Sergio Mattarella © Presidenza della Repubblica via WC

Il siciliano Mattarella si è comportato da tedesco? Naturalmente ho le mie idee, ma da Berlino non mi compete entrare nella polemica: il Presidente è andato oltre i suoi poteri o meno? La nostra Costituzione e la Grundgesetz, che alcuni si ostinano a tradurre alla lettera con Legge Fondamentale, sono molto simili, se non identiche, in più di un articolo, anche perché furono imposte, o consigliate a Italia e Germania sconfitte dalle potenze vincitrici. Naturalmente non nella legge elettorale e non per quanto riguarda la struttura statale: la Germania è una Repubblica federale e noi no, anche se poi abbiamo cercato di trasformarci per accontentare la Lega. E furono gli americani a volere una Germania federale a evitare la rinascita della grande Deutschland, ridisegnarono i Länder e cancellarono ingenuamente la Prussia dalla carta geografica.

Ma il nostro Presidente e il suo collega tedesco hanno un ruolo quasi identico. Sono loro a nominare il presidente del Consiglio o il Cancelliere, designati dal Parlamento. Ma possono compiere una loro scelta se sono possibili maggioranze diverse, e nessuno urla al colpo di Stato. Avvenne, ad esempio, nel 1969: la Cdu-Csu conquistò la maggioranza assoluta, e si dava per scontato che si sarebbe alleata con l’Fdp, una coalizione annunciata durante la campagna elettorale. Invece il presidente Gustav Heinemann diede l’incarico a Willy Brandt appoggiato dal liberale Walter Scheel. Forse va ricordato che Heinemann era socialdemocratico prima di essere eletto Presidente nel marzo di quell’anno, come Willy. Cambiò la storia della Germania e dell’Europa, Brandt poté avviare la sua Ostpolitk che vent’anni dopo avrebbe portato alla caduta del Muro. In un certo senso fu tuttavia una forzatura, l’Fdp si divise e nel 1982 per la prima volta si dovette ricorrere a elezioni anticipate.

Gustav Heinemann © Bundesarkiv B 145 F028544-0006

Ma il punto che interessa oggi di più è: può un Presidente tedesco rifiutare un ministro proposto dal Cancelliere? E anche a Berlino i costituzionalisti si dividono: ja e anche nein. Dipende, come consiglia il buon senso, lo spirito del compromesso che dovrebbe stare alla base della politica. Il Presidente deve tener conto del potere del Cancelliere, che lo riceve dal Parlamento. Ma il Presidente è eletto dall’Assemblea nazionale, dal Bundestag, più la Camera delle regioni, a cui si aggiungono i cittadini più degni e rappresentativi scelti dai partiti e da tutti gli organismi sociali. Il Bundespräsident rappresenta dunque l’unità nazionale, e va a sua volta rispettato. Il Cancelliere non rappresenta “tutto il popolo sovrano”. E come Mattarella, il Presidente tedesco è il garante dei trattati internazionali. Si può preoccupare se un ministro li vuole mettere in discussione, e annuncia di non volerli rispettare.

Nella storia della Repubblica Federale, il conflitto tra Cancelliere e Presidente si ebbe una sola volta, nel 1965. Ludwig Erhard propose Erich Mende come ministro per i Problemi intertedeschi e Gerhard Schröder come ministro degli Esteri. Si tratta di un caso di omonimia con il Gerhard eletto Cancelliere nel ‘98. Il primo Schröder era nato nel 1910 ed era cristiano-democratico. Finì alla pari: Mende non venne confermato, Schröder sì. Come Mattarella, Lüblke motivò la sua opposizione sostenendo che i due ministri proposti non avrebbero adeguatamente difeso gli interessi del Paese. I costituzionalisti, in maggioranza, sono dell’avviso che il presidente se ha buoni motivi possa opporsi alle scelte del cancelliere, ovviamente spiegandole. È avvenuto altre volte ma dietro le quinte.

Frank-Walter Steinmeier © il Deutsch-Italia

Appena nei mesi scorsi, il presidente Frank-Walter Steinmeier è intervenuto, diciamo pesantemente, per risolvere la crisi che si trascinava da mesi dopo il voto del 24 settembre. Il suo ex partito, l’Spd, voleva andare all’opposizione, scelta legittima, ma dopo il rifiuto dei liberali a entrare nel governo Merkel, ciò avrebbe portato a nuove elezioni. L’AfD, il partito dell’estrema destra, giunto in terza posizione, avrebbe aumentato i voti, e forse persino superato i socialdemocratici. Steinmeier convocò il leader dell’Spd Martin Schulz e lo convinse a cambiare idea o, almeno, a consultare la base del partito. L’intervento del Presidente fu dunque chiaramente politico, ma per il bene del Paese. La situazione a Roma è rovesciata, ma la decisione finale non cambia.

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Il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

© Youtube Italianamente

 

E la lettera di Paolo Savona dopo la decisione del Presidente

© Youtube Lettere

 

Per gentile concessione di Italia Oggi

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