È noto ai sociologi: più si vive bene, senza apparenti preoccupazioni per il futuro, e più aumentano i disagi psichici. La depressione è un male del benessere? La sintesi è brutale e, soprattutto, sbagliata e ingiusta, ma oggi in Germania è difficile trovare uno psicologo, per non parlare di uno psicanalista, che abbia tempo libero.

La lista d’attesa è lunga. Manca il sostegno nelle scuole per i ragazzi, e mancano gli specialisti per i Flüchtlinge, i fuggiaschi, come qui chiamano i nostri migranti. Solo tra gli adolescenti giunti in Germania spesso non accompagnati, almeno ventimila avrebbero bisogno di un aiuto psicologico, complicato, a parte la mancanza di specialisti, dalla difficoltà della lingua.

Le mutue pagano le sedute in modo differente e, comunque, quasi sempre dopo un consulto che provi la fondata necessità di ricorrere a una cura. Ma questo rimane spesso un primo passo: dopo comincia la caccia allo specialista libero. Di solito ci si ferma per ore e per giorni innanzi alla segreteria telefonica che invita a richiamare. Quando infine si ottiene una risposta, scrive la “Süddeutsche Zeitung”, il primo appuntamento viene concordato dopo diversi mesi. Intanto si continua a soffrire.

Ora la legge obbliga le Krankenkassen, le mutue, a garantire un aiuto rapido, anche se sembra un compromesso: basterà la ricetta del medico di famiglia per ottenere subito almeno due ore alla settimana, suddivise in quattro appuntamenti da 25 minuti. Per gli adulti si può arrivare a sei sedute, sempre di 25 minuti, i bambini e gli adolescenti potranno avere dieci appuntamenti. Ovviamente non basta, ma il terapeuta potrà decidere che il paziente ha bisogno di una cura più seria, e se non è in grado di lavorare, senza avere l’autorizzazione della mutua. In questo caso, si possono ottenere fino a 24 sedute, sempre brevi (di norma, come sanno quelli che hanno visto un film di Woody Allen, una seduta dovrebbe durare 50 minuti).

Gli psicoterapeuti, inoltre, dovranno garantire almeno 200 minuti alla settimana, in cui dovranno offrire la propria disponibilità telefonica per una conversazione sempre di 25 minuti. Non è molto, ma è già qualcosa. A volte, basta trovare un interlocutore per dare fiducia al paziente. Nel caso venga accertata la necessità, si dovrà ottenere un appuntamento entro una settimana, garantito dalle casse mutue in collaborazione tra loro. Se la nostra mutua non ha specialisti liberi si può essere assistiti da un’altra. Poi saranno le casse a vedersela tra loro per spartirsi la spesa.

Il provvedimento, come si può constatare, comporta altri inconvenienti: il numero dei terapeuti convenzionati non aumenterà, e se dovranno garantire gli appuntamenti brevi di sostegno, e la disponibilità telefonica, di conseguenza aumenterà il tempo di attesa per ottenere una terapia regolare. Inoltre, i terapeuti protestano perché le mutue non intendono aumentare le loro tariffe. «Non è che tutti siano realmente malati», dice Dietrich Munz, presidente della Bundes Psychotherapeuten Kammer, la federazione nazionale degli psicoterapeuti. Le nuove norme sono un provvedimento preventivo, ma bisogna garantire un reale aiuto a chi ha bisogno: «Chi a causa del suo stato psicologico non è più in grado di lavorare», aggiunge Munz, «deve essere curato immediatamente». I pazienti dovranno essere aiutati senza perdite di tempo in procedure burocratiche. Per il momento, è possibile ottenere un aiuto online in pochi minuti, e gratuito. Presumo che il professor Freud non sarebbe stato d’accordo.

.

.

La consulenza psicologica

Print Friendly, PDF & Email