Italia - Germania © il Deutsch-Italia

Italia – Germania © il Deutsch-Italia

Italia e Germania hanno dato i natali ad artisti di altissimo spessore, basti pensare a nomi come Verdi o Wagner, rinomati musicisti che oramai sono entrati a far parte dell’ethos popolare dei rispettivi Paesi. Si pone però un dilemma: che rapporto intercorre tra l’Opera tedesca e quella italiana? Sono queste antagoniste o complici?

Se si ripensa ai tempi passati emerge subito la rivalità tra i due famosi compositori Wagner e Verdi. Rivalità che fu creata a parer di Carolyn Abbate, professoressa di musica presso l’Università di Harvard, dai circoli intellettuali dell’epoca i quali sembravano avere una maggiore predilezione per le opere del maestro tedesco rispetto a quelle del compositore italiano.

Le figure di questi due grandi artisti si prestano facilmente alle antitesi: tedesco vs. italiano, introspettivo vs. rivoluzionario, popolare vs. mitologico. Queste due grandi personalità del mondo operistico presentano indubbiamente caratteri molto diversi, ma hanno anche in comune molto più di quanto ci si possa immaginare.

Arturo Toscanini

Arturo Toscanini

Sono rispettivamente vissuti in un’epoca di grandi cambiamenti sociali: basti pensare che nel 1848 vi fu la cosiddetta “primavera dei popoli”, rivoluzione che cercava di sovvertire l’assetto europeo imposto dal Concilio di Vienna del 1814 e di portare avanti idee costituzionaliste. Verdi, in questo frangente, fu uno degli intellettuali che supportò attraverso le sue opere i movimenti indipendentisti italiani. Il Nabucco è una tra le opere in cui si sente di più il grido denunciante l’oppressione dei popoli e la loro rivendicazione alla libertà. D’altro canto Wagner, seppur non abbia affrontato tematiche inerenti all’esaltazione della libertà e della giustizia sociale, partecipò attivamente ai moti del ‘48 tanto da dover poi fuggire in Svizzera per cercare rifugio.

Ma ecco apparire nella trama un legame italo-tedesco: l’amicizia che i due artisti condividono con il librettista Arrigo Boito. In una lettera di Wagner all’amico italiano si viene a conoscenza dell’ammirazione che il compositore sassone nutriva per il patrimonio culturale del Belpaese. Addirittura Wagner considerava proficua anche una collaborazione tra entrambe le culture artistiche, come egli stesso afferma nella lettera indirizzata ad Arrigo: «non si potrebbe trovare un matrimonio più giusto, di un matrimonio tra il genio italiano e quello tedesco».

Boito e Verdi invece portarono avanti una fruttuosa collaborazione artistica, che li vide entrambi partecipare alla nascita di due opere liriche molto famose, ossia i rispettivi “Otello” e “Falstaff”.

Wilhelm Furtwängler 1920 © Trude Fleischmann

Wilhelm Furtwängler 1920 © Trude Fleischmann

Se la competizione Wagner e Verdi segnò il XIX secolo, la competizione tra i due direttori d’orchestra Furtwängler e Toscanini ebbe un forte impatto nel secolo a venire. I due direttori sono sempre stati considerati personaggi insigni nel mondo musicale novecentesco seppur differenti in estetica e carattere.

Un’altra sana competizione tra i due Paesi è rappresentata da quella tra i due teatri lirici più famosi in Europa: La Scala di Milano e la Semperoper di Dresda. La Scala di Milano è considerata uno tra gli edifici più belli al mondo. Qui Verdi presentò al pubblico molte delle sue prime e la forma tipica del teatro “a ferro di cavallo” è stata in seguito ripresa dalle case dell’Opera di Vienna e di Parigi.

Anche la Semperoper di Dresda vanta di una ricca storia. Nel 1869 venne distrutta da un incendio e in seguito fu colpita dai bombardamenti che vennero inflitti alla città durante la seconda Guerra Mondiale. Il teatro lirico fu nuovamente ricostruito sotto il regime della DDR e la facciata del teatro si ispira all’architettura degli antichi teatri romani. È interessante vedere come anche la Germania abbia ricevuto influenze dal mondo romano e le abbia poi in seguito fatte proprie, sposandole con lo stile architettonico tedesco.

Altra tematica che avvicina Italia e Germania al mondo dell’opera è la lingua: si sa che la lingua dell’Opera per antonomasia è l’italiano, infatti anche Mozart scrisse molte delle sue opere comiche in lingua italiana, basti pensare al Don Giovanni. Solo in seguito la lingua tedesca si affermò nel panorama operistico, in particolar modo con l’avvento di Wagner che cambiò la precedente tendenza portando la lingua di Goethe sul palcoscenico ed introducendo la tematica della mitologia germanica. Se nel Settecento la mitologia greco-romana era in auge e ricopriva una funzione nobilitante in vari campi artistici, con l’entrata in scena del compositore di Dresda anche la mitologia germanica viene ad acquistare un nuovo prestigioso ruolo.

Sarah Ring and Opera friends © Dante Berlin

Sarah Ring and Opera friends © Dante Berlin

Alla luce di queste produttive collaborazioni che hanno portato ad una vantaggiosa sinergia tra i due Paesi europei nell’ambito musicale, la Società Dante Alighieri Berlin, che si propone come ponte tra Italia e Germania nell’ambiente culturale berlinese, invita caldamente a partecipare al concerto di natale “Opera&Spritz”. L’evento avrà luogo quest’oggi alle ore 18:00 presso la sede di eventi “Zunftwirtschaft in Arminiusstrasse, 2, 10551 Moabit.

Sarà un’immancabile occasione per poter ascoltare arie liriche italo-tedesche, cantate dall’ensemble musicale Sarah Ring and Opera Friends. In seguito vi saranno un aperitivo di finger food e una tombola fra soci e amici della Dante. Non lasciatevi sfuggire una serata all’insegna della musica lirica, dove l’Opera si combina ad un clima familiare e natalizio in un mix unico e coinvolgente.

.

La rivalità fra Toscanini e Furtwängler

© Youtube donaldcollup

Print Friendly, PDF & Email