La ragazza con la Leica © Guanda editore

La ragazza con la Leica © Guanda editore

«Così era finita Gerda Taro, per non aver voluto abbandonare il fronte quando non c’era più nessuna speranza, ed era rimasta ferita a morte come tanti altri, in una strada polverosa; lasciò nelle sue foto testimonianza dell’enorme delitto che era stata la guerra. Aveva dedicato la sua splendida vita a un degno compito, a una giusta causa persa».

Il prossimo 8 novembre, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera, si terrà l’incontro con la scrittrice tedesca di origine polacca Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2018 con il romanzo “La ragazza con la Leica” (Guanda 2017). L’incontro sarà moderato da Cecilia Mussini dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco.

 

Il romanzo racconta la vita di una ragazza ribelle, Gerda Taro, il cui vero nome era Gerta Pohorylle, la sua gioia di vivere, l’amore per Robert Capa e per la libertà. Nonostante le sue origini borghesi, entra molto giovane a far parte di movimenti socialisti. Per tale motivo e per la sua origine ebraica, in seguito all’avvento del nazismo in Germania, decide di scappare a Parigi, dove conosce Robert Capa, che gli insegna l’arte della fotografia. Gerda Taro morirà a Brunete, in Spagna, travolta da un carro armato alla fine di luglio del 1937, ad appena ventisette anni, mentre documentava la caduta della Spagna repubblicana.

Gerda Taro, Passo di Navacerrada, maggio 1937 © Helenajaneczek.com

Gerda Taro, Passo di Navacerrada, maggio 1937 © Helenajaneczek.com

Helena Janeczek (1964) è nata a Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. Ha esordito con una raccolta di poesie, Ins Freie, edita da Suhrkamp nel 1989. Nel 1997 pubblica con Mondadori, Lezioni di tenebra, la sua prima opera di narrativa in italiano. Il libro, oggi disponibile in una nuova edizione per i tipi di Guanda, affronta a partire dall’esperienza autobiografica, il tema della trasmissione di madre in figlia di una memoria tabù segnata dalla deportazione della madre a Auschwitz. Vince il Premio Bagutta Opera Prima e il Premio Berto, riceve elogi importanti da scrittori come Lalla Romano e Erri de Luca. Segue Cibo (Mondadori, 2002), mosaico romanzesco di storie che indagano il rapporto, felice o problematico, di donne (e uomini) con il cibo, il corpo e i desideri e le memorie che vi si intrecciano. Nel 2012 è stato ripubblicato Bloody Cow (Il Saggiatore), pamphlet visionario sulla “Mucca Pazza” e tributo a Claire Atkinson, una ragazza inglese vegetariana tra le prime vittime del morbo.

Gerda e Pieter Bote a Stoccarda © Helenajaneczek.com

Gerda e Pieter Bote a Stoccarda © Helenajaneczek.com

Le rondini di Montecassino del 2010 (Guanda) è un romanzo che intreccia fiction e non-fiction, collegando continenti e spaziando tra l’oggi e la battaglia del ‘44, per scandagliare il portato e il lascito della Seconda Guerra Mondiale attraverso le storie dei reduci e dei loro discendenti. Con quest’opera, l’autrice ha vinto il Premio Napoli, il Premio Pisa e il Premio Sandro Onofri.

Negli ultimi anni Helena Janeczek ha partecipato a diverse opere collettive: Nell’occhio di chi guarda; scrittori e registi di fronte all’immagine (Donzelli, 2014), Festa del Perdono; Cronache dai decenni inutili (Bompiani, 2014), Milano (Sellerio, 2015), La formazione della scrittrice (Laurana, 2015), Dylan Skyline;  dodici racconti per Bob Dylan (Nutrimenti, 2015), Il racconto onesto (Contrasto, 2015), Con gli occhi aperti: 20 autori per 20 luoghi (Exorma, 2016) e L’agenda ritrovata; Sette racconti per Paolo Borsellino (Feltrinelli, 2017). I racconti La minaccia fantasma (Sellerio) e Pochi gradi di separazione (Feltrinelli) sono disponibili in versione e-book. La ragazza con la Leica (Guanda, 2017) è il suo terzo romanzo.

Helena Janeczek è cofondatrice del blog letterario Nazione Indiana. Ha collaborato con Nuovi ArgomentiAlfabeta2 e Lo Straniero e scritto per giornali come La Repubblica, L’Unità, il Sole 24Ore e Pagina 99. Ha lavorato nell’editoria come consulente per la narrativa straniera. A Gallarate, dove vive con suo figlio e due gatti, organizza il festival letterario SI Scrittrici Insieme.

 

Biografia tratta da http://www.helenajaneczek.com/biografia.html

In lingua italiana e tedesca

In collaborazione con: Forum Italia e.V.

Ingresso libero, prenotazione obbligatoria presso www.iicmonaco.esteri.it

Dove: IIC Monaco di Baviera, Hermann-Schmid-Str. 8, 80336

Quando: giovedì 8 novembre alle 18:30

Per ulteriori informazioni: Istituto Italiano di Cultura,  Maria Cristina Salati
Tel.: 0049 /89/74 63 21-28 (9 –14 h) Fax 0049/89/74 63 21-30
culturale.iicmonaco@esteri.it

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