Anzio, 25 aprile 2018 © il Deutsch-Italia

Ieri era festa in Italia, e i tedeschi si meravigliano. Quando spiego ai miei amici che si celebra la cacciata dei nazisti, preferiscono tacere e sicuramente continuano a meravigliarsi. Siamo gli unici a ricordare un evento dell’ultima guerra? Ma, nonostante i pregiudizi, a essere sempre in vacanza sono loro, quelli che dovrebbero essere gli infaticabili lavoratori teutonici. Vivo da troppo tempo in Germania, e continuo a essere preso di sorpresa. Esco e trovo tutto chiuso, niente giornali, niente pane o uova. Per fortuna rimane aperto il benzinaio in fondo alla mia strada, che a parte la benzina spaccia di tutto, a qualsiasi ora. L’ultima volta è stata per il Venerdì santo. A Berlino, e altrove, ma non dappertutto, si fa festa. Anche il lunedì di Pasqua, e ovunque dal Baltico alla Svizzera.

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I tedeschi tra feste cattoliche e luterane, e festività civili, hanno 17 giorni di vacanza extra, quasi il triplo rispetto a noi. Solo la Cambogia ne ha di più, 28. Naturalmente, non in tutti i Länder si celebrano le ricorrenze protestanti e cattoliche, c’è una differenza tra Nord e Sud, ma per spirito ecumenico in molte regioni si rispettano tutte. Difficile orientarsi. Si parte, e si viene sorpresi dalla festa a Colonia, o a Francoforte, ad Amburgo, o a Dresda. Per la verità, non si raccapezzano neanche loro. Augsburg, Augusta, in Baviera, è la più festaiola, con 15 giorni. Si chiude, ma solo in città, nel resto della regione i giorni di festa sono 14, però diversi da zona a zona. Dodici feste nel Baden-Württemberg, al Sud, e nel Brandeburgo, la regione intorno a Berlino, in parte l’antica Prussia. Undici in Nord Renania Vestfalia all’Ovest, e in Turingia all’Est. Dieci ad Amburgo e in Meclemburgo. E in coda con nove la mia Berlino, Brema e la Bassa Sassonia.

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Adesso, non soddisfatti, al Nord, lo Schleswig-Holstein, Amburgo e Brema vogliono una nuova festa luterana, la diciottesima. Anche Berlino vuole un giorno in più, ma per una ricorrenza civile. Non tutti sono d’accordo. In Sassonia, nella ex Ddr, che aveva la percentuale di atei più alta al mondo, è stata presentata una petizione per abolire tutte le feste religiose, e festeggiare solo l’unità tedesca, il 3 ottobre. Nel Land, la percentuale di non credenti è del 75 per cento. Credo che nella Capitale i fedeli che vanno regolarmente in chiesa alla domenica siano una ridotta minoranza. Affollate sono le moschee. In Germania, i credenti registrati ufficialmente in una chiesa sono appena il 44 per cento, e pochi di loro frequentano le funzioni.

Ma a maggio tutti si preparano a partire per lunghi ponti: inutile ricordare il primo maggio, che cade opportunamente di martedì, poi si chiude il dieci per il Christi Himmelfahrt, l’Ascensione di Cristo, il 21 è Pfingsten, la Pentecoste, che equivale al nostro Ferragosto, si celebrerà con ingorghi di decine di chilometri sulle autostrade. Non è finita: il 31 si chiude per il Corpus Domini. Gli italiani che verranno in vacanza dalle mie parti stiano in guardia.

Per lealtà, devo aggiungere che i tedeschi fanno festa, ma senza esagerare come noi: i mezzi pubblici continuano a funzionare, anche a tarda notte, i ristoranti sono aperti, non solo i cinesi e i turchi, e i musei rimangono aperti.

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Le feste popolari celebrate dai tedeschi

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Per gentile concessione di Italia Oggi

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