Seehofer © Kremlin.ru

La Baviera è la roccaforte dei cattolici e dei conservatori, eppure mentre Frau Merkel incontra Trump, apre alla Russia, e a Putin. Il premier bavarese, il cristiano sociale Horst Seehofer si è recato per una visita di tre giorni a Mosca, e parla con Putin. È una vecchia tradizione del Freie Staat Bayern, il libero Stato di Baviera, orgoglioso della sua indipendenza e della sua linea in politica estera: gli affari, sempre e comunque, über alles.

Franz Josef Strauss si considerava innanzi tutto un commesso viaggiatore al servizio della sua patria bavarese. “Viaggio per sostenere gli interessi delle nostre imprese, e quindi dei nostri lavoratori”, spiegava. E la Baviera produce di tutto, dalle auto alla birra, e anche armi e carri armati, ovviamente i migliori al mondo. Vendo armi a tutti, aggiungeva, tranne che a Cuba e al Nicaragua.

Franz Josef Strauß © Robert Ward CC BY-SA 2.0

Quando giunse Gorbaciov al Cremlino, il Cancelliere Kohl lo paragonò a Goebbels, il ministro della propaganda nazista. Strauss volò subito a Mosca per incontralo, guidando personalmente l’aereo. E, con ritardo, Kohl lo imitò. Dobbiamo superare le sanzioni”, ha dichiarato Seehofer prima di lasciare Monaco. “Chiaro che, per giungere, a questo, anche i russi debbano far qualcosa”, ha aggiunto. A cominciare dal dimostrare buona volontà per la questione ucraina. Ma da pragmatici, i bavaresi danno la Crimea come definitivamente perduta.

Seehofer, nella sua missione, è accompagnato dal ministro per l’Economia regionale, Frau Ilse Aigner, dal ministro per l’Agricoltura Helmut Brunner, e dal ministro della Pubblica Istruzione Ludiw Spaenle, tutti cristianosociali. Della delegazione, di oltre cento persone, fanno parte anche politici dell’opposizione piuttosto critici verso le aperture di Seehofer, accusato di eccessivo cinismo: a Mosca si dovrà anche parlare del rispetto dei diritti umani in Russia, e dell’intervento russo in Siria. Seehofer non risponde, ma non si lascia intimidire.

Horst Seehofer © Sputnik – Michaela Rehle

Le sanzioni volute da Obama sono pagate soprattutto dalla Germania (e dall’Italia). La Siemens, che ha la sua sede a Monaco, ha dovuto bloccare la vendita dell’ICE, il treno superveloce, alla Russia, ed è stata costretta a ridurre di quattromila unità i dipendenti. Ma appena la situazione si normalizzerà, si tornerà a vendere prodotti ad alta tecnologia, mentre il danno potrebbe essere irrecuperabile per i prodotti agricoli. Putin ha risposto alle sanzioni con l’embargo per diversi prodotti occidentali, e l’agricoltura bavarese ha perduto almeno 200milioni di euro all’anno. Mosca si è rivolta altrove, ad esempio importando dalla Georgia, e molti produttori bavaresi temono di aver perduto i clienti russi per sempre. “Con il mio viaggio voglio preparare il terreno per il tempo dopo le sanzioni”, spiega il ministro per l’Agricoltura Helmut Brunner. “La Russia è sempre stata per noi un partner affidabile”.

Per Seehofer è irresponsabile aver escluso Putin dal G7: come si fa a superare una crisi escludendo dai colloqui l’avversario?Il dialogo”, dice, “è importante per la soluzione dei conflitti, e per la collaborazione economica”. È sua intenzione creare a Mosca un foro permanente, un gruppo di lavoro russo bavarese. Come Strauss accusava Kohl di essere troppo lento, Seehofer rimprovera alla Merkel una politica estera incerta. Ha dichiarato a suo tempo che era vitale coinvolgere la Russia nelle trattative per porre fine alla guerra in Siria, ma ha poi è sempre stata a favore del prolungamento delle sanzioni, e non invita Putin al G20, in programma ad Amburgo il prossimo luglio.

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Le dichiarazioni di amicizia fra Putin e Seehofer

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