Julian Assange © CC BY-SA 2.0 David G Silvers.

In un periodo storico in cui le guerre si susseguono tutt’attorno a noi europei, e in cui gli attentati vengono ahimè fatti anche nelle nostre città, il tema della sicurezza è diventato centrale per tutte le nazioni.

Ma la sicurezza non è soltanto di carattere fisico, bensì anche informatico. Lo hanno dimostrato le recenti polemiche occorse a seguito delle ultime rivelazioni di Wikileaks in merito all’attività di spionaggio operata dalla Cia a Francoforte ai danni di Istituzioni e comuni cittadini. Lo dimostrerebbero i supposti attacchi informatici portati a termine da hacker russi durante la recente campagna elettorale statunitense.

In un mondo connesso da un punto di vista informatico, dove perfino le macchine che guidiamo possono essere manomesse attraverso l’elettronica collegata ad Internet, o dove il nostro televisore di casa può, a quanto pare, diventare un mezzo elettronico per spiarci, la sicurezza in questo settore è diventata sempre più rilevante.

In Germania nelle prime nove settimane dell’anno sono stati ben 284 mila gli attacchi informatici ai sistemi delle Forze Armate. Proprio per questa ragione il Governo tedesco ha deciso di correre ai ripari. Così ieri il ministro della Difesa tedesco, Ursula von der Layen (Cdu) si è recato a Bonn per inaugurare ufficialmente un nuovo centro militare per la sicurezza informatica denominato “Cir” (Cyber- und Informationsraum), più o meno centro per le informazioni cybernetiche. Inizialmente questa nuova unità, del tutto equiparata alle altre armi della Bundeswehr (le Forze Armate tedesche), ossia esercito, aeronautica e marina, sarà composta di 260 uomini. Successivamente dovranno salire a 13.500 per arrivare a circa 15 mila entro il 2021. Inoltre ci sarà un’altra piccola unità operativa, denominata “Cno” (Computer-Netzwerk-Operationen), una sorta di centrale per le operazioni di rete computerizzate, che si occuperà espressamente delle reti, dei sabotaggi e quant’altro inerente le operazioni di oscuramento di siti. Quest’ultima unità per il momento di 60 uomini dovrà passare a 80. A capo dell’intera struttura sarà il tenente generale Ludwig Leinhos.

Naturalmente non sono mancate le polemiche al riguardo. C’è chi si è subito detto a favore dell’iniziativa, come il Segretario di Stato presso il ministero della Difesa, Katrin Suder (Cdu), e chi, come la deputata dei Verdi Agnieszka Brugger, vede al contrario nell’iniziativa del ministro von der Layen un pericolo per il libero sviluppo di Internet. In pratica si teme che si stia formando una sorta di “grande fratello” che controllerà ogni aspetto del web. “Se si vuole difendere i nostri sistemi c’è anche bisogno di sapere come agisce un potenziale aggressore”, ha detto al riguardo Leinhos. E ha proseguito: “Dal momento che si è connessi in rete si è costantemente bersaglio di attacchi. Non ci sarà nessun momento in cui le infrastrutture non saranno attaccate, sarebbe Naif pensarlo”.

Le polemiche non finiscono qui. L’informatico Thomas Reinhold dell’Istituto per la politica della ricerca e della sicurezza presso l’Università di Amburgo mette in guardia circa la necessità delle Forze Armate di essere offensive, giacché “il cyberspazio non contribuisce al disarmo internazionale. In pratica più armi e meno internet. Per non parlare del possibile conflitto di competenze che si potrebbe sviluppare in questo campo tra ministero della Difesa e quello degli Interni.

Al momento il problema più grande sembra essere quello del reclutamento di questi esperti d’informatica. Il mercato in questo campo offre buone prospettive economiche e andare sotto l’esercito per svolgere tale mestiere non è esattamente il sogno dei novelli hacker.

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Un esempio di un hacker in azione

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