Sulla tomba in porfido di Federico II, nella Cattedrale di Palermo, sono deposti ogni giorno fiori freschi. Li lasciano i turisti tedeschi, che amano il loro (e nostro) re, lo “Splendor Mundi” che da Palermo governava il mondo. Nel suo regno tutti convivevano in pace cristiani e ebrei e musulmani. I tedeschi amano la Sicilia, molti la conoscono meglio degli italiani. Andreas Rossmann, giornalista del Féuilleton della “Frankfurter Allgemeine”, l’inserto culturale, che ricorda la terza pagina scomparsa dai nostri quotidiani, ha appena pubblicato “Mit dem Rücken zum Meer”, “Con le spalle al mare”, ein sizialinisches Tagebuch, un diario siciliano, illustrato dalle foto in bianco e nero, precise e suggestive, di Barbara Klemm, una delle fotografe più note in Germania (Verlag König; 200 pag.; 18 euro).

Joachim Fest, scomparso nel 2006, uno dei direttori della FAZ (unico giornale che appartiene a una fondazione, guidato da un team di direttori) scrisse una trentina d’anni fa, “Im Gegenlicht”, in controluce, un viaggio in Italia che cominciava da dove Goethe era giunto, dal mercato della Vucciria. Tentai di aiutarlo nel mio piccolo a trovare un editore italiano, non fu possibile, nonostante che la sua biografia di Hitler fosse un bestseller mondiale. La risposta era: perché dovremmo leggere quel che un tedesco dice del nostro Paese? Schade, peccato. Perché loro notano quel che spesso a noi sfugge.

Il Duomo di Monreale

Nelle note di Rossmann ho scoperto una mia Sicilia che avevo dimenticato, e una che oggi non conosco. È tornato per cinque anni, dal 2013 a quest’anno, sempre a giugno, e una volta in autunno, un’altra in inverno, con la moglie Andrea (nome femminile in tedesco). Andreas e Andrea non sono turisti, ma viaggiatori. La cronaca di un viaggio e di un ritorno, ma senza indicare le date, lo scorrere del tempo si nota dai particolari che cambiano, senza commenti. Tante tessere come in un mosaico, quelli tutti diversi delle colonne nel chiostro di Monreale, tessere lucide, colorate, accanto ad altre sbiadite, scrostate.

Vucciaria © Wikipedia

Rossmann nota che la Vucciria di Fest è ormai quasi scomparsa a Palermo. A Modica gli dicono con orgoglio che la “città è l’unica in Italia dove McDonalds sia stata costretta a chiudere”. Le tradizionali rosticcerie e pasticcerie sono meglio. La Sicilia cambia, a volte, tra contraddizioni apparenti. Le autostrade hanno uscite dai cartelli seducenti “Mondello”, “Duomo”, “Monreale”. Alcune conducono a quattro corsie in luoghi anonimi senza motivo apparente. Perché? A Mirabella Imbaccari che io, confesso, neanche sapevo dove fosse, in rapporto agli abitanti (settemila), circolano più Mercedes che in ogni altro luogo. Negli Anni Settanta metà degli uomini emigrò in Germania per lavorare alla Daimler. Ogni settimana un bus collega Mirabella a Stoccarda. Ma non è una cronaca giornalistica. L’autore non dimentica il passato, e la letteratura, da Goethe a Sciascia, dagli dei ai mafiosi, viaggia tra i templi e le rovine, e conversa con i siciliani che incontra. Rossmann mescola la storia con le storie, e non te ne rendi conto. Chi ti ama ti dice la verità.

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Una cartolina dalla Sicilia

La Vucciria di una volta…

 

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