fumo_05Herr Adolfs è un eroe per il 25 per cento dei tedeschi, o il 26, forse perfino per il 30. Ma i soliti anti Germania stiano attenti, non esultino commentando “ecco, i soliti nazisti, i tedeschi non cambiano”. C’è una «s» in più, rispetto al Führer, e poi si tratta del cognome e non del nome.

Ammetto che la battuta è facile, e neanche divertente, ma tutta la storia è un po’ comica, almeno per me. Non ho mai fumato, neppure una sigaretta in vita mia, quindi ritengo di essere obiettivo.

 ©-Bundesarchiv-B-145-Bild-F048646-0033-Wegmann-Ludwig-CC-BY-SA-3.0


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Dopo una vertenza durata tre anni, a Herr Friedhelm Adolfs è stato permesso di continuare a fumare in casa sua. Almeno per il momento, dato che il processo dovrà ricominciare da capo. Anche la giustizia tedesca, a volte, diventa lenta come la nostra, o quasi. Intanto, il signor Friedhelm, pensionato di 78 anni, si gode la sua gloria. Ha preso il posto di Helmut Schmidt nel cuore dei fumatori tedeschi, che sono appunto circa un quarto della popolazione, una ventina di milioni. L’ex cancelliere era l’unico a cui fosse ancora concesso di fumare alla Tv durante le interviste e i talk show. È scomparso lo scorso 28 dicembre, a 97 anni, tanto per fare l’ultimo dispetto ai proibizionisti. E il suo ultimo libro, a quattro mani con il direttore della Zeit, l’italotedesco Giovanni Di Lorenzo, è intitolato «Die letzte Zigarette», l’ultima sigaretta.

Friedhelm abita da 43 anni in una casa popolare di Düsseldorf, nell’ex alloggio del portiere, lavoro che ha svolto fino a quando non è andato in pensione. È un fumatore accanito, una sigaretta dopo l’altra, e il fumo impesta le scale condominiali fino al quarto e ultimo piano. Invano i vicini hanno cercato di indurlo alla moderazione: chi fuma vive in media quattro anni di meno, e così via. Lui ha sempre risposto a muso duro, come Schmidt, che era soprannominato Die Schnautze, il grugno: «A casa mia faccio quel che voglio». Infine, è stato sfrattato. Lui si è opposto, ed è iniziato un processo dall’esito contraddittorio. In prima istanza, ha vinto la padrona di casa. Friedhelm ha fatto appello e nel giugno del 2014 ha perso di nuovo. Ma nel febbraio dell’anno scorso, il suo avvocato è riuscito a segnare un punto.

fumo_07La questione, ha obiettato, riguarda la Corte costituzionale: ammesso che il fumo eccessivo del suo cliente possa disturbare i vicini, la legge non si può intromettere tra le quattro mura del minuscolo appartamento di Herr Adolfs. La vertenza è passata alla Corte costituzionale di Karlsruhe, e l’ex portiere emulo di Schmidt è diventato un caso nazionale. I giudici costituzionali hanno annullato la sentenza e quindi lo sfratto. Ma per un vizio di forma, hanno preferito non entrare nel merito. Una vittoria parziale. Tutto è stato rinviato al tribunale di Düsseldorf, ma intanto il fumatore può rimanere a casa sua, e continuare ad appestare le scale del palazzo. «È disgustoso», si lamenta Norbert H., inquilino del quarto piano, «il fumo è insopportabile». Dovrà sopportarlo almeno per un paio d’anni, tra nuova sentenza ed appello. Un giudizio che farà scuola: la Germania sarà un paese tollerante e democratico, o proibizionista? Per il momento Friedhelm ha festeggiato con un sigaro Avana offerto dagli ammiratori.

Per le statistiche, i tedeschi fumano 79,5 miliardi di sigarette all’anno, sempre meno, nel 2009 erano 86 miliardi. Ci guadagna la salute, ma lo Stato non ci perde: le tasse sul fumo rimangono costanti poco sopra i 14 miliardi di euro. Meno si fuma e più aumentano: da 7,5 centesimi a sigaretta si è passati a 15. Quanto ho risparmiato non avendo mai fumato? Evito i calcoli perché mia moglie penserebbe che la metto sotto accusa. Lei fuma cinque sigarette al giorno, non fino in fondo, precisa. E a me, ovunque fumi, perfino in auto, non dà fastidio. Sono un non fumatore democratico. O non fondamentalista. Vietare va bene, purché non si esageri.

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Die letzte Zigarette

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