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Questa è una piccola notizia che farà felici quanti non sopportano i tedeschi. A Berlino, due controllori del metrò sono sotto processo per aver imbrogliato e ricattato turisti sorpresi senza biglietto. Non sarebbe neanche il primo caso, riconosce il “Kurier”, popolare quotidiano della Capitale. Il particolare che dovrebbe attenuare la Schadenfreude, la gioia per i guai degli altri, è che un imputato si chiama Muhammad, 29 anni, e il suo complice Serkan, di 31. Tedeschi sì, ma di importazione. E se vogliamo sprofondare nel vortice dei pregiudizi, le vittime sono tre scozzesi tifosi del Glasgow Rangers, giunti in Germania per seguire la squadra che giocava contro il Lipsia. Gli scozzesi, secondo i luoghi comuni, sarebbero tirchi. Nel giro per la Capitale prima della partita volevano risparmiare il costo del biglietto? Per la cronaca, il Glasgow squadra perse per quattro a zero. Un viaggio finito male.

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Uno di loro, Connor Adair, è tornato a Berlino per testimoniare contro i Kontrolleure. Con i due amici, era salito alla stazione dell’Alexanderplatz sulla S-Bahn, la metro di superficie, gestito dalle ferrovie e non dall’azienda di trasporti berlinesi, la Bvg. «Pensavamo che il biglietto si potesse pagare a bordo», ha raccontato alla Frau giudice, «ci siamo rivolti a due giovanotti per chiedere come fare». E i due erano invece controllori, che nella metropoli vanno spesso in giro vestiti come teppisti per ingannare i passeggeri. In questo caso, lo erano anche. Muhammad e Serkan hanno minacciato gli scozzesi: pagate 40 euro a testa o chiamiamo la polizia, invece di vedere la partita passate la giornata in cella. I tre hanno sborsato 120 euro senza neanche una ricevuta. Ma la multa sarebbe stata in realtà di 60 euro a testa. Subito dopo hanno incontrato un vero poliziotto, hanno chiesto consiglio, e la truffa è venuta a galla.

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A cadere nel controllo sono soprattutto i turisti che ignorano le regole poco chiare dell’azienda trasporti. Ad esempio, il biglietto vale due ore, ma solo in una direzione. Se si torna indietro, sia pure di una stazione, perché non si è scesi in tempo, bisognerebbe pagare un altro biglietto. La corsa breve, tre fermate in metro, costa un euro e 70, altrimenti due euro e 80. Vale la pena fare il portoghese? I controllori poco onesti arrotondano, non guadagnano abbastanza, tra i 1.800 e i 2.000 euro lordi, e il lavoro è duro, spesso vengono aggrediti dai passeggeri. Ma ricevono un premio, diciamo una taglia, se durante un turno scoprono almeno 18 passeggeri non in regola. Quindi, sono spietati.

Gli Schwarzfahrer, letteralmente i viaggiatori al nero, sono stati l’anno scorso 541.650, ogni giorno circa 1.500, sul metro e i bus urbani 250.650, sulla S-Bahn 291mila. In calo rispetto all’anno precedente, 615mila. Ma sono aumentati i controlli, cinque milioni e 10mila sui mezzi urbani, seimila in più, e nove milioni e centomila sulla S-Bahn, con un aumento di seicentomila. A Berlino è stato un evento: sugli autobus da qualche tempo si può salire anche dalle porte centrali, invece di passare davanti per esibire il biglietto o l’abbonamento all’autista. Una riforma per sveltire il servizio. Nel quarto di secolo che vivo a Berlino non avevo mai visto un controllore sull’autobus. Si dava per scontato che a vigilare bastasse il guidatore. L’altra settimana un terzetto di controllori è salito sul mio 109. Tutti eravamo in regola, anche se è la linea più affollata di turisti perché giunge all’aeroporto.

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Kontrolle

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