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Un’enorme migrazione due volte al giorno: milioni di tedeschi si mettono in viaggio per andare al lavoro al mattino, tornare a casa alla sera. Che c’è di strano? Avviene ovunque. Ma in Germania i pendolari diventano sempre di più, ormai sono la maggioranza, quasi il 60 per cento di chi lavora (il 59,4), oltre 18 milioni, abita lontano dall’ufficio, dalla scuola, dalla fabbrica, secondo i dati forniti dal ministero per l’Ambiente, registrati a partire dal Duemila.

E un milione e trecentomila tedeschi compiono 150 chilometri al giorno. In media, i pendolari si sobbarcano 34 chilometri al giorno. Una perdita di tempo, e un costo per la società. I mezzi di trasporto sono quasi ovunque buoni, ma molti preferiscono l’auto, o sono costretti a usarla, e il risultato è di 700mila code e ingorghi, 2mila al giorno, il venti per cento in più rispetto all’anno scorso.

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A Berlino, la S-Bahn, la metro di superficie, e i treni regionali collegano la metropoli con località fino a un raggio di 80 chilometri. Si può abitare a Francoforte sull’Oder, al confine con la Polonia, e lavorare al centro della capitale. Si viaggia seduti, e il percorso si compie in meno di un’ora. La Deutsche Bahn, le Ferrovie tedesche, non si preoccupano soltanto dei treni ad alta velocità, ma investono anche sui treni regionali. Essere pendolari in Germania non è come esserlo in Italia, ma il disagio rimane.

Una delle cause è la mancanza di alloggi alla portata di chi abbia uno stipendio nelle grandi città. A Francoforte il prezzo medio d’affitto è ormai di 14 euro a metro quadrato. Come a Monaco o a Amburgo. Berlino fino a un recente passato era un’oasi felice, ma gli appartamenti di due o tre stanze, dai 60 agli 80 metri quadrati, sono stati comprati da stranieri, italiani in testa, attratti dal prezzo modesto. Gli alloggi vengono affittati a turisti o tenuti vuoti, in attesa che i prezzi salgano ancora. Ormai, le giovani coppie non trovano più case alla loro portata.

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Ovunque vengono costruiti nuovi palazzi, ma di lusso. Inutile condannare la speculazione. Un programma di abitazioni sociali proposto da tutti i partiti richiederà comunque anni per venire realizzato. Ma, nota la “Süddeutsche Zeitung”, sono parecchi anche quelli che “non vogliono” abitare vicino all’ufficio. Resiste il mito della villetta nel verde con il giardino adatto ai bambini. E i vari governi hanno favorito a lungo il trend, con agevolazioni per i pendolari. Si possono detrarre le spese di trasporto da casa a ufficio dalle tasse, come se il viaggio fosse sempre compiuto in auto, anche se si va in bus o in bicicletta.

Si vuol vivere fuori città per respirare aria pulita, ma il traffico giornaliero non fa che aumentare l’inquinamento. Il pendolarismo costa al Paese miliardi di euro all’anno. Si viaggia comodamente? Ma lo stress è comunque nocivo. Un rapporto della “Technische Krankenkasse” (TK), una mutua, denuncia che i pendolari soffrono più di sovente e più a lungo i disturbi psichici.

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I pendolari in Germania

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