© Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Una bella sorpresa c’è stata nell’uovo di Pasqua per Frau Angela. Torna in testa nel duello con Martin Schulz, e in base ai sondaggi la sua Cdu/Csu è il partito preferito dai tedeschi, dà fiducia anche a chi non lo vota, e la maggioranza sembra preferire una nuova Große Koalition, dopo il voto del prossimo 24 settembre. Sorpresa forse no, perché già si prevedeva (o si temeva) che l’effetto Martin avrebbe avuto il fiato corto.

Sorpresi piuttosto parecchi osservatori stranieri che, come nel caso di Trump, fanno il tifo piuttosto che valutare la situazione. Alcuni giudicano in base a fattori di casa loro, diciamo all’italiana. Dopo l’attentato al bus del Dortmund dell’11 aprile scorso la polizia aveva arrestato un sospetto e lo aveva rilasciato dopo 24 ore: “ci siamo sbagliati. Un altro brutto colpo per la Merkel la cattiva figura della Polizei, ha subito sentenziato qualcuno. Ma la Cancelliera non fa anche la poliziotta. E, la polizia in Germania è di competenza dei Länder, in questo caso della Nord Renania-Vesfalia che ha un governo socialdemocratico. Comunque nessuno ha dato la colpa dell’accaduto alla premier Hannelore Kraft. Infine, per i tedeschi e rassicurante una polizia che ammetta in poche ore di aver preso l’uomo sbagliato, invece di tenere in cella un innocente pur di dimostrare a tutti i costi una presunta efficienza.

La bomba contro i giallo neri del Dortmund conseguenza della politica d’accoglienza della Merkel? Sembra, in base ai sondaggi, che il problema profughi non giochi più un ruolo determinante sul voto (poi si è visto che l’autore del gesto era un tedesco per speculazione economica). Anche i populisti dell’AfD sono in caduta libera: al 14 per cento in gennaio, oggi sono dati al 7. A tutto vantaggio della Merkel.

La signora, in un duello all’americana, a dicembre era al 46 contro il 36 di Sigmar Gabriel, ancora suo possibile sfidante. In gennaio, scende in campo Martin ed è subito pareggio 41 a 41. A febbraio il sorpasso: 50 per Martin, 34 per la Cancelliera. E già si prevede la fine dell’éra Merkel dopo 12 anni. A marzo sempre in testa lo sfidante che comincia a perdere qualche colpo: 45 a 36. Ma a Pasqua, Angela torna in testa per 46 a 40. Non è detto che la sfida sia decisa, cinque mesi sono lunghi, tuttavia è chiaro che Schulz paga la sua indecisione: su cosa punta, sulla guida di una nuova Grande Coalizione, o su un’alleanza con l’estrema sinistra, che a molti tedeschi non piace?

Martin Schulz © CC BY-SA 4.0 Martin Rulsch

È un problema di squadra. I politici cristianodemocratici sono più professionali. Il falco del Governo Wolfgang Schaüble è il politico più amato con il 68 per cento, caso unico al mondo per un ministro delle Finanze, tre punti in più rispetto a marzo. La Merkel guadagna tre punti, e sale a 62. Grave sembra il verdetto nelle file socialdemocratiche: Sigmar Gabriel, considerato senza appeal ed escluso dalla sfida, è il più amato con 56, mentre Schulz scende a 48.

Se si fosse votato nella domenica di Pasqua, la Cdu/Csu avrebbe ottenuto il 34, due punti in più rispetto a marzo, l’Spd si sarerebbe fermata al 31. I Verdi avrebbero avuto l’otto e la Linke il sette. Non sarebbe bastato per una colazione a tre, comunque preferita da appena il 28 per cento dei tedeschi. Quattro anni fa la Cdu/Csu ottenne il 41, 5, e i socialdemocratici il 25,7, ma la Merkel dimostra nonostante gli enormi problemi affrontati e non tutti risolti, una straordinaria tenuta. Secondo il sondaggio condotto dalla “Welt, perfino il 60 per cento di chi vota Verdi dà un voto positivo agli ultimi quattro anni di Angela.

.

E pensare che solo un mese fa…

Print Friendly, PDF & Email