Ha aperto ieri l’Oktoberfest, la grande festa della birra (fino al 3 ottobre) che tanto piace agli italiani, da sempre i migliori clienti. Ma come fare affluire migliaia di turisti ogni giorno, trecentomila almeno al sabato e alla domenica, lasciarli scatenare tra montagne di Würstel e boccali di birra, e garantire la massima sicurezza? Le misure sono severissime, senza precedenti, ma si teme un attentato con un camion come a Nizza, a Barcellona, e lo scorso Natale al mercatino nel pieno cuore di Berlino.

Già l’anno scorso, a causa del timore di un attacco terroristico, i visitatori furono cinque milioni e 600mila, trecentomila in meno rispetto all’anno precedente. E lontano dal record assoluto di sette milioni. Appena due mesi prima, il 19 luglio, un giovane di origine iraniana, ma con passaporto tedesco, aveva ucciso nove coetanei e poi si era tolto la vita. Monaco era rimasta paralizzata per ore, nel timore che fossero in azione diversi terroristi.

Oggi si ha paura che la sagra della birra possa diventare il bersaglio di un commando dell’Isis, e non di un giovane isolato. La festa si svolge inoltre in piena campagna elettorale, si vota il 24 settembre, e per i servizi segreti i terroristi potrebbero entrare in azione per influire sul voto. Un attentato, anche se dovesse fallire, favorirebbe i populisti dell’AfD, che accusano la Cancelliera Merkel di aver aperto le frontiere all’invasione islamica.

Quest’anno i camion dei fornitori non potranno entrare sul prato, vasto 42 ettari, fino a tarda mattina come nelle passate edizioni. Il carico dovrà essere consegnato entro le nove, e i primi visitatori saranno ammessi dopo le dieci, e non dalle otto come avveniva in passato. Borse, zainetti, valige verranno controllati come negli aeroporti. I posteggi dei taxi sono stati spostati lontano dalla zona a rischio, nelle strade adiacenti per centinaia di metri sarà vietato la sosta. In azione saranno a turno non meno di 600 poliziotti, e fino a 1.000 il sabato e la domenica. La folla sarà controllata da 32 videocamere. Squadre con cani addestrati ad “annusare” gli esplosivi pattuglieranno di continuo i padiglioni. Basterà? «Non vogliamo tramutare l’Oktoberfest in una fortezza», dichiara il ministro degli Interni, il cristianosociale Joachim Hermann, «ma sarebbe irresponsabile non prendere sul serio la minaccia islamica».

All’Oktober avvenne un attentato la sera del 26 settembre del 1980. Una bomba artigianale nascosta in un cestino della spazzatura, posto a uno degli ingressi, provocò 13 mori e 211 feriti, molti gravi. L’autore sarebbe stato Gundolf Kohler, membro di un gruppo neonazista, che perì a sua volta nell’esplosione. Ma il caso non fu mai chiarito del tutto, e i servizi segreti impedirono che si potesse indagare a fondo. Improbabile che Kohler abbia agito da solo senza l’appoggio del suo gruppo, vietato nel gennaio di quell’anno, che godeva di forti appoggi in Baviera. L’Oktoberfest non venne sospesa, e anche allora era in corso la campagna elettorale che vedeva il Cancelliere Helmut Schmidt contro Franz Josef Strauss, il leone della Baviera, come veniva chiamato. Infine, per far quadrare i conti, in previsione di un calo dei visitatori, aumenteranno i prezzi: un Mass, il boccale di birra da un litro, costerà dieci euro e 95, l’anno scorso ne furono tracannati 6milioni e 600mila. E da mangiare si consumò anche di meno: 109 buoi contro i 122 del 2015. In bilancio, 58 vitelli, oltre 28 tonnellate di mandorle tostate. E i clienti hanno lasciato una montagna di 772 tonnellate di spazzatura. A testa si spende in media per 74 euro, e il fatturato complessivo sfiora il miliardo di euro.

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I preparativi per la Festa di quest’anno

L’attentato del 1980

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