© ceccarelli

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È una stramba notizia della nostra vecchia Europa, a cui la “Süddeutsche Zeitung” dedica un’intera pagina nel supplemento viaggi. Il signor Amedeo Ceccarelli titolare a Bologna di un negozio storico di specialità alimentari, a un tratto, si è visto assalire ogni giorno da turisti austriaci, e poi anche tedeschi. Tutti smaniosi di comprare da lui mortadella, prosciutto di Parma, culatello, aceto balsamico, parmigiano reggiano, e tutte le altre ghiottonerie tipiche emiliane. Perché? Come mai, si è chiesto Ceccarelli. Una storia di un’Europa che rischia di sparire se passerà il trattato TTIP, l’accordo di libero scambio tra l’UE e gli Stati Uniti.

I Wanda

I Wanda © Youtube

“Amore in Bologna”, è il titolo del quotidiano di Monaco, in italiano, ovviamente. Si riferisce alla passione golosa per i prodotti nostrani, e spiega il mistero. Il negozio in Via delle Pescherie Vecchie appare da un anno nel videoclip di una canzone della band viennese “Wanda”. Il cantante Michael Marco Fitzthum passeggia sotto i portici e canta “Tante Ceccarelli hat einmal amore gemacht”, la zia Ceccarelli una volta fece all’amore, e si vede il negozio, con il signor Amedeo che si fuma una sigaretta innanzi alle sue vetrine.

La canzone “Bologna” è diventata un hit, come si dice, a Vienna, e anche in Germania. La canticchiano tutti quelli innamorati dell’Italia. E quando giungono in vacanza, o meglio al ritorno, corrono a rifornirsi da Ceccarelli. Anche se i suoi tortellini costano 24 euro al chilo, nota la “Süddeutsche”, però li valgono fino all’ultimo cent. Merito della band, che in Italia è pressoché sconosciuta come la canzone galeotta. La sequenza con Ceccarelli dura pochi secondi, ma sono stati sufficienti.

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Amedeo era il più giovane commesso nel piccolo negozio dove aveva cominciato come apprendista, quando nel 1980 decise di comprarlo dai proprietari, ormai troppo anziani. Da loro aveva imparato il mestiere, il rispetto per i clienti, e per i prodotti. Di anno in anno ha rivoluzionato il negozio, l’ha modernizzato rispettando la tradizione.

Naturalmente, i clienti dell’Austria Felix o della Baviera hanno nel frattempo spiegato a Ceccarelli perché gli invadono il negozio. E, altro particolare importante, sono in gran parte giovani. Amano la musica dei “Wanda” e hanno scoperto che esiste un mondo di delizie al di là dei würstel. Sempre salsicce, ma a Bologna hanno un gusto diverso. Molti gusti. Mettono le loro foto sotto i portici su Facebook, e fanno pubblicità. Ogni giorno qualche cliente prudente chiede al proprietario se il suo negozio sia proprio quello che appare in internet. Gli affari vanno bene come non mai. Tedeschi e austriaci hanno scoperto da tempo l’aceto balsamico, e cercano il migliore. Sono diventati fanatici dell’olio d’oliva. La mortadella sarà pure un Wurst di proporzioni extralarge, ma è l’unico salume che non riescono ad imitare, come il culatello, lo zampone, la lonza, e così via.

© ceccarelli

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Ebbene, con il TTIP Ceccarelli dovrebbe chiudere. I prodotti tipici italiani protetti sono 41, con l’accordo ne sopravviveranno quattro. I turisti non perderanno più tempo a Bologna, e chiuderanno anche i produttori di prosciutto di Parma o di parmigiano reggiano. Perché andare a Bologna se queste delizie potranno venire prodotte in Texas, come il prosciutto della Foresta Nera, o lo spagnolo Serrano, e tutte le altre specialità della nostra Europa? I tedeschi sono scesi a migliaia in strada per difendere il loro würstel bianco, da consumare fresco, preferibilmente al mattino. Ma gli americani non amano i prodotti freschi, e così verrà vietato. Per il prosciutto di San Daniele occorrono anni di stagionatura, perde peso e il costo aumenta. Il Parmaschinken made in Usa è pronto in pochi mesi, e costerà un terzo.

Se passa il TTIP, denunciano i francesi, fra dieci anni da loro non ci sarà più un solo coltivatore diretto. Ma il nostro ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, 43 anni, nipote del regista Luigi Comencini, è un sostenitore accanito del trattato: aumenterà il Pil europeo dello 0,5 per cento (ma a guadagnarci saranno le multinazionali). Perché preoccuparsi? Fidatemi di me, aggiunge Calenda. Sulle confezioni sarà sempre scritto il luogo di provenienza. A caratteri minuscoli, ovvio. E chi comprerà mai i tortellini nati dall’amore a Bologna, a 24 euro, se quelli di Dallas ne costeranno cinque?

Bologna del gruppo Wanda

© per gentile concessione di ItaliaOggi, quotidiano economico, giuridico e politico

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