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Marlene Dietrich in Morocco – Trailer

Prima o poi, immancabilmente, amici o sconosciuti, finiscono per rivolgervi due domande: “Siamo una metropoli?”, e “Lieben Sie Berlin?”, ama Berlino. La prima risposta è facile. Non siete una metropoli, finché continuerete a chiedere se lo siete. I berlinesi soffrono di un evidente complesso nei confronti delle altre grandi cittá d’Europa, Parigi, Londra, Roma o Madrid. Storicamente comprensibile: sono stati gli ultimi ad arrivare, quasi alla fine dell’Ottocento.

Siamo una metropoli? I berlinesi vorrebbero competere con Londra, e conservare l’atmosfera paesana e tranquilla di un recente passato, quando la cittá divisa dal muro era una sorta di isola, assediata e tuttavia preservata dai problemi consueti delle capitali europee, a cominciare dal traffico. Nella larghissima Kurfürstendamm, le auto private sono costrette in un angusto corridoio, e ovunque si dá la precedenza agli intoccabili ciclisti. Chi oserebbe a Parigi avventurarsi in bicicletta intorno all’Arco di Trionfo?

Marlene-Dietrich-©-Flickr-Mauricio-Navarrete-Contrear-CC-BY-SA-3

I berlinesi sostengono con orgoglio masochistico che la loro cittä è inquinata. Durante la divisione, quando il vento spirava da Est, si avvertiva l’inconfondibile odore dell’aria del settore orientale, mista agli effluvi della cattiva benzina e dell’antiquato riscaldamento a carbone. Un’aria d’altri tempi. Paradossalmente la prova che la cittá circondata da immensi boschi e laghi, e con grandi parchi in ogni quartiere, era ed è meno inquinata che altrove. In quale metropoli ci si accorge ancora da che parte tira il vento? Io credo persino di avvertire un sottile profumo di mare quando le raffiche giungono dal nord, dal vicino Baltico. Konrad Adenauer sosteneva di avvertire alla Porta di Brandeburgo un sentore della steppa siberiana. Anche il Cancelliere renano non amava Berlino.

I berlinesi non comprendono che in una metropoli non si vive, ma si sopravvive. Tra gas di scarico e delinquenza, ingorghi e indifferenza umana, pigiati in un bus, soffocati in metropolitana. Qui, si viene presi dal panico se ci si imbatte in una coda al venerdì pomeriggio, se un autobus non rispetta al minuto indicato alla fermate, anche se il guidatore emette il biglietto, e arriva a scendere per aiutare le signore con giungono con l’erede in carrozzina. Eppure nessun abitante di una metropoli vorrebbe veramente vivere altrove, in un idilliaco villaggio da romanzo inglese. Magari lo sostiene, e qualcuno emigra sul serio, per poi pentirsene. La vita in una metropoli è una droga. Fa male, ed è difficile, o impossibile, rinunciarci.

Difficile amare chi non ama se stesso. Alla domanda “Lieben Sie Berlin?”, rispondo di no. Eppure non ho mai abitato tanto a lungo in una cittá, persino nella stessa casa. Non amo Berlino, aber ich bin von Berlin fasziniert, mi affretto a precisare, non solo per diplomatico quieto vivere. Berlino è una diva, come la sua icona, la Marlene Dietrich in calze nere, la freche Lola dell’Angelo Azzurro“. Non si puó amare una diva, ma se ne è affascinati, stregati.

Marlene-Dietrich-©-CC-BY-SA-4.0-Erasmo-de-Havilland

Non è la bellezza a creare una diva. Il fascino di una Greta Garbo, di una Marilyn Monroe, e appunto di Marlene, nata a Berlino, sepolta a Berlino, poco amata dai suoi concittadini, è difficile da spiegare. Altre donne sono piú belle, gentili, comprensive, eppure non saranno mai una diva. Come le cittá. Alcune ti fanno sentire subito a casa, altre non si concedono mai fino in fondo, eppure non riesci a staccartene.

Si è una diva anche senza maquillage, magari con qualche ruga, anzi ancor piú grazie ai segni della vita, in abito da sera scintillante di pailettes, o in vestaglia, persino con le calze nere smagliate, sul palcoscenico sotto i riflettori a cantare “Ich bin vom Kopf bis Füss auf Liebe eingestellet“, sono fatta per l’amore dalla testa ai piedi, o in cucina a preparare uova al tegame e Bratkartoffeln per i suoi amanti, come appunto Marlene.

Berlino è sciatta, arrogante, la voce roca, tenera e distante, seducente e gelida, appassionata e distratta, scomoda e caotica, infantile e materna, elegante e mai in ordine. È una donna che non ti accoglie e non ti lascia andare, ti seduce e non si concede. Una città insopportabile, una donna che non cerca di farsi amare, e che non puoi dimenticare. Berlino non è una metropoli, Berlino non è da amare. Berlino è una diva. Qualunque cosa significhi.

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Dimmi dove sono i fiori

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