Quando i berlinesi sono tornati dalle vacanze,  hanno trovato la metropoli bloccata dai lavori in corso. All’inizio di ogni estate continuo a illudermi. Partono tutti e finalmente troverò senza problemi un parcheggio sotto casa per la mia poco ingombrante utilitaria. Invece, approfittando dell’assenza dei cittadini, le autorità comunali si scatenano per eseguire lavori urgenti, con la promessa di finirli prima del rientro. E non la mantengono mai. Quasi in ogni strada c’è una Baustelle, un cantiere, piccolo o grande. Senza dimenticare i lavori di ristrutturazione di vecchi palazzi per sfruttare il boom edilizio. Si rimettono a nuovo le abitazioni e si raddoppiano gli affitti. I ponteggi invadono la strada con relativi divieti di sosta. Naturalmente, i cantieri sono ancora aperti in autunno, e il caos è programmato. Quest’anno ancora peggio, perché si vota il 24 settembre e il governo vuol dimostrare che spende per gli elettori.

Un sottopassaggio della Kurfürstendamm, il grande viale che attraversa quella che era Berlino Ovest, è chiuso da un anno, per sostituire le piastrelle. Alla mattina e alla sera, il traffico si blocca. Ho compiuto un breve viaggio in auto, partenza e ritorno di domenica per evitare i camion. Il ring intorno alla Capitale è un unico e interminabile cantiere, credo per 40 km. su 50. Ho percorso l’unica corsia libera rispettando il limite a 60 senza intoppi, ma era appena sorto il Sole. Sull’autostrada ho incontrato diversi lavori in corso, una Baustelle di 10 km. e un’altra di 7. Nessun operaio nei cantieri. Era domenica? Ma per gli interventi urgenti, in altri Paesi si danno da fare anche di notte sette giorni su sette.

In compenso a ogni chilometro, cartelli con faccette cangianti: rosse e scocciate all’inizio, rilassate verso la metà, dorate e sorridenti verso la fine. Quelli delle Baustelle pensano anche al mio umore, e sono ironici e cortesi. I lavori in corso sulle Autobahnen quest’anno sono 470, e si dovrebbe essere soddisfatti: nel 2016 erano 80 di più.

Le autostrade vanno a pezzi, molti tratti risalgono al boom del dopoguerra, e dimostrano l’età. Il ponte sul Reno a Duisburg è bloccato: i camion vengono pesati, possono passarlo quelli al di sotto delle 44 tonnellate. Ha 50 anni, e sui piloni appaiono le crepe. Un altro ponte sul Reno, a Leverkusen, è proibito per chi supera le tre tonnellate e mezzo. I ponti pericolanti sono in tutto 26.

Secondo l’86 per cento dei tedeschi si fa poco per le infrastrutture. E quando si fa, si lavora male. I binari tra Francoforte e Basilea hanno ceduto a causa dei lavori in corso per un centinaio di metri. La linea vitale per la Svizzera resterà bloccata per otto settimane. «Non sappiamo come sia stato possibile», alzano le mani i responsabili della Deutsche Bahn, le Ferrovie. Data prevista per la fine dei lavori, il 7 ottobre, chissà se verrà rispettata.

Gli investimenti pubblici sono saliti del 4,5 per cento nell’ultimo anno, si sono spesi 33miliardi in più dal 2013, da quando è iniziata l’ultima legislatura. Ma non basta. Servirebbero, si calcola, almeno 126miliardi, scrive “Die Woche”, il Magazin della “Frankfurter Allgemeine”. Entro il 2030 si dovrebbero spendere 270miliardi, di cui 142 per riparare le strade obsolete.

Le casse di Wolfgang Schäuble, il ministro delle Finanze, sono strapiene, 17 miliardi in più nel primo semestre, e i partiti si accapigliano su come spenderli: aumentare gli assegni sociali, aprire nuovi asili, o tappare le buche delle autostrade? Ma Schäuble non vorrebbe mollare neppure un euro. Meglio ridurre il debito, e lui poi è un irriducibile pessimista. Come andrà domani?

C’è anche un problema “all’italiana”. I soldi ci sarebbero, e non si riesce a spenderli: l’anno scorso si sono stanziati 3,5miliardi per i danni provocati dalle alluvioni, però ne sono stati spesi 773milioni. I comuni lamentano di non riuscire a eseguire lavori già programmati perché non riescono a trovare operai. Le ditte sono costrette a non accettare contratti perché non trovano mano d’opera. I profughi non sono in grado di manovrare le macchine moderne che asfaltano le Autobahnen, e dall’Europa arrivano laureati in lettere.

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Baustellen sulle autostrade tedesche

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