“Erklär mir Italien!”, è il titolo del libro a quattro mani di Roberto Saviano e Giovanni di Lorenzo. Spiegami l’Italia, ma il punto esclamativo è importante. È l’invito, anzi la sfida, che si sentono rivolgere da anni gli italiani che vivono in Germania. Se cerchi di spiegare al di là dei luoghi comuni, ti guardano già con sospetto. “Wie kann man ein Land lieben, das einen zur Verzweiflung treibt?”, si chiede infatti il sottotitolo, come si può amare un Paese che spinge alla disperazione? (Kiepenheuer & Witsch Verlag, 255 pagine, 20 euro). In copertina la foto di una coppia in Vespa, casco tricolore in testa, che passa davanti a un’edicola con la Madonna e il bambino. Una sintesi di come ci vedono all’estero, non solo a casa di Frau Angela.

Giovanni di Lorenzo, 58 anni, nato a Stoccolma, doppio passaporto, padre di Rimini, madre tedesca, è il direttore della “Zeit”, settimanale dall’aspetto orgogliosamente antiquato (come il nostro vecchio Espresso), l’unico che non perde copie e pubblicità. Confesso di fare il tifo per la “Zeit”, perché sono giornalista, perché la leggo dal lontano 1969, e da italiano per di Lorenzo (sarò un nazionalista?). Roberto Saviano è di vent’anni più giovane, e il suo “Gomorra” ha venduto oltre 700mila copie in Germania.

Roberto Saviano © CC BY-SA 2.0 Flickr Giancarlo Belfiore ijf10

Il libro è un lungo dialogo telefonico durato due anni, tra Amburgo e New York, dove per sicurezza vive Saviano. Si sono incontrati anche segretamente a Berlino. Sono riusciti a far capire l’Italia? Non ci è mai riuscito nessuno, neppure del tutto Luigi Barzini con il suo “Italiani”, uscito nel 1964 e sempre attuale, ma la coppia Roberto-Giovanni non poteva fare di meglio, evitando trappole, sfidando i pregiudizi, senza salire in cattedra. Giovanni di Lorenzo è grato al compagno perché non gli rivolge la domanda “se si senta più italiano o tedesco”. Saviano ricorda “tutte le cose che ama dell’Italia”. Nonostante tutto.

Giovanni di Lorenzo fa apparentemente da spalla, ma è lui il regista del dialogo, e guida il partner, tra domande e risposte. Dalle mamme italiane (sono belve che difendono i loro cuccioli, anche i baby killer raccontati nella “Paranza dei bambini”), al partito comunista, una seconda Chiesa, alla mafia, che sta sempre dalla parte del vincitore, da Mussolini a Berlusconi (un tipico italiano). Fino a Lampedusa che, giustamente, avrebbe meritato il Nobel: che significa essere orgogliosi del proprio Paese? Saviano ha il merito di affrontare argomenti in apparenza scontati, senza voler essere originale a tutti i costi.

A Berlino, sentii di Lorenzo parlare (non ricordo dove e in quale occasione) della situazione in Italia. Gli italiani intorno a me erano offesi e disgustati: non si deve parlare così del proprio Paese. Ma Di Lorenzo aveva ragione e stava spiegando una triste verità. Sono stato testimone a Francoforte, in occasione della Fiera del Libro, dell’accoglienza tributata a Saviano. In un teatro, il pubblico balzò in piedi e l’applaudì per cinque minuti, forse più a lungo. Tristi applausi, paradossalmente, per il Paese che costringe un autore a vivere sotto protezione per aver scritto un libro. Il libro è rivolto ai tedeschi, ma andrebbe tradotto, penso che lo sarà sicuramente, perché gli italiani sicuri di sapere tutto su se stessi, scoprirebbero di sbagliarsi.

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Il film tratto da Gomorra

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