Ursula von der Leyen © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Cosa possono cantare i soldati in marcia, sempre che oggi marcino ancora, se non nelle parate? Ma cantano all’osteria, e nelle mense delle caserme. La ministra della Difesa Ursula von der Leyen (Cdu) si rende sempre meno amata dalle sue truppe, vuole cambiare nome alle caserme ancora dedicate a vecchie glorie naziste, ed ha vietato il LiederbuchKameraden singt!”, cioè la raccolta di canzoni e di inni militareschi riuniti sotto il titolo “Cantate camerati!”

La ministra, il femminile esiste in tedesco, Frau Ministerin, ha il sospetto che le forze armate nascondano in seno un’anima reazionaria, e ha avviato un’inchiesta sul caso di un militare che sarebbe appartenuto a un’organizzazione terroristica. Ora l’accusano di aver esagerato, almeno nei modi, mettendo sotto accusa tutti i militari senza distinzione. Siamo sotto elezioni e non bisogna perdere voti, ma sospetto che Frau Ursula sconti la colpa di essere donna, energica per quanto minuscola, esile e bionda.

Molti suoi sospetti sembrano piuttosto fondati, ma non le perdonano di non aver rispetto per la tradizione. Cosa è lecito cantare? Gli inni militari sono maschilisti e un po’ violenti, in tutto il mondo. Nessuno in Italia dovrebbe difendere “Faccetta Nera”, bella abissina, con quel che segue. Però “Tripoli bel suol d’amore”, sembra romantica, eppure continua “…sarai italiana al rombo del cannone”. Si canta uno stupro.

© CC BY-SA 4.0 Erichvoned

I veri soldati sono inclini alla malinconia, come suggeriscono i canti degli alpini. Si pensa a quando e al se si tornerà a casa. Non a uccidere più nemici che si può. La canzone che mi piace di più è “Addio mia bella addio…”, se non partissi anch’io sarebbe una viltà. Come dire, proprio non mi andrebbe, ma come fare a non seguire gli altri?

A Frau Ursula non piace “Schwarzbraun ist die Haselnuss”, nera e marrone è la nocciola. Sembra innocente ed invece è nostalgica: noi avevamo le camicie nere, loro le camicie brune. Non gradisce neanche il “Panzerlied”, l’inno dei carristi, e il “Westerwaldlied”. I militari insorgono: le abbiamo sempre cantate, ma come i loro padri e nonni con la divisa del III Reich. Perché non cantate Lili Marlen? Si domanda Frau Ursula, madre di sette figli. La cantavano anche gli inglesi, i francesi e gli italiani, noi, gli alleati, e perfino i nemici. Una canzone d’amore, sotto la lanterna davanti alla caserma.

I testi di “Kameraden singt!” sono stati scritti durante il nazismo, piaceranno ai soldati per il loro spirito cameratesco e virile, però sarebbe meglio almeno cambiarli e accontentarsi della musica. Naturalmente la polemica nasconde altri più seri problemi. Donald Trump ha ammonito gli europei a pensare a difendersi da soli, spendendo più per armi e personale. La Germania stanzia meno del due per cento del Pil, come dovrebbe secondo le norme della Nato. I carristi cantino quel che gli pare, ma buona parte dei loro Panzer sono in officina per riparazioni urgenti.

Spendere di più, ma come? Aumentando gli stipendi, o anche comprando nuovi aerei e fregate? E Frau Ursula ha grandi difficoltà a trovare nuove reclute, uomini e donne: i giovani non sono attratti dalla divisa, e buona parte dei volontari viene scartato alla visita. I ragazzi tedeschi sono fiacchi, sovrappeso, fumano troppo e di tutto, e si abbuffano di cibo spazzatura innaffiato da troppi boccali di birra. Se cantano marciando rimangono senza fiato dopo cento metri. Mi sembra un buon segno, ma i generali non la pensano come me.

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Ich hatte einen Kameraden (l’originale)

E la versione moderna

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