamente difficile un rapporto lavorativo sereno.

C’è più di qualche sospetto che quest’uscita del Ministro rappresenti una sorta di “addio alle armi”, in vista delle elezioni del prossimo 24 settembre.

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Manderebbe i suoi figli in una missione all’estero?

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