pagine-da-spiegel_2016_44Lutero superstar con un anno di anticipo. Il monaco finisce in copertina sabato su “Der Spiegel”, preceduto venerdì da “Die Woche”, il magazine della “Frankfurter Allgemeine”, e giovedì dalla “Zeit”. E tutti i quotidiani hanno dedicato paginate al monaco ribelle che Papa Francesco cerca di riabilitare. Lutero affisse le sue tesi sul portale della chiesa di Wittenberg 500 anni fa, il 31 ottobre del 2017, ma i festeggiamenti dureranno un anno, e nessuno ha voluto perdere l’appuntamento. Vedremo se i lettori premieranno la scelta editoriale. Solo “Focus”, che esce nella meridionale e cattolica Monaco, ha dedicato la copertina al tema più prosaico di come ridurre la pancia. Anche Martino, del resto, come dimostrano i ritratti di Cranach, era sovrappeso.

Un anniversario da sfruttare: arriva sul mercato una “Pasta Luther”, improbabili spaghetti protestanti. E una “Luther Bier”, storicamente più giustificata: Katharina von Bora, la moglie che diede sei figli a Martino, badava al bilancio familiare producendo e spacciando birra. Non manca un Lutero in formato ridotto, venduto come Gartenzwerg, un nanetto da giardino. Più seriamente, nelle librerie arriva almeno una dozzina di biografie e di saggi ma, almeno che non mi sia sfuggito, manca un libro che spieghi la riforma vista da Roma. E non è un caso che la biografia migliore sia stata scritta da un’inglese, Lyndal Roper, “Der Mensch Martin Luther (Fischer Verlag; 28 euro), un ritratto “umano”, e non agiografico. Lutero era visceralmente antisemita e, sostiene l’autrice, al di là delle convinzioni personali, usava termini violenti, “i cani ebrei”, perché sapeva che sarebbero piaciuti ai suoi seguaci. L’obbedienza cieca, che era o è una delle virtù luterane, avrebbe portato a Auschwitz. Cose già dette, per la verità.

u1_978-3-10-066088-6Un anno di celebrazioni, ma le chiese si svuotano, le protestanti e le cattoliche. Brauchen unsere Kirchen eine neue Reformation?” si chiede la “Bild am Sonntag”, il domenicale della popolare “Bild”, il quotidiano più venduto d’Europa. Le nostre chiese hanno bisogno di una nuova riforma?

Fra cattolici e luterani sono 390mila i fedeli che sono usciti dalla chiesa nel 2015. Un anno record per le Kirchensteuer, le tasse per la religione, esattamente undici miliardi e 460milioni. Fede e imposte sono in stretto rapporto: in Germania si paga l’8 per cento in più sulla tassa sul reddito, una stangata che molti decidono di evitare. Ma è necessaria una dichiarazione precisa: “non appartengo a nessuna fede religiosa”. Da quel momento non si ha più diritto ai “servizi religiosi”, dal battesimo all’estrema unzione. Sarebbe stato d’accordo Lutero che si ribellò anche contro la mercificazione della fede? Il 42 per cento dei tedeschi è favorevole ad abolire la tassa sulla fede.

Oggi, solo il 56 per cento appartiene a una Chiesa, e i cattolici, grazie agli emigrati, battono i protestanti: 23milioni contro 22, ma il dato è vecchio di un paio d’anni, nel frattempo sono diminuiti sia i fedeli di Roma che gli evangelici. I musulmani sono circa 4,5 milioni. Il 54 per cento dei tedeschi dell’Ovest, e l’84 dei cittadini della scomparsa DDR, sono convinti che i valori religiosi non abbiano più peso nella vita del Paese, secondo un sondaggio condotto dalla Emnid per conto della “Bild”. Nel 1965, andavano a messa la domenica 12milioni di cattolici, oggi sono appena due milioni e mezzo. E solo il 31 per cento crede che la Chiesa di Roma sia ancora adeguata al nostro tempo. Meglio i luterani, con il 58 per cento.

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Il Lutero della Playmobil

E quello della religione

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